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La riforma dell'art. 2103 c.c. dopo il Jobs Act

Abstract

La stagione di riforme che viviamo dal 2012 (dalla Riforma Fornero al cd. Jobs Act) non ha risparmiato la disciplina dello ius variandi, che oggi, con il D.lgs. n. 81 del 2015 art. 3, è stata completamente rimodulata. La scomparsa dal dettato dell’art. 2103 c.c. del concetto di equivalenza e la legittimazione del demansionamento hanno fatto sorgere in non pochi autori un dubbio persistente: se, cioè, l’attuale stesura della norma tuteli ancora il bene della professionalità. In realtà, tra spinta alla flessibilizzazione del lavoro e una più accessibile mobilità endo-aziendale (richieste espressamente dalle recenti fasi di crisi economica) e la malcelata volontà di marginalizzare il ruolo della magistratura (ai fini di un’auspicabile maggiore certezza del diritto), la scelta legislativa, per quanto drastica -e non esente da critiche-, non sembrerebbe poter realmente minare la tutela della dignità lavorativa

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