286 research outputs found

    A 250 anni dal Codice Estense

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    I 16 saggi riuniti in questo volume abbracciano una pluralità di tematiche che trovano la loro cifra comune nel riformismo estense del Settecento, e soprattutto della seconda metà del secolo, articolandosi in quattro sezioni dedicate alla cultura giuridica, a quella politica e religiosa, alla cultura artistica e letteraria e a quella scientifica. Tutti questi profili sono affrontati da specialisti delle diverse discipline in un’ottica aperta a confronti in ambito italiano ed europeo con il risultato di fare emergere le specificità e, in diversi casi, i caratteri originali di un’esperienza politica, giuridica e culturale capace di allargarsi ben oltre i limiti, per altri versi abbastanza angusti, degli Stati estensi del secolo dei Lumi

    Cultura di corte nel secolo XVIII spagnolo e italiano: diplomazia, musica, letteratura e arte

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    Primo volume degli atti del Secondo congresso internazionale della Società Italiana di Studi sul Secolo XVIII e della Sociedad Española de Estudios del Siglo XVIII, Salamanca, 16-18 marzo 202

    Il gioco e la morte. Forme della poesia a Venezia nel Cinquecento

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    Der Band enthält vier Studien zu Dichter:innen, die während der zweiten Hälfte des 16. Jahrhunderts in der Region Venedig aktiv waren. Der erste Beitrag analysiert die Druck- und Manuskripttradition der Rime spirituali von Gabriele Fiamma und bietet eine kritische Textausgabe der Dichtungen. Der zweite Artikel untersucht die Bedeutung des “wilden” (selvaghesco) hapax, den Veronica Franco in einem Kapitel verwendet hat, das sie an Maffio Venier adressiert hat. Der dritte Aufsatz bietet ein Repertoire an Kunst-Stilmitteln aus dem lyrischen Werk Luigi Grotos sowie eine Analyse seiner Textproduktion vor dem Hintergrund der gängigen Definitionen von Manierismus. Der letzte Beitrag beschäftigt sich mit emphatischen rhetorischen Figuren und der Wortordnung innerhalb der Rime von Celio Magno, auch in Bezug auf der Konstruktion des Makrotextes. Durch diese Studien von vier exemplarischen Autor:innen an der Schnittstelle zwischen Stilistik, Philologie, Sprach- und Literaturgeschichte, stellt der Band einige relevante Aspekte der italienischen Lyrik des späten 16. Jahrhunderts heraus.Il volume raccoglie quattro studi relativi ad altrettanti poeti di area veneziana attivi nella seconda metà del Cinquecento. Il primo analizza la tradizione a stampa e manoscritta delle Rime spirituali di Gabriele Fiamma, offrendo il testo critico delle rime disperse. Il secondo studio indaga il significato dell'hapax "selvaghesco" utilizzato da Veronica Franco in un capitolo indirizzato a Maffio Venier. Il terzo ampio saggio offre un repertorio delle figure artificiose utilizzate nella poesia lirica di Luigi Groto, e un’analisi della sua produzione alla luce delle definizioni correnti di Manierismo. L'ultimo contributo è un attraversamento delle figure dell'enfasi e dell'ordine delle parole nelle Rime di Celio Magno, anche in relazione alla costruzione del macrotesto. Attraverso lo studio di quattro autori esemplari, realizzato incrociando stilistica, filologia, storia della lingua e storia della letteratura, il libro mette a fuoco alcuni aspetti rilevanti della lirica del tardo Cinquecento

    Il gioco e la morte. Forme della poesia a Venezia nel Cinquecento

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    Il volume raccoglie quattro studi relativi ad altrettanti poeti di area veneziana attivi nella seconda metà del Cinquecento. Il primo analizza la tradizione a stampa e manoscritta delle Rime spirituali di Gabriele Fiamma, offrendo il testo critico delle rime disperse. Il secondo studio indaga il significato dell'hapax "selvaghesco" utilizzato da Veronica Franco in un capitolo indirizzato a Maffio Venier. Il terzo ampio saggio offre un repertorio delle figure artificiose utilizzate nella poesia lirica di Luigi Groto, e un’analisi della sua produzione alla luce delle definizioni correnti di Manierismo. L'ultimo contributo è un attraversamento delle figure dell'enfasi e dell'ordine delle parole nelle Rime di Celio Magno, anche in relazione alla costruzione del macrotesto. Attraverso lo studio di quattro autori esemplari, realizzato incrociando stilistica, filologia, storia della lingua e storia della letteratura, il libro mette a fuoco alcuni aspetti rilevanti della lirica del tardo Cinquecento

    Petrarca e l'Umanesimo latino

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    [Atti del convegno AlmaPetrarca V edizione (Bologna 15 marzo 2022)] I saggi qui raccolti mettono in dialogo opere e fonti petrarchesche con testi e autori successivi, si interrogano ancora una volta sul metodo di lavoro petrarchesco e tentano di esplorare l’incessante colloquio fra Petrarca e gli umanisti. La scelta di concentrare l’indagine sull’Umanesimo latino muove dalla necessità di stimolare una nuova lettura di alcune opere tutt’altro che secondarie nella produzione del poeta aretino: in alcuni contributi, infatti, si mettono in luce le riflessioni del Petrarca autoesegeta, mentre in altri vengono approfonditi i tempi, i luoghi e le forme della ricezione dei modelli petrarcheschi. Il risultato è un volume miscellaneo che da un lato arricchisce la non esigua bibliografia degli studi e dall’altro apre il campo a nuove indagini e nuovi spunti per la ricerca futura

    La storia della scienza nell'epoca delle accademie scientifiche. Da Cassini a D'Alembert (1693-1758)

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    The dissertation provides an account of the impressive increase in the output and uses of historical writings concerning the mathematical sciences that took place in Western Europe starting from the second half of the 17th century. Working extensively on a large corpus of mostly unpublished archival sources, the dissertation focuses on two monumental historiographical projects fostered by some members of the Parisian Académie royale des sciences. Historical renditions of science's origins and progress were promoted by the royal institution since its very foundation in 1666. At first, as shown by the case of Giovanni Domenico Cassini, histories of science were conceived as a means to coagulate consensus among conflicting views that concerned both the Academy's general goals, as well as the best methods, instruments and inquiries that ought to be collectively pursued. In a later phase, characterized by the advent of Netownian theories in France, the rise of the encyclopedic movement and the emergence of new social tensions related to the stance that the “gens de lettres” should assume towards political power, key-figures withing the Academy such as Jean Le Rond D'Alembert started using history in a different way. Most notably, D'Alembert pushed his protégé Jean-Étienne Montucla to write his Histoire des mathématiques to promote a universal or “philosophical” view of science and its function within society that could spread the Enlightenment's values and orient the ever-growing public opinion to support the philosophes' venture. In both of the cases examined, histories of science are treated primarily as ideological accounts that were meant not only as ways to achieve consensus among scientists' conflicting views by coalescing them under one overarching narrative, but also to convey this consensus (which was often far from being perceived as such by the broader scientific community itself) onto the public and the patrons

    The annulment of marriage due to impotence obtained by Anna Maria Pallavicini: unpublished materials and perspectives of an eighteenth-century case

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    Nel febbraio del 1716, dopo quasi tre anni di matrimonio, la nobile Anna Maria Pallavicini (1698-1751) iniziò la battaglia per ottenere l’annullamento delle sue nozze con Giovan Giacomo Imperiale, anch’egli illustre esponente del patriziato ligure. La documentazione −manoscritta e a stampa− del complesso iter giuridico che portò nel 1720 all’ottenimento dell’annullamento è conservata negli archivi bolognesi e per la prima volta viene ora presentata e studiata. Infatti questa causa matrimoniale venne iniziata a Genova, ma terminò il suo iter davanti alla romana Congregazione del Concilio di cui, in quegli anni, era secretario Prospero Lambertini. Sarà questi il responsabile del trasferimento delle carte e dei documenti di tutto il processo a Bologna. La controversia tra i due coniugi, provocata dalla richiesta di Anna Maria Pallavicini di annullamento a causa dell’impotenza insanabile e perpetua del marito e dunque della sua inabilità a consumare l’atto matrimoniale, darà vita ad un interessante percorso giuridico materiato dai racconti dei testimoni vicini ai due sposi, dai riconoscimenti medici effettuati sia sul corpo del marito come quelli richiesti e compiuti su Anna Maria, dalle fasi e metodologie di indagine compiute sulla falsariga dell’autorevole ed allora universalmente accettata dottrina del gesuita Tomás Sánchez (1550-1610) autore, tra altre opere, dei tre volumi De sancto matrimonii sacramento disputationum. Dopo una lunga e accesa battaglia, nella quale pesò non poco il timore che la controversia potesse scatenare contrasti e scontri lesivi della pace della Serenissima Repubblica, la Pallavicini ottenne il riconoscimento della sua richiesta divenendo un precedente per altre cause successive.En febrero de 1716, después de casi tres años de matrimonio, la noble Anna Maria Pallavicini (1698-1751) comenzaba su particular batalla para obtener la anulación de su matrimonio con Gio. Giacomo Imperiale, ilustre exponente del patriciado ligur. La documentación −manuscrita e impresa− del complejo proceso jurídico que en 1720 condujo a la obtención de la anulación se conserva en los archivos boloñeses y ahora por primera vez ve la luz. De hecho, la causa de nulidad iniciada en Génova terminó su trámite ante la romana Congregación del Concilio de la que, en aquellos años, era secretario Próspero Lambertini. El será el autor del traslado de los papeles y documentos de todo el proceso a Bolonia. El litigio entre los dos cónyuges, provocado por la demanda de nulidad por parte de la Pallavicini debido a la impotencia del marido y por tanto a su incapacidad para consumar el matrimonio, da vida a un interesante recorrido jurídico materializado en los relatos de los testigos cercanos a la pareja, en los exámenes médicos efectuados tanto al cuerpo del marido como los solicitados y realizados a Anna Maria, y en las fases y la metodología de investigación llevadas a cabo conforme a la prestigiosa y entonces universalmente aceptada doctrina del jesuita Tomás Sánchez (1550-1610) autor, entre otras obras, de los tres volúmenes De sancto matrimonii sacramento disputationum. Tras una larga y acalorada batalla, en la que pesó y no poco el temor de que el conflicto pudiese desencadenar enfrentamientos y disturbios perjudiciales para la paz de Génova, la Serenissima Repubblica, la Pallavicini obtuvo el reconocimiento de su solicitud convirtiéndose así en un precedente para futuras demandas.In February 1716, after almost three years of marriage, the noble Anna Maria Pallavicini (1698-1751) began the battle to obtain the annulment of her wedding with Gio. Giacomo Imperiale, also an illustrious exponent of the Ligurian patriciate. The documentation −handwritten and printed− of the complex legal process which led to the annulment in 1720 is kept in the archives of Bologna and is now being presented and studied for the first time. In fact, the cause for the annulment begun in Genoa ended its process before the Roman Congregation of the Council of which, in those years, Prospero Lambertini was secretary. He will be responsible for transferring the papers and documents of the whole process to Bologna. He dispute between the two spouses, caused by Pallavicini’s request for annulment due to the husband’s impotence and therefore his inability to consummate the marriage contract, will give life to an interesting legal path materialized by the accounts of witnesses close to the two spouses, from the medical recognitions carried out both on the body of her husband and those requested and carried out on Anna Maria, from the phases and methodologies of investigation carried out along the lines of the authoritative and then universally accepted doctrine of the Jesuit Tomas Sanchez (1550-1610) author, among other works, of the three volumes De sancto matrimonii sacramento disputationum. After a long and heated battle, in which the fear that the controversy could unleash conflicts and clashes detrimental to the peace of the Genova weighed heavily, Pallavicini obtained recognition of her request, becoming a precedent for other subsequent causes

    Le accademie lincee tra Chiesa, fascismo e Stato: una guida alle fonti (1847-1946)

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    La guida qui proposta ha come oggetto gli intrecci scientifici, culturali, politici e storici che interessarono, a partire dalla metà dell’Ottocento, la Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei e le istituzioni accademiche che ne derivarono: la Reale Accademia dei Lincei (ente predecessore dell’attuale Accademia Nazionale dei Lincei) e la Pontificia Accademia delle Scienze. Attraverso l’individuazione e l’analisi comparata delle fonti archivistiche e bibliografiche si è affrontato un percorso storico non sempre lineare, in cui le vicende della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei (depauperata dalla scissione degli anni immediatamente successivi alla breccia di Porta Pia) si intrecciarono con quella della Reale Accademia dei Lincei e della Reale Accademia d’Italia (il sodalizio accademico sorto per volere del regime fascista per dare una rappresentanza unitaria al mondo scientifico italiano). Attraverso l’analisi comparata delle diverse fonti, la guida affronta l’evoluzione delle accademie lincee, dalla ricostituzione nel 1847 della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei su impulso di papa Pio IX (ultimo atto di una vicenda iniziata con la fine del sodalizio lincei fondato da Federico Cesi), fino agli accadimenti del ventennio fascista, col tentativo di unificare sotto un’unica ragione sociale (l’Accademia d’Italia) le istituzioni nazionali che organizzavano allora le diverse anime dell’alta cultura italiana. La politica accademica del regime segnò una temporanea interruzione della vita dell’Accademia dei Lincei, che confluì nella Reale Accademia d’Italia, mentre in Vaticano si arrivò alla soppressione definitiva della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, sostituita dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Si è indagato soprattutto sulla ricerca di fonti relative al passaggio storico-politico che portò all’abolizione simultanea delle due accademie lincee, e all’abbandono da parte di entrambe del nome di ascendenza galileiana, per capirne i meccanismi e apprezzarne le influenze sulla politica accademica del dopoguerra, sulle due sponde del Tevere. Il percorso archivistico e storico prende le mosse da un’indagine di più ampio respiro, scelta determinata dalla necessità di comprendere al meglio i legami tra le accademie lincee, soprattutto per quanto concerne l’apporto della Chiesa alla storia dei differenti sodalizi, ma è stato importante anche per analizzare correttamente le motivazioni sottostanti la volontà del regime di “conquistare” l’eredità lincea e rivolgerla a proprio favore, in un’ottica propagandistica e accentratrice che ha caratterizzato il fascismo fin dalle sue origini. La guida presenta una nota storica che racchiude il contesto all’interno del quale hanno operato le accademie lincee, dalla prima istituzione seicentesca alla Reale Accademia dei Lincei, fino alla restaurazione del sodalizio nel dopoguerra. La strutturazione in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi segue una logica aggregativa per istituti. In questo modo, non solo la distinzione degli eventi, cronologicamente definiti, ma anche la divisione delle differenti fasi di vita del sodalizio appaiono immediatamente visibili in un’ottica che tiene conto delle differenti riprese dell’eredità lincea nel corso dei secoli. Per quanto concerne l’ordine individuato per la strutturazione della guida, questo non segue l’elemento di rilevanza istituzionale del singolo istituto conservatore, quanto piuttosto il valore della documentazione conservata nel concorrere alla ricostruzione della storia dell’Accademia dei Lincei e dei rapporti tra Chiesa, fascismo e Stato. La scelta è motivata dalla necessità di rendere immediatamente evidente la sequenzialità degli istituti di conservazione utili per una disamina esaustiva dell’oggetto della ricerca. Per questo motivo la guida si struttura partendo dai principali fondi afferenti all’Accademia Nazionale dei Lincei e sfrutta l’indicazione cronologica relativa ad ogni declinazione del sodalizio, inserendo anche gli archivi utili per la ricerca che si trovano nel medesimo istituto di conservazione. Poi, si è proceduto con l’inserimento dell’Archivio Centrale dello Stato, che per sua natura conserva la documentazione relativa agli organi centrali dello Stato e quindi raccoglie le carte che in second’ordine sono da considerarsi di fondamentale rilevanza per ricostruire, dal punto di vista del regime e dello Stato, le intricate vicende dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia d’Italia. Poi, si è inserito l’Archivio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il suo inserimento ai livelli più alti della guida è determinato dalla presenza delle carte relative alla gestione da parte di Agostino Gemelli, della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, costituendo l’archivio cardine per gli studi sul sodalizio, essendo stato impossibile accedere alla documentazione conservata in Vaticano. A seguire, sono stati inseriti gli archivi conservati presso l’Accademia delle Scienze, detta dei XL. L’archivio istituzionale è seguito da quelli personali di Millosevich e di Marconi. Poi, è stata inserita l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, con l’indicazione relativa all’archivio istituzionale. A seguire, la scelta del percorso della guida si sposta procedendo attraverso gli archivi delle personalità più rilevanti per la ricerca. In prima battuta si riscontra la Società Geografica Italiana, all’interno della quale è conservato l’archivio di Giotto Dainelli. A seguire la Fondazione Giovanni Gentile, la Fondazione Benedetto Croce e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, al cui interno è conservato l’archivio di Giuseppe Bottai. Infine, la guida si chiude con la Provincia dell’Ordine dei Frati Minori di Lombardia, all’interno del quale sono conservate le carte relative al percorso religioso di Gemelli
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