L’articolo è dedicato all’interpretazione di Paura seconda di Vittorio Sereni.Dopo una dettagliata analisi stilistica, viene ipotizzata la presenza di unareminiscenza dalla Gerusalemme liberata, coincidente con la memoria involontariadegli episodi della selva di Saron. La comparazione con Tasso permette,inoltre, di valorizzare numerosi aspetti del testo sereniano, quali l’animismo,l’autonominazione, la denegazione, il senso di colpa e la pulsione al suicidio (inlinea col côté nichilistico di Stella variabile)