I religiosi

Abstract

Le popolazioni europee della prima età moderna condividono un sistema di valori e una mentalità permeati dalla fede in un unico dio, fonte di norme, comportamenti, ideali che guidano e regolano la loro vita, le loro scelte, le loro preoccupazioni. A metà ‘400 ancora non guardano a ovest e non immaginano il mondo strabiliante degli indigeni americani, con il loro paganesimo fuori tempo, fuori luogo, fuori ragione, capace di mettere a repentaglio le loro convinzioni plurisecolari, la stessa veridicità del testo su cui si fondano i loro saperi: la Bibbia. Ed è ancora di là da venire l’impegno missionario nel lontano oriente: India, Cina, Giappone ... Ma a partire dal XVI secolo, proprio il confronto con genti e culture profondamente diverse diventerà il principale motore del loro sviluppo, oltre che economico e sociale, culturale, costringendole a mettere in campo strategie contraddittorie, metodi di conquista violenti e coercitivi accanto a più sofisticate tecniche di assimilazione e conversione, in un incontro-scontro con l’”altro” che dura tuttora. In tale quadro si configura l’avventurosa esperienza – fatta di conflitti, rotture, collaborazioni – che determina la crisi dei vecchi ordini religiosi e la nascita di nuove congregazioni, maschili e femminili, protagonisti di un’esperienza religiosa con una forte impronta educativa, missionaria e politica su scala globale

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Archivio istituzionale della ricerca - Università degli Studi di Udine

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Last time updated on 10/09/2025

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