4,546 research outputs found

    Ancora sugli orientalismi in italiano

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    Nel e per il sociale: dall’effimero al non realizzato, un patrimonio artistico sommerso

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    Ugo La Pietra è uno dei tre artisti che con le proprie opere hanno inaugurato MoRE nell’aprile 2012. Invitato a partecipare al progetto perché nel suo lavoro il gruppo di ricerca ha individuato senza dubbio alcuno un punto di riferimento importante per la riflessione sul “non-realizzato”, aveva allora inviato un messaggio con cui dichiarava di trovare assolutamente coerente per progetti non realizzati la dimensione “virtuale”

    \uabTransitoriet\ue0 e ritribalizzazione delle immagini nelle spaziazioni museali contemporanee\ubb

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    Parlare di spazio significa parlare di luoghi reali o immaginari, delle cose, delle azioni, delle parole, delle immagini o delle performance che a questi rimandano e viceversa. Il sistema dell\u2019arte occidentale, soprattutto negli ultimi due secoli, ha fatto dei musei i luoghi dell\u2019arte in senso stretto, della sua conservazione ed esposizione permanente. Eppure vanno considerate tutta una serie di pratiche artistiche che esulano lo spazio museale pur evocandolo in qualche modo. Si pensi alla Land Art, alle pitture rupestri del Paleolitico superiore, a certe opere d\u2019arte non occidentale come i Sand Paintings degli Indiani Navajo o degli Aborigeni Australiani dove l\u2019azione artistica (de)finisce lo spazio del paesaggio, e questo a sua volta comprende, orienta, influenza e sviluppa l\u2019azione artistica. Lo scopo di questo studio \ue8 di riflettere sul concetto di transitoriet\ue0 che contraddistingue certe azioni artistiche che vanno oltre il museo, che lo eccedono, e al contempo dimostrare come la stessa logica temporanea stia sempre pi\uf9 caratterizzando le forme, le dinamiche e le pratiche artistiche all\u2019interno degli spazi espositivi moderni (installazioni, foto e videoproiezioni, retrospettive). L\u2019idea \ue8 che l\u2019arte di passaggio nel paesaggio \u2012 realizzata da sempre da diverse societ\ue0 \u2012 si stia trasponendo come pratica artistica, come paradigma all\u2019interno dei musei occidentali che non sono pi\uf9 solo dei meri contenitori di oggetti e immagini, ma dei veri e propri atelier, teatri in azione dove artisti e/o curatori mettono in scena performance artistiche ed espositive istantanee. Lo spazio museale odierno sta subendo una sorta di \uabritribalizzazione artistica\ubb dove \ue8 facile osservare una corrispondenza antropologica tra l\u2019effimerit\ue0 delle azioni artistiche nel paesaggio e quella delle azioni artistiche nel museo. Quest\u2019ultimo diviene, in ultima analisi, terreno di ricerca, spazio da esplorare in senso etnografico

    Spettacoli festivi e manifestazioni effimere nella Valletta Barocca, 1566-1798

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    In this paper, the author describes baroque feasts and festivities in relation to the city of Valletta. Such feasts include the election of a new Grand Master, the laying of the first stone of Valletta, the celebration of Carnival, to religious feasts held throughout the streets of the city itself.peer-reviewe

    Dilthey e l’ermeneutica della comunità

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    Il contributo affronta un'analisi fenomenologica di Dilthey come pensatore della comunità nella stori
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