research

Mito, musica e rito nelle raffigurazioni musicali dei pinakes del Persephoneion di Locri Epizefirii (VI-V sec.a.C.)

Abstract

I pinakes locresi sono tavolette votive in terracotta del VI e V sec. a. C., per la maggior parte rinvenuti in frammenti, nel 1908, da Paolo Orsi, presso l’edicola tesauraria della Mannella a Locri Epizefirii, polis italiota che si distinse per la sua intensa attività cultuale e sacra e la vigile custodia di antichissime tradizioni mitiche e storiche. Nelle rappresentazioni dei coroplasti, talvolta veri artisti, l’ambiente locrese è individuabile attraverso la configurazione di templi dove, accanto a personaggi, animali e oggetti mitici o cultuali, sono riprodotti carri, arredamenti, vesti e drappi, suppellettili di uso e di cosmesi, e scene musicali e di danza. Il soggetto figurativo prevalente nell’intero corpus, costituito da 5360 pinakes, è legato al grande ciclo mitologico della vita di Persephone. Le immagini illustrano il racconto del passaggio di Kore in Persephone, dal suo rapimento da parte di Hades, quando ancora vergine mortale, coglieva fiori sul prato, all’arrivo nel mondo sotterraneo, sino alla preparazione delle nozze e alla festa della presentazione dei doni da parte delle varie divinità alla dea seduta sul trono, sposa di Hades e già sovrana nel regno degli Inferi. Le raffigurazioni dei pinakes sarebbero espressione e concorderebbero con il culto della dea, nella sua duplice qualità di divinità ctonia e di protettrice della fertilità umana, praticato nel santuario della Mannella e dei riti a lei collegati durante i quali, presumibilmente prima delle nozze, le fanciulle dedicavano alla dea le tavolette votive con scene della vita di Persephone, forse considerata metafora di quella delle giovani donne. Nel complesso ideologico dei pinakes di Locri, la musica sembra avere avuto un ruolo nei riti di passaggio dall’adolescenza all’età adulta nell’ambito di una religiosità fortemente legata alla vita sociale

    Similar works