Gli itinerari dipinti antichi (itineraria picta) sono carte topologiche, che forniscono informazioni
soprattutto sui percorsi e sui punti di riferimento utili al viaggiatore: la registrazione
dei confini è solo occasionale e non accurata. Nelle carte geografiche dell’ecumene
o di regioni estese, i confini vengono delineati secondo due criteri fondamentali: l’omogeneità
etnica del territorio e i suoi confini naturali (fiumi, linee di costa, montagne, ecc.).
Il processo di astrazione di questo metodo può talvolta entrare in contraddizione con la
realtà geografica. A livello delle singole città-stato manca una cartografia apposita: il territorio
della polis è uno spazio vissuto dai suoi cittadini, che hanno con esso un rapporto
diretto, non mediato da strumenti cartografici. Ci sono testimonianze e indizi, invece, di
una cartografia catastale, che registra i confini degli appezzamenti di terreno e li rappresenta
in quadri d’insieme. Con l’Impero romano la cartografia – sia a piccola scala per
l’ecumene, sia a grande scala per singole colonie romane – viene usata in modo capillare
ed acquista valore di documento, senza tuttavia perdere la complementarità necessaria
con la documentazione scritta. Le carte diventano uno strumento del governo centrale
per conoscere l’estensione e i confini (patrimoniali, amministrativi, politici, geografici) di
vasti territori.Ancient illustrated itineraries (itineraria picta) are topological maps, which provide
mainly information on routes and useful landmarks for travellers: the record of boundaries
is only occasional and imprecise. In geographical maps of the inhabited world
or of wide regions, the boundaries are delineated following two main criteria: ethnic
homogeneity und natural boundaries (rivers, coastlines, mountains, etc.). The abstraction
process of this method can sometimes lead to contradictions with the geographical
data of reality. At the level of each city-state (polis) there is no evidence for a specially
provided cartography: the territory surrounding a polis is a space lived by its citizens,
who entertain with it a direct relation, that is without cartographical media. However,
there exist some documents and clues for cadastral cartography, which outlines the boundaries of ground-plots and gathers them in overall maps of the agrarian territory.
At the outset of the Roman Empire, cartography – both the one at small scale for the
whole world and the one at big scale for individual Roman colonies – gets diffusely
used and gains documentary value, yet not losing its necessary link with written documentation.
Maps become an instrument of the central government to know the size
and the boundaries (of property, administrative, political or geographical sort) of vast
territories