Questa microstoria prende in analisi gli scritti di Anna Maria Fundarò, architetto e professore di disegno industriale a Palermo dal 1972 al 1999. Custodita nello studio-archivio Damiani-Fundarò di Palermo, la sua ampia produzione scientifica permette di ricostruire il pensiero dell’autrice, maturato nel ventennio 1970-90, sui temi del progetto e del suo ruolo nel contesto siciliano anomalo, perché arretrato e periferico rispetto ai centri della produzione industriale e del dibattito sulla contemporaneità.
L’articolo presenta la figura della Fundarò, abbozzandone una prima biografia intellettuale e ricompone in quattro diverse tipologie di scritti la sua ricca produzione. Dall’analisi dei testi emerge una scrittura critica che costituisce il manifesto della sua azione quotidiana di docente di progetto e il suo impegno sui temi della politica urbana a Palermo. Al contempo, si evidenzia come il suo pensiero sul design, finora molto poco studiato, costituisca un contributo rilevante a livello nazionale e una pietra miliare nel contesto siciliano