Casa di foglie di Mark Danielewski (2000) è tra i più notevoli esempi di ipertesto a stampa, debitore tanto di Borges quanto dell’ecosistema mediatico introdotto dal world wide web. In questa ultima prospettiva, l'applicazione al testo dei principi dell'architettura dell'informazione come strumento di analisi da un lato ne sottolinea le complesse strutture compositive e la loro somiglianza con quelle del mondo digitale, dall’altra suggerisce un parallelo con l’architettura della casa al centro della narrazione. In entrambi i casi, l’autore gioca a sovvertire la deontologia delle due discipline e a fare a pezzi la familiarità e l’ordine rassicurante cui abitazione e libro dovrebbero rispondere: sia l’uno che l’altro si trasformano in un labirinto dell’orrore, intreccio disorientante in cui si ritrovano intrappolati senza apparente via di uscita sia i protagonisti del romanzo che i lettori del libro
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