3 pages, 6 figures.Il teatro romano di Tusculum, pur essendo già stato scavato nei primi anni del secolo
scorso, ancora agli inizi degli anni novanta costituiva un bellissimo insieme di vegetazione e architettura. Tralasciando la vista delle solite lattine -simbolo dei nostri tempi-, il visitatore poteva godere di un’immagine abbastanza vicina a quella che, grazie all’iniziativa della regina Maria Cristina di Sardegna, l’architetto Luigi Canina aveva realizzato nel lontano 1839 [Canina 1841, pl. XIII]. Purtroppo, anche la conoscenza del monumento romano -inteso come soggetto storico- era rimasta quasi inalterata nel corso degli ultimi 150 anni. Chi, pochi anni fa, avesse cercato delle risposte quanto alle caratteristiche architettoniche del monumento o sulla sua storia edilizia difficilmente ne avrebbe potuto avere. Il teatro tuscolano continuava ad essere molto visitato, ma non era riuscito ad attirare su di se l’interesse della comunità scientifica.Un’équipe di ricercatori spagnoli, coordinati dalla Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (CSIC), negli ultimi anni ha impostato un progetto di ricerca che prevede lo studio e lo scavo archeologico del teatro e del foro di Tusculum. Ai dati di scavo, quattro campagne realizzate fino ad oggi, e ai risultati del lavoro di rilievo e di
documentazione si aggiungono i primi risultati degli studi interdisciplinari (dalla storia delle ricerche all’iconografia) che completano il progetto [Arce et alii 1998; Dupré et alii, 1998].Peer reviewe