L’articolo descrive un caso di caso di conflitto urbano relativo alla presenza di rom in
un’area abbandonata nella periferia Nord di Milano. Ad una prima fase in cui gli
attori - seppur condividendo il comune interesse ad invertire il degrado della zona -
non sono stati in grado di interloquire con gli abitanti dell’area, i rom, è seguita una
fase di continui sgomberi ed successive occupazioni dell’area da parte di rom. La
dinamica è caratterizzata dalla ricorsività delle azioni e dall’assenza di
coordinamento fra gli attori implicati. La vicenda dell’area si è intrecciata
inesorabilmente con la vicenda dei suoi abitanti – i rom - anche se non è stata trattata
congiuntamente dell’amministrazione comunale, la quale si è mossa seguendo le
abituali compartimentazioni. L’azione pubblica nei confronti dei rom si è
caratterizzata per una “legittimità differenziale”. Ai rom non è stato riconosciuta
agency, e sono emerse molte tensioni in relazione al problema della rappresentanza.
L’esito del conflitto è stato quello di moltiplicare il fatalismo in quanto requisito
politico e morale di valutazione dell’azione pubblica. L’articolo si conclude
sollevando un quesito rispetto alla possibile matrice eugenetica delle politiche nei
confronti dei rom.The article is about a urban conflict case on a settlement of Roma groups in the Milan
Northern outskirt. In the first phase of the contentious dynamic, all the local actors
shared the common interest in countervailing the urban blight and were not able to
argue and talk together with the Roma who inhabits the area. Subsequently, it came
a phase of continuous evictions and continuative resettlements of the same area. The
dynamic was characterised by the recurrence of the actions and by the absence of
coordination between involved actors. The story of this area has been relentlessly
entwined with the story of its inhabitants – the Roma – also if spatial blights and
social housing problems were not treated together by the Milan administration,
which worked as usual by compartmentalize routines. Moreover, public policies
towards Roma people were characterised by a “differential legitimacy”. The Roma
agency was not recognised, and lots of tensions emerged related to the problem of
their political representation. The outcome of the contention was to multiply fatalism
as a political and moral principle to evaluate the local public policy. Conclusions
open up a question about a hypothetical eugenic matrix of local policy toward Roma
people in Milan