Isocrate, Cicerone, Dewey. Momenti e figure di educazione alla politica.

Abstract

Il presente lavoro di ricerca si propone di analizzare momenti fondamentali dell’educazione della persona umana alla politica, all’interno dei grandi paradigmi pedagogici dell’Occidente, la paideia, l’humanitas, la democrazia, intesi come valori da cui la formazione dell’individuo non può prescindere anche e soprattutto nel pensiero filosofico contemporaneo in relazione al suo rapporto con la politica e, in particolare, con la democrazia nel suo moderno e contemporaneo significato. \ud Aspetti legati al mondo greco e a quello romano, che per essere compresi, analizzati e contestualizzati impongono un accenno ad un elemento chiave della dimensione pedagogica: il logos, ovvero la parola, il discorso. Da questi aspetti, traspare la natura ‘paideutica’ del logos, da intendere come processo educativo che nei secoli ha vissuto in simbiosi con altre dimensioni comunicative come, ad esempio, la scrittura. È Isocrate che propugna l’insegnabilità delle virtù utili tanto all’individuo che alla vita civile; fulcro dell’educazione della classe dirigente diventa la retorica, che, mediante la parola, come facoltà che sovrintende alla condotta degli affari pubblici e privati, indica i comportamenti da tenere per il bene della polis. Per tale ragione è sembrato opportuno delineare i princìpi pedagogici della paideia con specifico riferimento a Isocrate, che riedifica l’ideale di paideia come valore universale. La dimensione pedagogica del logos, che fonda l’idea di Isocrate di formazione della persona alla politica, si può riscontrare nel progetto formativo di Cicerone basato sull’oratoria e, per certi aspetti, anche nella riflessione di John Dewey, sviluppata sui processi comunicativi dei valori democratici. Su tale presupposto, saranno esaminate alcune proposte educative, a partire da aspetti del pensiero di Isocrate, passando, poi, per il maggior oratore e uomo politico latino, Cicerone, per approdare al pensatore che ha trasformato il concetto di educazione nel Novecento, legandolo alla realizzazione della democrazia, John Dewey. \ud La paideia trova un’originale rielaborazione nell’humanitas latina, nata come sua “costola”, con la quale non si identifica, giacché l’umanesimo greco era più cosmico che antropocentrico. È a Cicerone che si attribuisce lo sviluppo del significato di humanitas come cultura enciclopedica e l’avere individuato in essa la natura umana universale. Egli, partendo dal concetto di humanitas e puntando l’attenzione sul processo di coscienza umana e di etica, nel De Oratore tratteggia la figura del perfetto oratore, che non è solo colui che padroneggia la tecnica retorica, ma è un modello di cittadino e di uomo, esempio per l’intera comunità. È una ripresa del tema catoniano del vir bonus dicendi peritus, dove il vir bonus è il civis onesto, impegnato politicamente, che mira al bene della patria. \ud Gli autori presi in esame sono stati scelti perché il loro pensiero si è sviluppato non scindendo mai i valori della paideia (Isocrate), dell’humanitas (Cicerone), dell’educazione (Dewey) dalle istituzioni pubbliche del tempo, intese come dimensioni in cui l’individuo realizza se stesso in un’ottica pubblica. \ud Isocrate, Cicerone, Dewey, hanno rappresentato, in tre differenti periodi storici, tre modelli educativi caratterizzati da una visione etico-politica capace di fondare un’idea di comunità che si riflette all’interno di un processo politico che trova nella retorica il proprio fondamento e sono stati convinti fautori di nuovi modelli culturali in grado di ripensare il legame sociale tra l’individuo e la comunità di appartenenza, giustificare nuovi assetti politici e nuovi scenari nella società umana del loro tempo, in cui l’educazione diventa lo strumento fondamentale.\ud Il presente lavoro è suddiviso in tre capitoli. Si analizza, dapprima, l’educazione isocratea, soprattutto attraverso la riflessione sugli scritti Contro i Sofisti e Sullo scambio, poi quella ciceroniana, con riferimenti al De Oratore, per quanto concerne il modello dell’oratore/politico, e ad altre opere, e, infine, prendendo le mosse da questi due modelli, sono stati esaminati alcuni momenti significativi del pensiero di John Dewey in cui appare evidente come la centralità dell’individuo nella realizzazione delle sue potenzialità, determina la realizzazione etica dello stesso solo nella politica e nella democrazia, come in Isocrate e in Cicerone. Isocrate, Cicerone e Dewey vissero la concretezza della loro epoca. Il primo arrivando a dare vita a quella che viene denominata partecipazione diretta dei discepoli nella scuola, un metodo didattico da lui inaugurato che aveva come finalità la preparazione dei giovani alla vita concreta e si fondava sull’importanza della parola e della capacità di espressione. Il secondo, Cicerone, considerava l’impegno politico una virtù umana; una concezione che l’oratore latino ereditò dalla tradizione greca, per l’appunto, come si evince dal De Republica. Infine, anche per Dewey, è la società che, tramite l’educazione, deve fornire all’individuo strumenti precisi che gli consentano una partecipazione attiva. \ud È chiaro che il rapporto educazione-democrazia in Dewey ha come fondamento la profonda radice nei modelli di paideia e di humanitas. La paideia, infatti, secondo il modello isocrateo, esprime le caratteristiche della “potenzialità formativa” dell’individuo, i cosiddetti “embedded powers”, centrali nella teoria dell’educazione deweyana, che costituiscono le possibilità che lo stesso può realizzare soprattutto in politica. Per quanto attiene al modello ciceroniano, vi è da dire che è fondamentale come radice del pensiero deweyano, in quanto il filosofo americano esprime una dimensione etica che deriva proprio dalla centralità di un modello di soggettività, così come delineato nel De Oratore di Cicerone, che, dopo aver fatto rilevare le sue competenze, si realizza nella dimensione della eticità. \ud La retorica per la polis, l’oratoria per la res publica, l’educazione per la democrazia dimostrano inequivocabilmente come la paideia, l’humanitas e la democrazia siano costantemente espressione del rapporto educazione-politica e come, pur nella improponibilità di una comparazione storica del pensiero degli autori presi in considerazione, in essi si esprime una costante sincronica e immutabile: quella dell’educazione finalizzata allo sviluppo della persona e alla sua realizzazione politica, per consentire all’individuo di partecipare in vario modo attivamente alla costruzione del bene comune. In definitiva, Isocrate, Cicerone e Dewey, attraverso i paradigmi della paideia, dell’humanitas e della democrazia individuano la ragione essenziale della loro opera di educatori nell’etica politica che deve fondare qualunque comunità organizzata in Stato; e laddove non esista un governo in grado di creare una coscienza ‘pubblica’ e ‘attiva’, solo l’educazione e la cultura diventano fondamentali per lo sviluppo della civiltà umana

Similar works

Full text

Last time updated on 09/05/2016

This paper was published in CamEPrints.

Having an issue?

Is data on this page outdated, violates copyrights or anything else? Report the problem now and we will take corresponding actions after reviewing your request.