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«Ciò che è accaduto accadrà di nuovo»: le inderogabili stagioni del mito in Battlestar Galactica

By Andrea Cannas

Abstract

In the motto that characterises the key moments in the TV series Battlestar Galactica we can gather a hint of the heart of the myth: «All of this has happened before and will happen again». This comes from a strategy that builds the narration of the story alongside a rhythmic cadence, the hero that rises from his ashes and the connection between human and robot, the creator and the creature, the exact moment that the perpetrator and the victim interchange their roles. Science fiction, with its complex system of characters that interact with each other through specific roles, works like a mythical system; however, in this case, the myth works the other way around: if originally the mythological story wanted to bring what humanity couldn’t explain back to a bearable level, now the science fiction solves the problem existing between the individual and a technologically advanced reality by trying to bring the imponderable and indeterminable back to a rational structure. La serie televisiva Battlestar Galactica mescola svariate matrici mitiche, in una continua oscillazione fra cultura classica greco-latina, ebraismo e cristianesimo – dal motto che scandisce i momenti cruciali si può cogliere un’allusione al nocciolo stesso del mito: «Ciò che è accaduto accadrà nuovamente». È la formula distillata da una strategia che struttura la narrazione articolandola nelle stagioni di un tempo circolare, quello dell’eroe che risorge dalle sue ceneri ma anche quello della relazione fra uomo e macchina robotica, fra creatore e creatura, alternandosi periodicamente il ruolo del carnefice e quello della vittima: l’ineluttabile circuito della caduta e della rigenerazione cui gli antichi attribuivano il volto ineffabile del Fato. È vero che la narrazione fantascientifica d’ampio respiro, con il suo complesso sistema di personaggi che interagiscono fra loro secondo ruoli consolidati, funziona come un sistema mitico e produce i suoi riconoscibili attanti. Ma in questo caso si tratta di un mito che può funzionare a pieno regime proprio perché agisce all’incontrario, sovvertendo le premesse: se il racconto mitologico originariamente si sforzava di ricondurre l’inconoscibile, ciò che l’uomo non poteva spiegare, a una misura razionale e tollerabile, la fantascienza paradossalmente risolve il problema della relazione fra l’individuo e una realtà tecnologicamente evoluta cercando di reintrodurre l’imponderabile e l’indeterminabile entro una struttura razionale, certificata come misurabile dal linguaggio delle macchine e dunque apparentemente nota e prevedibile nei rapporti di forza

Topics: Battlestar Galactica; Myth; Science Fiction; TV Series; Robot, Battlestar Galactica; Mito; Fantascienza, Serie televisive; Robot
Publisher: Università degli Studi di Cagliari
Year: 2018
DOI identifier: 10.13125/medea-3488
OAI identifier: oai:ojs.unica.it:article/3488
Provided by: UniCA Open Journals

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