Sul monumento del cittadino di Emona

Abstract

.La statua dell’abitante di Emona, rispettivamente l’intera ricostruzione della tomba con la statua in bronzo presenta ancora sempre un interessante problema il quale invita, per le sue varie analisi, gli archeologi e gli storici dell’arte allo studio di quest’opera d’arte antica, stilisticamente interessante. Dato il materiale conservato — statua dell’uomo, base cubica, capitello, un quarto della colonna, parte dello scrigno mortuario per le ceneri e parti del recinto con resti frammen[1]tari di una testa di leone — la ricostruzione è possibile solo con l’aiuto di altre tombe esistenti tuttora e di simili forme. Tali si trovano nell’Italia settentrionale e in Francia; le più vicine a noi, però, sono quelle di Šempeter nella valle della Savinja: servendoci di queste abbiamo cercato di stabilire misure e proporzioni delle parti mancanti al nostro monumento. La ricostruzione ideale dovrebbe risultare press’a poco così: attorno all’arca tombale di quattro massicci blocchi di calcare sarà stato il recinto composto di dadi rettangolari, terminanti, nella parte superiore, con dei blocchi semicircolari. Sopra l’arca tombale sarà stata profilata una specie di architrave, poi una piccola base cubica che serviva da supporto alla colonna. Alla fine della colonna sarà stato il capitello corinzio in marmo e sopra di esso un piedestallo per la statua bronzea. Secondo le analogie sopra menzionate, il piedestallo del blocco semicircolare, cioè la parte inferiore del recinto, avrebbe dovuto misurare 80—90 cm, la colonna 285—300 cm; le colonnine semicircolari, nel muro del cortile del Museo nazionale a Ljubljana, invece, misurano 30 cm in altezza, 58 in larghezza e 132, 154 e 162 in lunghezza.  Dal punto di vista ideale come d a quello form ale è logico supporre, come già detto, per la su a sp ecifica architettura, che il monumento fosse stato costruito in qualche p arte dell’Italia settentrionale, giacché le tom be dei Curii e il grande m ausoleo di Aquileia gli sono i più vicini. L a statu a in bronzo e il capitello in m arm o sono probabilm ente d ’im portazione m eridionale, sono però sorti certam ente in una fab b rica settentrionale. T utti gli altri blocchi, del calcare grigio di P odpeč, sono, invece, opera locale. Sono stati probabilm ente eseguiti in Emona. C osì, l’esistenza di u n a fab b rica di spaccapietre, operante sul territorio di Emona, potrebbe darsi per certa. Q uesta, agli inizi della su a attività, non ha potuto sod isfare alle richieste di una clientela più esigente. Purtroppo, neanche più tardi ha potuto alzarsi al livello delle fab brich e di Norico, così ricche in opere figurative, accontentandosi di una decorazione figu rativ a meno esigente, piuttosto schem atica. A lla costruzione del monum ento, la detta fab b rica non ebbe gran de im portanza, perciò in quest’occasione non p ossiam o seguire il suo ulteriore svilu p p o : è un problem a che m eriterebbe un’an alisi e un trattam ento a parte

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