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    Il codice di condotta dell’insegnante tra valori interni e valori esterni della professione

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    La definizione di un’etica professionale dell’insegnante e l’adozione di un codice di condotta specifico sono due elementi rilevanti del processo di professionalizzazione dell’insegnamento. Una professione si differenzia infatti da una mera occupazione per certi valori che la caratterizzano. Essi si distinguono in valori interni (determinati dalle caratteristiche intrinseche della professione) e in valori esterni (ricavati da un’interpretazione appropriata del contesto sociale e politico entro cui si esercita la professione). La relazione identifica due valori fondamentali della professione insegnante: l’uno interno, la credibilità dell’insegnante; l’altro esterno, la neutralità dell’insegnante. La credibilità è ricavata dal rapporto di dipendenza epistemica che caratterizza la relazione tra insegnante e allievo. La neutralità si fonda su un’interpretazione appropriata della funzione pubblica nel contesto pluralistico della società contemporanea. Questi valori devono trovare adeguata applicazione nelle norme del codice di condotta dell’insegnante

    L'attuario nelle imprese finanziarie: prospettive di collaborazione con altre professionalità

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    tavola rotonda sulle prospettive della professione attuarial

    Il Promotore Finanziario

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    La professione del promotore finanziario: problemi e prospettiv

    La dimensione internazionale della biblioteconomia e la ricaduta sull'insegnamento universitario

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    Prima di affrontare i temi specifici di questo workshop, è necessario dire qualcosa sulla dimensione internazionale della professione bibliotecaria in Italia. Infatti, occorre affrontare distintamente il problema della internazionalizzazione nell’esercizio della professione e nella didattica della biblioteconomia, se si vuole comprendere realmente le ragioni della nostra attuale situazione. Per la natura stessa della biblioteca – internazionale per definizione, perché inserita all’interno di un orizzonte universale e con l’ambizione di rappresentare nelle sue raccolte tutto il sapere registrato nei documenti – l’esercizio della professione bibliotecaria non può non sentire un forte richiamo verso una dimensione internazionale

    Reading the Transformations of an Urban Edge: From Liberty Era Palermo to the City of Today

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    To honour the battle of 27 May 1860, in 1910 the Palermo City Government decided to realise a commemorative monument. A position at the centre of a large circular plaza was of have afforded the monument a greater solemnity. The commission for the Monument was awarded to Ernesto Basile. In 1927 the City Government decided to dedicate the monument to the Fallen and asked Basile to complete the monument adding an architectural backdrop. The first version of the new project was a fence that enveloped the entire square and the ring road, interrupted only by entrances near the streets flowing into the square, and dividing it into four sectors. The final design instead called for the realisation of a semi-circular exedra of columns interrupted at the centre by a large gate that allows access to the square and to the back of the monument. The successive development of the city engulfed the square in the midst of tall and anonymous buildings realised, beginning in the 1960s, without any order of relations, stripping the surrounding fabric of its identity. Through the survey of the today‘s configuration, the analysis of Basile‘s original drawings and the representation of the modifications made over time, this text proposes an original reading of the configuration of Piazza Vittorio Veneto and the Monument to the Fallen, in relation to important moments in its history, from its design to the present day. The three-dimensional models reproduce the monument and its surroundings at the time of its construction in 1910, based on the first version for its expansion (unbuilt), with the addition of the exedra from 1930 and in its current condition. The redesign and extrapolation of different views of the digital models also provided original images of use to new readings of the perception of this space

    From Modernism and under the Fascist flag of Italian Nation to Post-modernist urban sprawl

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    This paper was presented during the International conference: ‘Theoretical Currents I: Architecture, Design, and the Nation’. Theme: ‘Historical Perspectives’. It was presented on 15th September 2010 and published in the Proceedings of Theoretical Currents I in 2010.In early 20th century, architecture had no place as a national recognised school in Italy. Architects’ professional formation was blended inside the Academies of Arts and just few of them were trained in Engineering Schools of the northern part of the country. There were strict limitations in being creative in design and architecture, because of the tendency to imitate and follow the past, until the strategy of design and architecture changed tune by aligning modernist ideas to a controversial transformation. With the Rationalist Exhibitions of architectural design in the 1930s, architecture acquired the official support and protection of Mussolini himself; the ultra modernist projects of the first students of the newly founded architectural schools of Rome and Florence had an immediate impact to politics in such a way that in the following years modernist architecture became the Nation’s architecture showing up in large scale competitions, such the EUR in Rome and the Railway Station of Florence. The Nation’s architecture had such an influence to policy making that all the planning laws after World War II were based on the first laws in the 1930s and 1940s; the nationalist regime managed to put forward rules and regulations which had to re-format the built environment through the development master plans in the 1950s and beyond.ADT funds, University of Derb

    Orations on the victory of the Order of St John over the Turks in 1565 and on the occasion of the laying of the foundation stone of Valletta in 1566

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    The first Chapter General meeting of the Order of St John held after the victory over the Turks in the Great Siege of 1565, took place on 10 February of the following year. Before dealing with the agenda of the day, orations were delivered. One of these was presented by Augustinian Fr Spiritus Pelo Anguisciola who would yet deliver another oration, a month later, on the occasion of the laying of the foundation stone of Valletta, in March 1566. The text of the latter had been published by Gian Francesco Abela in 1647. The texts of both orations -taken from original manuscripts discovered by the present author -are being reproduced in this paper. The text of the former is being published herein for the first time.peer-reviewe

    Il giornalista della carta stampata. Genesi ed evoluzione della professione

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    Quello del giornalista è un mestiere in continuo mutamento. Ad imporlo sono l’evoluzione degli strumenti di comunicazione a disposizione e della normativa di riferimento, in particolare per il trattamento dei dati personali. Al cronista non resta che adeguarsi ai tempi, tra accrescimento delle competenze, passione e tanti sacrifici, per arrivare a guadagnarsi l’assunzione, meta però di sempre più difficile approdo

    Insegnare: una professione in cerca d'identità

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    Nella società italiana attuale il diritto all’istruzione è ormai un fatto acquisito, almeno per la grande maggioranza, da molto tempo, insieme ad altri diritti sociali quali, per esempio, il diritto alla salute ecc. Non è stata una cosa di poco conto, ma una vera e propria conquista di civiltà e di democrazia, in quanto l’ignoranza è da sempre una delle leve di cui si sono serviti tutti i tipi di potere. La scuola è oggi una delle istituzioni in cui ognuno di noi ha trascorso o trascorre molta parte della propria vita, tanto che si può parlare non solo di “mestiere di insegnante”, ma anche di “mestiere di studente”. Ciclicamente, si levano voci più o meno autorevoli secondo le quali la scuola “è morta”, è “inutile”, “anacronistica” ecc. Io non lo credo. Anzi, credo che la scuola, se riformata deve e può svolgere una funzione formativa essenziale che altre agenzie formative non possono per loro natura svolgere. Il punto, invece, è un altro. E’ vero che il diritto all’istruzione è acquisito, ma è anche vero che la “qualità” dell’istruzione e della vita scolastica in Italia, più che altrove, è mediamente scadente sotto molti profili. In questa tesi ho scelto di mettere a fuoco, in questa prospettiva, uno degli attori della scena scolastica, l’insegnante ( in particolare nelle scuole medie superiori statali), essendo convinta che esso è la figura più strategica in una prospettiva di cambiamento, ormai attesa da decenni. Nel primo capitolo analizzo le principali teorie sociologiche, dai classici agli autori moderni, che si sono misurati con la questione dell’educazione e in particolare dell’istruzione. Non è un caso, mi sembra, che tutti i classici della disciplina hanno riservato un posto di rilievo a questo tema nel loro pensiero. Nel secondo capitolo mi occupo della storia travagliata dei tentativi di riforma della scuola italiana a partire dagli anni ‘60. Questo, tra l’altro è anche una specie di contesto che aiuta a comprendere meglio le analisi successive sulla professione dell’insegnante. Nel terzo capitolo infatti, cerco di fare due “fotografie”, a distanza di tempo, della situazione, degli atteggiamenti, delle opinioni degli insegnanti italiani, analizzando a questo scopo due ampie ricerche sociologiche su questo tema, in modo da avere un quadro dinamico di questa professione. Nel quarto capitolo, infine, tratto brevemente una questione molto delicata che ormai è diventata anche di dominio pubblico, ovvero i fenomeni “patologici” di stress e burnout che affliggono, con più o meno gravità, una quota più o meno consistente del corpo docente. Si tratta a mio parere di una importante questione da tenere sotto controllo, perché “segnala” la presenza di un disagio strisciante e a volte eclatante che può rapidamente prendere forma e dimensioni molto più consistenti, con effetti negativi imprevedibili
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