Questo articolo si configura come un primo approccio ad un soggetto poco studiato dalla storiografia. Si tratta di considerare, nel XVI secolo, le ville pseudo-fortificate poste nell’ambito dell’Italia settentrionale, cioè tutti quegli edifici che, per la presenza di caratteri militareschi rinvenibili in differenti ambiti del loro aspetto costruttivo, possano essere riconducibili ad architetture fortificate. I casi di edifici circondati da fossati, posti al di sopra di piattaforme, segnali militari tradizionali come torri, garitte, o moderni come padiglioni evocanti bastioni, seguono un preciso sviluppo nelle decadi del Cinquecento. Ad esempio, le classiche torri medievali dotate di merletti, nel corso del tempo si evolvono in forme diverse e diventano (talvolta allargandosi) sia avancorpi abitabili, sia (in altri casi) innalzandosi verso il cielo e restringendosi in forme planimetriche circolari, semplici punti di avvistamento accostati agli angoli degli edifici. Parallelamente, le mura che circondavano gli edifici a fine Quattrocento si vedono sostituite (alla fine del secolo successivo) da segnali difensivi meno imponenti come fossati e piattaforme aperte, segno evidente di una diminuzione della percezione dei pericoli in aperta campagna. Parole chiave: ville pseudo-fortificate, pianura padana, Rinascimento. George LATOUR HEINSE