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Sublime accattone: Žižek, Pasolini e la critica dell'ideologia

By Fabio Vighi

Abstract

In The Sublime Object of Ideology, uno tra i suoi saggi più significativi, il filosofo sloveno Slavoj Žižek sviluppa una critica della soggettività postmoderna che si potrebbe riassumere nel seguente paragrafo: "Ben lungi dal contenere alcun potenziale sovversivo, il soggetto disperso, molteplice e composito cui inneggia la teoria postmoderna (un soggetto, ad\ud esempio, incline a forme di godimento specifiche e contraddittorie) designa semplicemente la forma di soggettività propria del tardo capitalismo. È forse giunto il momento di riesumare l'intuizione marxiana secondo cui il Capitale è il massimo potere di deterritorializzazione che insidia ogni stabile identità sociale, e concepire dunque il tardo capitalismo come l'epoca nella quale la tradizionale stabilità delle posizioni ideologiche (autorità patriarcale, immutabilità dei ruoli sessuali, ecc.) si trasforma in un ostacolo alla mercificazione sfrenata della vita quotidiana (Žižek, 1992: p. 216)1\ud In questo articolo mi propongo di recuperare Pier Paolo Pasolini (1922-1975) al ruolo di interlocutore ideale nel dibattito sulla funzione della soggettività nell'attuale epoca postmoderna e postideologica

Topics: B1, BF, PN1993, PQ
Year: 2004
OAI identifier: oai:http://orca.cf.ac.uk:56235
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