L’articolo propone un censimento delle costruzioni che nelle due lingue possono essere definite “frasi scisse”, e ne esamina la distribuzione quantitativa nelle due sezioni italiana e francese del corpus orale romanzo CORAL-ROM. I confronti vengono istituiti a diversi livelli: numero di attestazioni; funzione sintattica dell’elemento focalizzato; struttura intonativa; distribuzione in rapporto ai parametri di formalità/informalità e monologicità/dialogicità. L’analisi quantitativa è integrata da osservazioni qualitative, basate su un uso euristico della traduzione in italiano degli esempi francesi. Dal confronto emergono sia differenze distributive e funzionali che significativi parallelismi: le prime andranno collegate a ben note proprietà strutturali delle due lingue (diverso grado di libertà nell’ordine delle parole e nella posizione dell’accento di frase); i secondi a caratteristiche proprie del costrutto in entrambe le lingue. Tra le invarianti è notevole la Maggiore concentrazione di frasi scisse nei testi formali e monologici: i più pianificati e lontani dal polo della conversazione informale. Questo dato, insieme alla bassa frequenza assoluta per l’italiano (0,3% sul totale degli enunciati), invita a rivedere la tesi vulgata che fa delle frasi scisse costruzioni tipiche soprattutto del parlato e di varietà informali della lingua.The article proposes a list of constructions that in both languages can be defined as “cleft sentences”, and investigates how they are distributed in the Italian and French sections of the corpus of spoken Romance languages C-ORAL-ROM. Comparisons are made at different levels: number of occurrences; syntactic function of the focus element; prosodic structure; distribution in the corpus in relation to the formal/informal and monologue/dialogue parameters. Qualitative observations are then provided, based on a heuristic use of translation of the French examples into Italian. The comparison shows both differences and a significant parallelism between the two languages: the differences are due to well known structural features of Italian and French (different degree of positional freedom for syntactic constituents and prosodic accents); the parallelism can be explained with crosslinguistic features of the construction itself. Amongst the similarities, the higher concentration of clefts in formal and monologue texts is remarkable. This datum, together with low frequency in the Italian corpus (0.3% of all utterances), invites to challenge the common idea that clefts are a typical feature of spoken and informal varieties language.L’articolo propone un censimento delle costruzioni che nelle due lingue possono essere definite “frasi scisse”, e ne esamina la distribuzione quantitativa nelle due sezioni italiana e francese del corpus orale romanzo CORAL-ROM. I confronti vengono istituiti a diversi livelli: numero di attestazioni; funzione sintattica dell’elemento focalizzato; struttura intonativa; distribuzione in rapporto ai parametri di formalità/informalità e monologicità/dialogicità. L’analisi quantitativa è integrata da osservazioni qualitative, basate su un uso euristico della traduzione in italiano degli esempi francesi. Dal confronto emergono sia differenze distributive e funzionali che significativi parallelismi: le prime andranno collegate a ben note proprietà strutturali delle due lingue (diverso grado di libertà nell’ordine delle parole e nella posizione dell’accento di frase); i secondi a caratteristiche proprie del costrutto in entrambe le lingue. Tra le invarianti è notevole la Maggiore concentrazione di frasi scisse nei testi formali e monologici: i più pianificati e lontani dal polo della conversazione informale. Questo dato, insieme alla bassa frequenza assoluta per l’italiano (0,3% sul totale degli enunciati), invita a rivedere la tesi vulgata che fa delle frasi scisse costruzioni tipiche soprattutto del parlato e di varietà informali della lingua