Il fatto che la Commedìa di Dante abbia destato un interesse notevole negli studiosi, fin dai primi anni della sua diffusione, è testimoniato dall’elevatissimo numero di commentatori coevi del poeta fiorentino che si sono cimentati nell’interpretazione della sua opera. Tra i più autorevoli troviamo senza alcun dubbio il commento latino di Graziolo dei Bambaglioli alla prima delle tre cantiche, la cui edizione critica è stata curata da Luca Rossi[1]