Il digiuno del conte Ugolino in un volgarizzamento trecentesco del commento di Graziolo dei Bambaglioli

Abstract

Il fatto che la Commedìa di Dante abbia destato un interesse notevole negli studiosi, fin dai primi anni della sua diffusione, è testimoniato dall’elevatissimo numero di commentatori coevi del poeta fiorentino che si sono cimentati nell’interpretazione della sua opera. Tra i più autorevoli troviamo senza alcun dubbio il commento latino di Graziolo dei Bambaglioli alla prima delle tre cantiche, la cui edizione critica è stata curata da Luca Rossi[1]

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