Il saggio prende spunto dal libro di Danilo Breschi "Spirito del Novecento" (Rubbettino, 2010), per trattare il tema della relazione fra le posizioni politiche e ideali del filosofo aretino e il comunismo. In particolare viene chiamato in causa il giudizio di Gramsci, secondo cui il corporativismo spiritiano è un riflesso ideologico tipico della "rivoluzione passiva" in atto. Queste pagine procedono altresì ad una critica dell'eccessiva enfatizzazione con cui, secondo l'autore, una parte della storiografia e della pubblicistica guarda alle componenti di "sinistra" del fascismo, rimuovendo talvolta la sua funzione di reazione sociale ai processi di democratizzazione non gerarchica