Zones Portuaires: un dispositivo di ricerca-azione sul Porto di Genova

Abstract

Fino a pochi decenni fa, a Genova, porto e città erano culturalmente un tutt’uno: non c’era famiglia che non contasse un parente camallo, marinaio o armatore. Con la progressiva meccanizzazione portuale e una visione urbanistica che, in Italia, considera città e porto realtà separate, questo legame si è deteriorato. Il laboratorio di studi urbani UniGE “Incontri in città” e l’associazione U-BOOT Lab nel 2015 hanno promosso un dispositivo di indagine territoriale che coinvolge attivamente le comunità: Zones Portuaires lavora per favorire la connessione tra porto e città con un progetto di ricerca di lunga durata articolato in più azioni, la cui portata e efficacia sono cambiate nel tempo. Se il clima di fiducia sviluppato negli anni ha permesso di accedere ad ambienti, dati, contatti inizialmente non raggiungibili, anche le aspettative rispetto ai risultati si sono fatte più ambiziose nelle comunità coinvolte. Il testo esplora queste esperienze in maniera riflessiva e osserva il funzionamento del dispositivo e i suoi esiti, cercando di coglierne l’aspetto scientifico, culturale e sociale in una prospettiva integrata.Until a few decades ago, the port and the city were culturally “one” in Genoa: there was no family that did not count a dock worker, sailor or ship owner as a relative. With the progressive mechanization of the activity and an urbanistic vision that considers city and port as separate realities in Italy, this link has deteriorated. In 2015 UniGE urban studies laboratory “Incontri in città”, initiated with the association U-BOOT Lab a device for territorial analysis and active community involvement: Zones Portuaires works to understand and promote the connection between port and city with a long-term research project articulated in several actions. The scope and effectiveness of these actions have changed over time: while the climate of trust developed over the years and has allowed to access environments, data, contacts that were initially unreachable, expectations regarding results have also become more ambitious in the involved communities. The text explores these experiences in a reflective way and with concrete examples it observes the functioning of the device and its outcomes, trying to grasp its scientific, cultural and social aspect in an integrated perspective

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