L’invenzione principale della cultura borghese è stata l’appartamento, vale a dire l’articolazione dello spazio pubblico in spazio domestico. L’appartamento è diventato un cronotopo essenziale per la costruzione dell’identità borghese, alimentata dagli stessi criteri di razionalità, efficienza e prevedibilità garantiti dal comfort domestico. Per conseguire tale risultato, il borghese ha esiliato i non umani in un Altrove gerarchizzato imponendo confini semiotici sempre più ristretti. Questo contributo si propone di indagare le relazioni diacroniche tra umano e non umano all’interno dello spazio domestico in cinque opere esemplari: Robinson Crusoe, Die Verwandlung, Die Sorge des Hausvaters, Der Bau e Oryx and Crake
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