“Per ciò che l’uomo de’ essere adiutato e consigliato da la femina”: Il lodo delle femmine di Andrea da Grosseto

Abstract

Il presente articolo si propone di analizzare il breve testo in prosa composto nel 1268 da Andrea da Grosseto e conosciuto con il titolo “Il lodo delle femine”. Si tratta di un brano che fa parte del volgarizzamento del trattato Liber de consolationis et consilii composto nel 1246 da Albertano da Brescia. L’autore si serve della figura di Prudenza, moglie di Melibeo per anticipare alcuni dei temi che saranno al centro del dibattito della Querelle des femmes: la difesa femminile dalle accuse maschili, la costruzione di una genealogia di donne del passato e l’utilizzazione del pensiero di autori classici per rivendicare le loro capacità.Il presente articolo si propone di analizzare il breve testo in prosa composto nel 1268 da Andrea da Grosseto e conosciuto con il titolo “Il lodo delle femine”. Si tratta di un brano che fa parte del volgarizzamento del trattato Liber de consolationis et consilii composto nel 1246 da Albertano da Brescia. L’autore si serve della figura di Prudenza, moglie di Melibeo per anticipare alcuni dei temi che saranno al centro del dibattito della Querelle des femmes: la difesa femminile dalle accuse maschili, la costruzione di una genealogia di donne del passato e l’utilizzazione del pensiero di autori classici per rivendicare le loro capacità

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