Così la genetica è spinta dai conti aziendali

Abstract

Il miglioramento genetico rappresenta uno degli strumenti a disposizione degli allevatori utili a garantire la sostenibilità economica della propria attività. Migliorare geneticamente una popolazione bovina significa analizzare la situazione di mercato in cui il settore primario si trova ad agire nel presente e prevedere le sue evoluzioni negli anni a venire, in modo da individuare una serie di caratteri (fenotipi) importanti per la redditività aziendale e di conseguenza possibili oggetto di selezione. Questi fenotipi devono rispettare tre parametri: essere importanti, misurabili, ed ereditabili. Il miglioramento genetico è quindi una disciplina dinamica perchè si deve basare su previsioni dei cambiamenti futuri del mercato in cui gli allevatori si troveranno ad operare e deve fornire strumenti utili ad adeguarsi ad essi. Il tutto con notevole anticipo sui tempi, dato che i miglioramenti derivanti dalla selezione genetica sono visibili non nel breve ma nel lungo periodo in funzione dell’intervallo generazionale bovino. Questi miglioramenti sono trasmissibili di generazione in generazione e sono soprattutto cumulativi e permanenti nel tempo per cui impattano significativamente e permanentemente sulla redditività dell’allevamento: per questo, nella scelta dei caratteri da selezionare geneticamente è e sarà sempre più importante guardare non solo alle voci di guadagno derivanti dall’attività zootecnica, ma anche alle voci di spesa, con l’obiettivo di massimizzare i primi e minimizzare i secondi, riassumendo questo principio in un unico indice economico di selezione

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