L’articolo propone una riflessione su un tema mitologico rinvenuto dai primi evangelizzatori dei popoli amerindiani nella tradizione religiosa nahua preispanica, nel quale i primi uomini sopravvissuti a un diluvio per certi versi simile a quello biblico offendono gli dèi e vengono da questi trasformati in cani, da cui poi discenderebbero alcune delle popolazioni della Mesoamerica. Un motivo narrativo che, mescolatosi con la versione vetero-testamentaria dell’arca, persiste nella narrativa orale di molti gruppi indigeni del Messico contemporaneo. Attraverso il raffronto e una sommaria analisi delle prime versioni del racconto azteco del diluvio e di quelle raccolte recentemente in una comunità indigena di Oaxaca, l’articolo propone alcune considerazioni circa le ragioni della persistenza di certi elementi narrativi e i criteri che hanno ispirato la loro rielaborazione e adattamento nell’attuale versione del racconto del diluvio huave.The article proposes a reflection on a mythological theme found by the early evangelizers of the American people in the pre-Hispanic Nahua tradition, in which the first survivors of a flood in some respects similar to that of the Bible, offend the gods and are transformed into dogs, which in turn give origin to some of the peoples of Mesoamerica. A narrative motif that, blended with the arch-testamentary version of the ark, persists in the oral narrative of many indigenous groups in contemporary Mexico. By comparing and analyzing the early versions of the Aztec tale of the flood and those recently collected in an indigenous community in Oaxaca, the article offers some considerations about the reasons for the persistence of some narrative elements and the criteria that have inspired their re-elaboration and adaptation into the current version of the Huave flood story