Sulla base degli aspetti emersi nella fase iniziale della ricerca sull\u2019evoluzione del concetto di Patrimonio Culturale in Italia negli anni Settanta, si \ue8 formulata un\u2019ipotesi di modernizzazione nella \u201cpolitica della cultura\u201d dell\u2019Italia repubblicana. Tale ipotesi nasce, in primo luogo, dall\u2019analisi del processo istituzionale promosso dal governo bicolore Moro/La Malfa, e in particolare da Giovanni Spadolini, attraverso la creazione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, parallelamente alle iniziative proposte dalle neonate Regioni. Un tentativo questo, di riforma politica nel campo della conservazione, tutela e fruizione del patrimonio artistico culturale, che si contrappone al periodo di \u201cimmobilismo politico\u201d postulato dalla storiografia sugli anni Settanta. In base alle questioni emerse, si \ue8 proseguito nello studio delle vicende storiche legate all\u2019attuazione del Ministero per i Beni Culturali, da cui si profilano, in modo particolare, gli intensi scambi tra lo Stato centrale e i governi locali. Si \ue8 ritenuto opportuno, in questo senso, analizzare il contributo politico intellettuale che si delinea all\u2019interno del dibattito sul tema della gestione del patrimonio culturale. A questo scopo, si \ue8 valutato necessario approfondire le vicende politico-intellettuali relative alle iniziative regionali, e in maniera particolare studiare la nascita dell\u2019Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna