research

Realismo politico, democrazia, modernità. Il principato democratico di Danilo Zolo, undici anni dopo

Abstract

Questo articolo propone, innanzitutto, una ricostruzione dell’analisi di Zolo intorno al “problema democratico” delle società contemporanee,così come è analizzata nel suo importante saggio che risale agli anni '90. Nella seconda parte di questo articolo offriamo alcune considerazioni critiche. Esse rappresentano soltanto la puntualizzazione di alcune note critiche ispirateci dai contenuti del libro. Non si tratterà, considerata la brevità delle pagine che seguono, né di affrontare tutte le questioni sollevate da Zolo, né di proporre un’epistemologia o una pars costruens “alternativa” rispetto al suo complesso discorso. Più semplicemente, abbiamo annotato certe incongruenze, dissonanze interpretative, aspetti politicamente poco chiari di un’opera comunque condivisibile nella preoccupazione per le sorti della democrazia. E’ vero che il libro non è recentissimo e che, per questo, non ha potuto tener conto dell'evoluzione del dibattito teorico-politico; così come non ha potuto considerare gli ultimi effetti della globalizzazione, incluse le esperienze dei movimenti new global. Tuttavia, una nuova sintesi della concezione democratica di Zolo può rivelarsi utile, specie se si considerano gli elementi più attuali della “crisi democratica”. Ci riferiamo al crescente deficit di rappresentanza delle democrazie occidentali, anche in relazione all’Europa; alla disaffezione per la politica istituzionale; all’affermarsi di “poteri forti” e neo-corporativi, privi di legittimazione consensuale; all’egemonia dei mass media sul processo politico e la sfera pubblica. Questo giustifica una rinnovata considerazione per la critica fondata che Danilo Zolo riserva alle teorie classica e neo-classica della democrazia e per la sua proposta d’una nuova e “realistica” teoria democratica

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