Questo elaborato si focalizza sull’operazione – la trade sale – tramite cui si perviene al
trasferimento del controllo totalitario degli assets della venture capital-backed firm ad un
partner strategico; e che, a seconda del contesto in cui essa si realizza, può assumere forme
diverse: negli Stati Uniti, essa si realizza tramite una fusione con integrale conguaglio in denaro;
in Italia, invece, tramite la co-vendita da trascinamento.
Può schematicamente dirsi che il presente elaborato si prefigga tre obiettivi. Il primo e
basilare obiettivo è quello di conseguire una più granulare conoscenza della struttura economica
del rapporto tra venture capitalist e imprenditore al fine di (i) comprenderne appieno la logica
di fondo; (ii) delineare con sufficiente precisione le prerogative dell’uno e dell’altro; e, quindi,
(iii) far luce sulle dinamiche osservabili in occasione della trade sale. Il secondo obiettivo è
quello di delineare la disciplina che governa la trade sale negli Stati Uniti e in Italia, al fine di
comprendere come il diritto vigente in tali due giurisdizioni sia, in effetti, in grado di servire le
esigenze di venture capitalist e imprenditori. Tale operazione sarà svolta muovendo da un
approccio funzionale che consenta quindi di comparare operazioni formalmente diverse ma
funzionalmente equivalenti: la cash-for-stock merger e la co-vendita da trascinamento. Il terzo
e ultimo obiettivo è quello di analizzare la risposta regolatoria negli Stati Uniti e in Italia,
evidenziandone gli eventuali limiti e sforzandosi, pur senza offrire soluzioni definitive, di porre
in rilievo taluni elementi in considerazione dei quali sarebbe forse possibile elaborare percorsi
argomentativi utili a migliorarla, come pure di segnalare possibili soluzioni pur esse non
perfette ma quantomeno medio tempore utili, forse, a superare i limiti della disciplina cui
attualmente la trade sale è soggetta nell’uno come nell’altro ordinamento.Questo elaborato si focalizza sull’operazione – la trade sale – tramite cui si perviene al
trasferimento del controllo totalitario degli assets della venture capital-backed firm ad un
partner strategico; e che, a seconda del contesto in cui essa si realizza, può assumere forme
diverse: negli Stati Uniti, essa si realizza tramite una fusione con integrale conguaglio in denaro;
in Italia, invece, tramite la co-vendita da trascinamento.
Può schematicamente dirsi che il presente elaborato si prefigga tre obiettivi. Il primo e
basilare obiettivo è quello di conseguire una più granulare conoscenza della struttura economica
del rapporto tra venture capitalist e imprenditore al fine di (i) comprenderne appieno la logica
di fondo; (ii) delineare con sufficiente precisione le prerogative dell’uno e dell’altro; e, quindi,
(iii) far luce sulle dinamiche osservabili in occasione della trade sale. Il secondo obiettivo è
quello di delineare la disciplina che governa la trade sale negli Stati Uniti e in Italia, al fine di
comprendere come il diritto vigente in tali due giurisdizioni sia, in effetti, in grado di servire le
esigenze di venture capitalist e imprenditori. Tale operazione sarà svolta muovendo da un
approccio funzionale che consenta quindi di comparare operazioni formalmente diverse ma
funzionalmente equivalenti: la cash-for-stock merger e la co-vendita da trascinamento. Il terzo
e ultimo obiettivo è quello di analizzare la risposta regolatoria negli Stati Uniti e in Italia,
evidenziandone gli eventuali limiti e sforzandosi, pur senza offrire soluzioni definitive, di porre
in rilievo taluni elementi in considerazione dei quali sarebbe forse possibile elaborare percorsi
argomentativi utili a migliorarla, come pure di segnalare possibili soluzioni pur esse non
perfette ma quantomeno medio tempore utili, forse, a superare i limiti della disciplina cui
attualmente la trade sale è soggetta nell’uno come nell’altro ordinamento.LUISS PhD Thesi
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