research

Modesty, decency and reticence, the islamic virtue known as ḥayāʾ

Abstract

Il saggio propone un percorso attorno alla qualità morale detta ḥay āʾ , promossa dal discorso islamico contemporaneo soprattutto in relazione all’abbigliamento femminile. Grazie all’indagine sulla letteratura islamica fondativa (Corano, Sunna del Profeta) e su altra letteratura di impianto tradizionale e argomento morale (ad es. il Kit ā b al-zuhd di Ab ū D ā w ū d o il Makārim al - akhlāq di Ibn Abī al-Dunyā), e con l’aiuto della lessicografia classica, il ḥay āʾ , normalmente tradotto con modestia, si offre come un costituente imprescindibile nella vita di tutti i credenti, irriducibile all’universo femminile e anche all’apparenza esteriore. Si tratta infatti di una pudicizia di ampio respiro, fondata principalmente sull’astensione della vista e non solo dalla vista, e anche sulla reticenza di parola, corrispondente a un rispetto di sé e del prossimo che si presta alla comprensione e di più alla condivisione di chi appartiene a una diversa tradizione culturale.This paper surveys the moral quality known as ḥayāʾ , prompted by contemporary Islamic debate in relation particularly to women’s dress. On the basis of an interrogation of the foundational Islamic literature (the Koran, the Prophet’s Sunna ) and other tradition based or morally oriented writings (e.g. Abū Dāwūd’s Kitāb al-zuhd or Ibn Abī al-Dunyā’s Makārim al - akhlāq ), and with the help of classical lexicography, ḥayāʾ , usually translated as ‘modesty’, emerges as an essential element in the life of every believer, not confined to the world of women, nor to external appearances. It is rather a question of a wide-ranging decency , rooted principally in an abstention from looking, as much as from displaying, and equally in verbal reticence, and goes hand-in-hand with a respect for oneself and for others, such as may be readily understood, even shared, by those belonging to different cultural traditions

    Similar works