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L'esperienza diretta al Narodnì Museum di Praga come esempio di museo virtuale
Tesi di laurea di 1. livello in Lingue e letterature straniere moderne. Corso di laurea in Lettere Moderne. A. a. 2006/2007. Relatore Prof. Gino Roncaglia. Correlatore Prof. Raffaele Caldarell
Una proposta di web storage mapping per lastre fotografiche in vetro
Il Dipartimento di Scienze Documentarie, Linguistico-Filologiche e Geografiche della Sapienza, Università di Roma, annovera tra il proprio patrimonio documentario un fondo fotografico composto da circa 5.000 lastre in vetro di notevole interesse per la ricerca in campo geografico. Tale materiale, databile tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, è stato raccolto negli anni nell’ambito dell’attività scientifica e didattica dei docenti attivi nell’allora Istituto di Geografia; attualmente, una parte di esso è in fase di catalogazione e valorizzazione poiché si ritiene che possa essere di supporto nella lettura e nella comprensione dei fenomeni spaziali, consentendo una più agevole e accurata analisi geografica relativamente alle dinamiche di utilizzo del territorio, alla fruizione dei beni presenti e alle trasformazioni che le società rappresentate nelle lastre fotografiche hanno attraversato nel tempo.The aim of this paper is to growth up of the consciousness and of the knowledge about the image like further model of analysis and complementary than the word because the analysis’ activity and the photographic sources’ interpretation are a vehicle to study in deep the territorial transformations. Through the analysis of the
landscape imprinted on the images it is possible to gain new insights that would otherwise remain invisible. The Department of Documentary Sciences, Linguistics
and Philology and Geography of the Sapienza University of Rome has implemented a digital storage process of the image collections preserved in the Library of Geography
Le attività del centro Altreitalie e lo sviluppo degli studi sulle migrazioni italiane nelle Americhe
The article presents the history of the Centro Altreitalie, born within the Giovanni Agnelli Foundation in the eighties, and its role in the development of Italian migration studies and researches overseas. It will focus on the activities carried out in Latin America, the first area of investigation at the dawn of Italian migration studies abroad. Today, within the association Globus et Locus, the Centro Altreitalie continues to support and disseminate research results through the journal Altreitalie. Among the most recent publications: Guido Tintori, (ed.) Il voto degli altri, on the Italian vote abroad; Maddalena Tirabassi, Le piemontesi in Argentina; Maddalena Tirabassi and Alvise Del Pra', La meglio Italia, on the new Italian migrations
VISM. Il museo virtuale, immersivo, partecipativo (e flessibile). Un work in progress
Le tecnologie hanno reso possibile uno stadio ulteriore della virtualizzazione, favorendo un veloce spostamento del “motore” culturale del digital heritage. Le sfide non sono più solo quelle dell’accesso ai patrimoni, della partecipazione, e della ricercabilità entro grandi masse di dati; le prime tre fasi del web hanno consolidato le precondizioni per la 4.0, che sul terreno della comunicazione dei beni culturali consiste nell’ibridazione di luoghi e realtà virtuali (“transluoghi”) ma anche e soprattutto nella produzione di ambienti immaginati, dove vari attori (individui, community, istituzioni, industrie) compiono esperienze di ri/mediazione attraverso interazioni audio visuali→tattili e testuali. Esperienze che si affiancano e si integrano, dove la creatività - e le competenze tipiche del lavoro creativo - diventano centrali.
L’ibridazione che sta avvenendo nei musei fisici – i visitatori entrano in contatto diretto con gli oggetti in spazi “aumentati” mediante tecnologie che offrono sollecitazioni esperienziali e sussidi per l’interpretazione – è gradualmente trasferibile nei musei virtuali. Ma questi, pur privi della possibilità di “sentire” lo spazio e le opere con la profondità non ripetibile del contatto fisico, sono destinati a conoscere sviluppi eccezionalmente più rapidi e versatili. Il progetto VISM (Virtual Immersive and Shared Museum), lanciato e sperimentato dal DigiLab della Sapienza , in continuo sviluppo e attualmente applicato in collaborazione tra Sapienza e Mibact per il Museo virtuale delle aree terremotate nell’agosto 2016, include soluzioni avanzate sulle tre principali direttrici individuate dagli autori di questo contributo per i musei virtuali (VM), sulla base del benchmarking internazionale e di un approccio teorico originale
L’analisi della domanda “interna”, elemento strategico nella pianificazione dell’offerta museale italiana
Il museo nel web - Un caso di studio
Il volume prende in esame il rapporto tra il museo e la comunicazione digitale, analizzando come caso di studio il Museo Diocesano di Monreale
Strategie di branding del cultural heritage nella prospettiva esperienziale
Il presente contributo si occupa della definizione di possibili strategie di valorizzazione del patrimonio culturale di interesse locale \u2013 musealizzato e non \u2013, concentrandosi sulla progettazione di nuovi concept di prodotto nella prospettiva del marketing esperienziale, e sulla conseguente individuazione delle modalit\ue0 di comunicazione pi\uf9 idonee alla tipologia di prodotto offerto. Nello specifico, si focalizza l\u2019attenzione sull\u2019organizzazione tematica dell\u2019offerta culturale, museale e diffusa, con particolare riferimento alle differenze tra musei e parchi tematici.
Dopo aver tracciato le linee guida per la definizione di tematismi culturali che non banalizzino n\ue9 corrodano la molteplice gamma del valore di un territorio, si cerca di mostrarne l\u2019efficacia nei processi di naming, oltre che nella definizione di politiche di prodotto rispondenti ad una domanda di turismo culturale experience-based.
Il paradigma qui proposto, fondato sulla corrispondenza stock-prodotto-comunicazione, godrebbe di notevoli vantaggi competitivi in termini di distintivit\ue0, comprensibilit\ue0 ed esperienzialit\ue0, incontrando altres\uec il bisogno di autenticit\ue0 espresso dai nuovi pubblici.
Nell\u2019ottica del marketing esperienziale particolare attenzione viene infine riservata alla funzione del museo-piazza come experience provider
Antimarketing dei musei italiani
1Nel presente articolo, partendo dall’assunto che i musei italiani sono pressoché tutti pubblici non
solo per destinazione, bensì anche per proprietà, e che loro peculiarità è l’appartenenza alla categoria
dei “beni di merito”, si prendono in esame le possibilità di innovazione (di prodotto e di processo)
al fine di avvicinare il maggior numero di persone e quanto meglio al “consumo” di cultura, cercando
di ottenere il miglior risultato finanziario compatibilmente con tali obiettivi.
Ovviamente ai servizi di carattere pubblico e per di più culturale non si possono applicare acriticamente
i metodi e i paradigmi codificati per le aziende commerciali. Un’analisi empirica non pregiudicata
da modellizzazioni preconcette mostrerebbe che la capacità di un museo di soddisfare al
meglio i propri utenti ottiene di promuovere la visita di altri musei, ampliando il mercato complessivo
e quello di ogni singolo istituto.
Risulta sempre più necessario riconoscere il possibile vantaggio implicito nel carattere locale delle
raccolte museali italiane e nelle vicende storiche che ne hanno determinato la consistenza e le lacune.
Considerando che la nozione di “bene culturale” ormai propria del nostro contesto non è più
quella di tipo analitico-sommatorio, ma è di specie sistemica e, perciò, di estensione territoriale e di
larga accezione antropologica, vengono esaminate le opportunità insite nella strategia del “museobeni
culturali”, articolata in quelle del “museo-piazza”, del “museo-rete”, del “museo-territorio” e
del “museo-risarcimento”.openP. DRAGONIDragoni, Patrizi
Michelle Henning: Museum, Media and Cultural Theory
La recensione di Museum, media and cultural theory, primo risultato pubblicato relativo alla ricerca condotta da Michelle Henning sui media comunicativi e sulla loro applicazione all’interno dei musei, mira ad analizzare gli aspetti contenutistici del testo, a contestualizzarne il contenuto nei filoni teorici di riferimento e a sottolinearne l’importanza nell’ampio dibattito attuale sull’argomento cui fa riferimento, le nuove strategie di esposizione nei musei
MoRE Museum. Ceci n’est pas un musée
L’articolo si propone di affrontare la natura di MoRE in relazione alla sua definizione come museo e alle modalità con cui esso si inscrive nell’attuale dibattito museologico e museografico, prendendo in considerazione una serie di aspetti che caratterizzano la ricerca artistica e l’esercizio della critica contemporanea proprio a partire dagli elementi e dalle attività considerati imprescindibili per definire un’istituzione come “museo” sanciti dalla definizione ICOM.This article wants to discuss the nature of MoRE - a Museum of refused and unrealized art projects considering how and why it has been defined a museum, and the modalities through which it is inscribed in the current debate about museology. Doing so, I will try to analyze and consider a range of issues and themes that characterize the artistic research and the practice of contemporary criticism on visual arts, starting from the elements and activities that are considered essential to define an institution as a "museum", and are sanctioned by the ICOM - International Council of Museums [Seoul 2004] definition
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