Remote sensing e spatial modelling per strategie di adattamento ai cambiamenti climatici: caso studio Valle Savio

Abstract

Gli effetti indotti dai cambiamenti climatici (CC) su città e territori stanno ponendo seri interrogativi sulla necessità di definire nuove pratiche di governo del territorio. Sistemi insediativi e naturali sono chiamati ad aggiornare le proprie strategie di resilienza nei confronti di fenomeni come la convergenza spaziale di impatti e vulnerabilità di diversa natura. I domini della vulnerabilità richiedono la definizione di un nuovo paradigma della ‘conoscenza spaziale’ articolabile per diversi contesti ambientali. Il presente contributo guida la possibilità di testare questa ipotesi mediante tecniche di spatial modelling e remote sensing. L’obiettivo è quello di agevolare il riconoscimento delle correlazioni fisico-ambientali tra fattori esogeni ed endogeni, ossia: morfologie del terreno (DTM), hazard climatici (IPCC 2014), indici satellitari (Land Surface Temperature, Normalized Difference Moisture Index, Vegetation Health Index). Il presente contributo si inserisce nel progetto europeo Adriadapt Interreg Italia-Croazia coordinato dal CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) testando la associazione e la correlazione spaziale tra gli impatti Urban flooding (inondazioni urbane), Landslides (frane), Wildfire (rischio di incendio) e Drought (rischio di siccità e desertificazione). Il test è condotto nel territorio dell’Unione Valle del Savio (FC – Emilia-Romagna): area geografica interessata periodicamente da onde di calore, siccità ed eventi atmosferici estremi. I risultati dell’indagine evidenziano una significativa associazione tra variabili VHI e dinamiche idrogeologiche. Il metodo, di aiuto nell’elaborazione di nuove informazioni spaziali, orienta le regioni adriatiche verso nuove pratiche di governo del territorio in chiave climate proof

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