research

Un capitolo dimenticato della storia del teatro nella ‘ricostruzione’ del 'Ludus septem sapientum' di 'Ausonio'

Abstract

Rispetto ad altre composizioni catalogiche greche e latine incentrate sulle 'γνῶμαι' dei sette sapienti il 'Ludus' ausoniano evita l’arida successione delle massime ricorrendo all’espediente della cornice teatrale. L’opera, strutturata come sequenza di nove monologhi, segue a suo modo le movenze di uno spettacolo; vi sono continui cenni ad un’astratta ambientazione scenica (fa da sfondo ai personaggi il nudo teatro) e copiosi ricorrono i rinvii alla commedia e alla produzione di Plauto e di Terenzio. La sezione del 'Prologus', in particolare, non solo mira a creare una suggestione nel lettore tale per cui, proseguendo con la lettura, non dimentichi la ‘scenografia’ prevista dall’autore, ma ha anche una finalità informativa perché sviluppa un percorso storico-moralistico sul teatro repubblicano.Compared with other Greek and Latin compositions about the 'γνῶμαι' of the Seven Wise Men, Ausonius’ 'Ludus' septem sapientum has something more: the poet writes a play, the succession of sayings is inserted in a dramatic frame. The poem is made up of nine monologues, which try to imitate the conventions of the theatrical tradition. The drama is set in one of the theatres at Rome, but the background is abstract (we only know that it is a stone theatre); there are many quotations of Plautus and Terence. The 'Prologus' reminds the reader of this scenery and, mostly, gives him a lot of information about the history of the republican theatre: his point of view is strictly moralistic

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