research

Violante, Niccolò V, (Leon) Battista e La Basilica di San Pietro in Roma

Abstract

Facendo seguito ad un precedente lavoro (http://amsacta.unibo.it/3086/ ), si trovano, attraverso l'esame di un dimenticato dipinto, elementi per confermare le argomentazioni già portate e per conoscere un fatto nuovo, che ben si inserisce e si intreccia nel periodo considerato: come Violante da Montefeltro, sposa di Domenico (Novello) Malatesti, possa aver proposto al Papa Parentucelli di lasciare il governo del potere temporale nelle mani dei Malatesti e, ricolmo di considerazione (e d'oro), pensare solo alla parte più spirituale e ai suoi diletti studi letterari . Sembra lecito affermare che l'occasione derivi dalla proposta di Leon battista Alberti, che Violante fa sua, di poter restaurare degnamente la basilica di San Pietro in Roma, tempio di riferimento della Cristianità, qui visibile nel progetto originario, allora minata da un cedimento strutturale che la fa inclinare. E' ovvio il parallelo, del cedimento della basilica e la deriva del potere temporale stesso. L'Autore del dipinto non perde l'occasione per affermare il ruolo di Cristo e di San Pietro nella più alta visione Neoplatonica di Dio. Dopo aver brevemente introdotto le affermazioni che l'Alberti riporta nel De re aedificatoria, si commenta il dipinto e ciò che vuole palesare. In appendice un breve commento su di un altro dipinto che si lega alla vita di Violante ed un elenco delle date più significative del periodo storico considerato

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