Richard Wagner, «Tristan und Isolde»

Abstract

Virgilio Bernardoni, nel saggio iniziale, si occupa di un aspetto dell'estetica wagneriana individuato da Dahlhaus, la cosiddetta arte della transizione; Guido Paduano, nel saggio seguente, cela, dietro il titolo (parafrasi del «Tristan und Isolde») un'importante lettura ermeneutica della drammaturgia dell'opera. L'edizione del libretto è basata su criteri nuovi, e la guida all'opera di Riccardo Pecci fornisce spunti critici di livello saggistico. Completano il volume una bibliografia ragionata e le cronache documentarie dal'Archivio storico del Teatro La Fenice

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