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Iperlipoproteinemie e ipolipoproteinemie

By Renato Fellin and Giovanni Battista Vigna

Abstract

L'incidenza di cardiopatia ischemica varia notevolmente tra popolazioni di diverse aree geografiche in funzione dei livelli medi di colesterolemia; questi ultimi sembrano direttamente correlabili con il consumo alimentare di grassi saturi. L'assetto lipidico individuale, determinato da fattori genetici ed ambientali, deriva dalla combinazione in percentuali variabili di diverse classi lipoproteiche. Le lipoproteine a bassa, intermedia e alta densità, (rispettivamente LDL, IDL e HDL), quelle a densità molto bassa (VLDL), le beta-VLDL, i remnants ed Lp(a), valutate nella pratica clinica mediante l'analisi delle componenti lipidiche e/o apoproteiche, hanno mostrato una stretta relazione con la patogenesi dell' aterosclerosi. La voce enciclopedica aggiorna la precedente esaminando il rapporto tra profilo lipidico e rischio cardiovascolare ed inoltre le novità relative alla terapia ipolipemizzante

Topics: Rischio cardiovascolare, iperlipidemia, lipemia post-prandiale, terapia ipolipemizzante, aterosclerosi
Publisher: UTET
Year: 1999
OAI identifier: oai:iris.unife.it:11392/2354355
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