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NaturWall©: facciate in legno multifunzionali per la riqualificazione del patrimonio edilizio / NaturWall©:multifunctional wood façade in existent building refurbishment
Naturwall© is a research conducted by Politecnico of Turin (DAD) (under supervision of Prof.G.Callegari) and a local PMI support (Natural House, Castellamonte), promoted by Giovanni Goria Foundation "Master dei Talenti" programme. It consists in an innovative energy saving system by using wood multifunctional components for existent buildings . The goal of the project is the refurbishment of the existing building stock which were built from 1950's to 1980's. This stock is not equipped with recent energy requirements. The project aims to create a representative model of solution that will be promoted in Italy. In the field of renovation and refurbishment high energy results and greenhouse gases reduction could be achieved by using multifunctional facade system
Geometria e progetto. Ipotesi di riuso per il palazzo Vernazza a Castri
Dall’Antichità al Rinascimento, da Pitagora a Keplero, aritmetica, geometria, musica e astronomia hanno indagato il numero, lo spazio, il suono e il movimento dei corpi celesti. Queste quattro discipline venivano già pensate e insegnate da Platone come un insieme unitario, che fondeva lo studio degli oggetti matematici con l’aspirazione filosofica al vero, al bello e al bene. Il Quadrivium viene reinterpretato in questo lavoro e l’edificio diviene testimone, testo parlante, memoria scritta in molti linguaggi e restituisce al lettore di oggi un patrimonio un tempo riservato a pochi. Il Palazzo Vernazza di Castri di Lecce è studiato in questa sperimentazione progettuale a partire dalla riscoperta della sua misura storica, con il contributo delle moderne tecniche di rilievo che hanno supportato questi studi, allo scopo di assegnare al progetto contemporaneo una base linguistica invisibile, un alfabeto che strutturi la costruzione del nuovo
Textile mills in Friuli (XIX-XX century). Building technique analysis and seismic refurbishment
The conservation of industrial architectures and the refurbishment project, must take into
account the growing attention to the seismic risk of the built heritage, which the recent events
of central Italy have made dramatically current. The different constructive nature and structural
behavior of industrial buildings, impose a different approach, combining the new functional
needs - and therefore the safety of the building - with its conservation as a testimony for future
generations. The work focuses the Friulian textile industry buildings (XIX and XX century),
studying their constructive techniques and identyfing some guidelines for the refurbishment
Le dinamiche di diffusione della pratica del riuso software
In ambito pubblica amministrazione (PA) il riuso del software è una pratica di approvvigio-namento già da qualche anno. La prima versione del Codice dell’Amministrazione Digitale prevedeva infatti che le PA mettessero a disposizione di altre amministrazioni il codice delle soluzioni sviluppate. Inoltre era previsto l’obbligo per le PA di verificare l’esistenza di soluzioni software adeguate a risolvere il loro problema prima di rivolgersi al mercato per acquisire nuove applicazioni. In queste pagine si intende tracciare un quadro delle iniziative ad oggi intraprese nell’applicazione di tali obblighi normativi e approfondire il tema della governance dell’innovazione nella PA attraverso l’approfondimento di un caso di successo.In ambito pubblica amministrazione (PA) il riuso del software è una pratica di approvvigio-namento già da qualche anno. La prima versione del Codice dell’Amministrazione Digitale prevedeva infatti che le PA mettessero a disposizione di altre amministrazioni il codice delle soluzioni sviluppate. Inoltre era previsto l’obbligo per le PA di verificare l’esistenza di soluzioni software adeguate a risolvere il loro problema prima di rivolgersi al mercato per acquisire nuove applicazioni. In queste pagine si intende tracciare un quadro delle iniziative ad oggi intraprese nell’applicazione di tali obblighi normativi e approfondire il tema della governance dell’innovazione nella PA attraverso l’approfondimento di un caso di successo.Monograph's chapter
Riusare senza rifiutare. I rifiuti come innovazione tecnologica per l'edilizia nei pvs (e non solo)
L'obiettivo della ricerca è stato quello di intervenire sui costi dell'edilizia in paesi a basso sviluppo umano, sfruttando la pratica del riciclo e del riuso dei rifiuti per applicarla in autocostruzione alle abitazioni di slum e campi profughi. Le due proposte principali hanno riguardato la cellulosa (derivante dai rifiuti cartacei, che sono tra i più comuni) e gli elastomeri che compongono gli pneumatici, difficilmente riusabili per altri scopi. La cellulosa è stata sperimentata per creare il plaspaper, un intonaco molto leggero e isolante che riduce l'uso del legante. Per gli elastomeri sono stati previsti due riusi: con il taglio di uno pneumatico è stato realizzato un modello di copertura a coppi che prenderebbe il posto delle costose e poco confortevoli lamiere oggi frequentemente utilizzate; con pneumatici integri è stata proposta la creazione di uno strato sotterraneo con funzione dissuatrice dei fenomeni sismici, demandando a ulteriori studi le potenzialità di questa soluzione. Per queste proposte è stato sottolineato il potenziale ritorno economico che il riuso di rifiuti comporterebbe, grazie alla creazione di lavoro e alla diminuzione dei costi di costruzione. È stato perciò raccolto materiale sui rifiuti nei paesi in via di sviluppo, sul riuso, le emergenze e le fasi di post-emergenza, che è stato tradotto in italiano e sistematizzato nei capitoli introduttivi. Sono state portate avanti sedici sperimentazioni di un intonaco a base di cellulosa e sulle due versioni prescelte sono state condotte delle prove ispirate alle norme EN UNI 1015-10:2007, EN UNI 1015-11:1999, EN UNI 1015-12:2002, EN UNI 1015-18:2004 e EN UNI 1745:2005 per sperimentarle: tali varianti alle prove sono state documentate e riscritte in un manuale in inglese a disposizione degli autocostruttori dei paesi in via di sviluppo. È stato preparato un modello di copertura con il taglio di uno pneumatico e presentata la proposta di usare gli pneumatici come isolatori antisismici. Il risultato è stato un intonaco sperimentale di cellulosa a base calce o argilla che ha mostrato una resistenza a flessione pari a quella di un comune intonaco di calce, a fronte di un peso che è circa 1/3, impiegando il 33% in meno di legante (nel caso della calce) e con un netto miglioramento (circa 10 volte) delle caratteristiche isolanti, poiché la conducibilità termica media è risultata 0,085 W/mK. Le prove che sono state eseguite per testare questi intonaci hanno ripreso le norme EN semplificandole per adattarle al contesto e alle possibilità dei paesi in via di sviluppo (che spesso non dispongono di una complessa strumentazione), lasciando l'opportunità di modificare la ricetta dell'intonaco e di verificarne in maniera accettabile le proprietà. La sperimentazione con l'uso di segmenti di uno pneumatico in guisa di coppi ha mostrato le potenzialità di un elemento di copertura volto a sostituire la lamiera metallic
Modellazione di riciclo, riuso e recupero eneretico nelle analisi del ciclo di vita dei prodotti: un confronto fra le equazioni disponibili nella normativa tecnica
open1The ISO standard 14044 specifies some general rules to deal with end of life recovery processes and related secondary material and energy production in LCA studies. However, different competing approaches have been adopted by existing guidelines and methods for environmental assessment of products. This paper aims at analysing and comparing different formulae prescribed in recent technical standards: ISO/TS 14067, Recommendation 2013/179/EU, and International EPD System. Additionally, the “Integrated formula” advanced by Wolf and Chomkhamsri (2014) has been evaluated. In order to carry out a systematic comparison between these selected modelling approaches, equations from the original sources have been re-expressed using a common terminology defined in the Materials and methods section. Then, all of these methods are judged based on a set of ten criteria, such as applicability in case of open-loop and closed-loop recycling situations, intuitiveness, practicability. According to this analysis, the ISO technical standard 14067 seems to be the most appropriate to handle recycling/re-use and energy recovery processes, as well the “Integrated formula” proposed by Wolf and Chomkhamsri.Laura TagliabueTagliabue, Laur
Riuso delle acque grigie in ambiente domestico: implicazioni per la sanità pubblica
The Authors describe the main microbiological characteristics of gray and rain waters, the evidence of infections related to the reuse of such waters and the main Italian and international standards and guidelines in this regard. In light of the review, the authors conclude that the limits defined by the Italian regulations are very precautionary and should ensure a very low risk of bacterial and/or viral infection (< 10.5 and 10.9 cases/year). It remains an open problem the risk of parasitic infections, for which the evidences to draw final conclusions are not sufficient yet
Verso una riappropriazione collettiva dei beni ecclesiastici
Intervista a Daniela Ciaffi, vicepresidente di Labsus, l’associazione per la cura condivisa dei beni comuni.Gli immobili ecclesiastici in che modo possono essere intesi come beni comuni? Come valorizzarli e quale relazione intercorre tra gli immobili ecclesiastici e la comunità? Intervista in preparazione alla summer school Nuovi scenari per patrimoni monastici dismessi, Lucca luglio 2019
Warburg, Ovidio e Nigidio Figulo (73 Swoboda)
Ravenna offre una dissertazione ben argomentata sulla presenza e sull’influenza di Nigidio Figulo nella teologia neoplatonica dei Saturnalia di Macrobio.Ravenna offers a well-argued discussion on the presence and influence of Nigidius Figulus in the Neoplatonic theology of Macrobius' Saturnalia
I beni comuni come fenomeno plurale. Nuove prospettive attraverso due logiche di ‘riattivazione’ di spazi urbani
Il contributo intende raccontare, comparandoli, due differenti casi di riattivazione e ri-pubblicizzazione di spazi urbani, intrapresi da due esperienze e pratiche urbane: l’occupazione del Teatro Valle a Roma, i percorsi di produzione di alcune politiche di riuso promosse dal Comune di Milano in collaborazione con alcune realtà sociali, tra cui il collettivo Macao. Da questi processi distinti, il contributo si concentra sulle possibili declinazioni che la riproduzione di beni comuni assume nella città contemporanea. L’obiettivo è quello di elaborare spunti e riflessioni che pluralizzino la declinazione con cui riferirsi a questo concetto, a partire da due dinamiche socio-spaziali: la prima, che esprime il tentativo di ‘farsi istituzione’, la seconda che ragiona sulle modalità di interazione tra istituzioni e movimenti sociali/collettività
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