27,390 research outputs found

    MARINE REINSURANCE: special reference to Spanish and Italian law

    No full text
    El estudio del reaseguro puede abordarse desde múltiples puntos de vista (actuarial, financiero, jurídico...) para hacer frente a las cuestiones y a los problemas de diversa índole derivados del mismo. En el presente trabajo de investigación se examina la configuración jurídica del contrato de reaseguro como técnica de transferencia de riesgos y, en particular, el examen se centra en los riesgos de la navegación marítima. La relevancia del reaseguro marítimo se explica por su utilidad especialmente en el comercio internacional ya que sin este contrato ninguna actividad de transporte ni aseguradora podría llevarse a cabo. La especialidad y la gravedad de los riesgos asociados a la navegación junto con la entidad de los siniestros acaecidos en el mar impide que los cuantiosos gastos sean asumidos por la empresa de la navegación o que las elevadas indemnizaciones sean abonadas exclusivamente por una sola empresa aseguradora. La tesis aborda, con especial atención, aspectos esenciales de la estructura de esta institución mercantil como la relación con el seguro marítimo del que trae causa, los riesgos e intereses, las funciones y los principios, entre otros muchos. A lo largo del texto se ofrece un análisis de Derecho comparado recurriendo a la legislación, la doctrina y la jurisprudencia de España e Italia pero, atendiendo al carácter eminentemente internacional del contrato y con el objetivo de ofrecer un tratamiento sistemáticamente completo de la materia, también se han incluido referencias a otros sistemas jurídicos. El tratamiento del reaseguro, desde una perspectiva jurídica, obliga además a tener en cuenta las cláusulas de los contratos como expresión de la práctica profesional y de la realidad del Derecho del seguro privado.Lo studio della riassicurazione può essere affrontato da molteplici punti di vista (attuariale, finanziario, giuridico...) per risolvere le varie questioni e i problemi che ne derivano. In questa tesi di ricerca viene esaminata la configurazione giuridica del contratto di riassicurazione come tecnica di trasferimento dei rischi e, in modo particolare, l'esame si concentra sui rischi della navigazione marittima. La rilevanza della riassicurazione marittima si spiega con la sua utilità sopratutto nel settore del commercio internazionale, poiché senza questo contratto nessuna attività di trasporto nè assicurativa potrebbe essere svolta. La particolarità e pericolosità dei rischi legati alla navigazione e l'entità dei sinistri marittimi impediscono che le grandi spese siano sostenute dalla impresa di navigazione o che gli elevati indennizzi siano pagati esclusivamente da un'unica impresa di assicurazione. La tesi affronta, con particolare attenzione, aspetti essenziali della struttura di questa istituzione commerciale come il rapporto con l'assicurazione marittima di cui porta causa, rischi e interessi, funzioni e principi, tra molti altri. In tutto il testo viene offerta un'analisi di diritto comparato utilizzando la legislazione, la dottrina e la giurisprudenza della Spagna e dell'Italia ma, tenendo conto della natura eminentemente internazionale del contratto e con l'obiettivo di fornire un trattamento sistematicamente completo della materia, sono stati inclusi anche riferimenti ad altri sistemi giuridici. Il trattamento della riassicurazione, dal punto di vista giuridico, rende inoltre necessario tenere conto delle clausole contrattuali come espressione della pratica professionale e della realtà del diritto della assicurazioni private

    Criteria and Tools for the Application of H-BIM. The digitized management of the processes between theory and practice

    No full text
    La ricerca si pone l’obiettivo di analizzare strumenti e metodi per l’applicazione dell’H-BIM comprendendone le criticità e fornendo soluzioni utili in questo campo. Al contempo la finalità non è circoscrivibile alla semplice produzione di modelli 3D semanticamente strutturati e parametrici a partire da una nuvola di punti ottenuta con un rilievo digitale, ma si propone di definire i criteri e le metodiche di applicazione delle H-BIM all’interno dell’intero processo. L’impostazione metodologica scelta prevede un processo che parte dalla conoscenza dello stato dell’arte in tema di H-BIM con lo studio dell’attuale normativa in materia e i casi studio di maggior rilevanza. Si è condotta una revisione critica completa della letteratura in merito alla tecnologia BIM e H-BIM, analizzando esperienze di utilizzo della tecnologia BIM nel settore edile globale. Inoltre, al fine di promuovere soluzioni intelligenti all’interno del Facility Management è stato necessario analizzare le criticità presenti nelle procedure, rivedere i processi e i metodi per raccogliere e gestire i dati, nonché individuare le procedure adeguate per garantire il successo dell’implementazione. Sono state evidenziate le potenzialità procedurali e operative legate all’uso sistematico delle innovazioni digitali nell’ottica del Facility Management, oltre che allo studio degli strumenti di acquisizione ed elaborazione dei dati e di post-produzione. Si è proceduto al testing su casi specifici per l’analisi della fase di Scan-to-BIM, differenziati per tipologia di utilizzo, data di costruzione, proprietà e localizzazione. Il percorso seguito ha permesso di porre in luce il significato e le implicazioni dell’utilizzo del BIM nell’ambito del Facility Management, sulla base di una differenziazione delle applicazioni del modello BIM al variare delle condizioni in essere. Infine, sono state definite le conclusioni e formulate raccomandazioni riguardo al futuro utilizzo della tecnologia H-BIM nel settore delle costruzioni. In particolare, definendo l’emergente frontiera del Digital Twin, quale veicolo necessario nel futuro della Costruzione 4.0.The research aims to analyze tools and methods for the application of H-BIM, understanding its criticalities and providing useful solutions in this field. At the same time, the aim is not limited to the simple production of semantically structured and parametric 3D models starting from a cloud of points obtained with a digital survey but aims to define the criteria and methods for the application of H-BIM within the whole process. The methodological approach chosen provides a process that starts from the knowledge of the state of the art in the field of H-BIM with the study of the current legislation on the subject and the case studies of greatest relevance. A comprehensive critical review of the literature regarding BIM and H-BIM technology was conducted, analyzing experiences of using BIM technology in the global construction industry. Furthermore, to promote intelligent solutions within Facility Management, it was necessary to analyze the critical issues present in the procedures, review the processes and methods to collect and manage data, and identify the appropriate procedures to ensure successful implementation. The procedural and operational potential linked to the systematic use of digital innovations in Facility Management has been highlighted, as well as the study of data acquisition, processing, and post-production tools. We proceeded to the testing of specific cases for the analysis of the Scan-to-BIM phase, differentiated by type of use, date of construction, ownership, and location. The path followed has allowed to highlight the meaning and implications of the use of BIM in Facility Management, based on a differentiation of the applications of the BIM model in varying conditions. Finally, conclusions were defined, and recommendations made regarding the future use of H-BIM technology in the construction industry. Defining the emerging frontier of Digital Twin, as a necessary vehicle in the future of Construction 4.0

    L'interesse ambientale nel procedimento amministrativo tra esigenze di semplificazione e tutela rafforzata

    No full text
    Il presente lavoro si propone di esaminare la rilevanza dell’interesse ambientale all’interno del procedimento amministrativo, la quale è data dalla qualificazione di “valore fondamentale e primario” dell’ambiente da parte della Corte Costituzionale. Viene dunque esaminata l’emersione dell’ambiente all’interno del procedimento amministrativo, essendo quest’ultimo la sede naturale in cui i vari interessi si confrontano. In tale contesto verranno anche descritti i principi ambientali poiché sono stati riconosciuti espressamente come “principi generali dell’attività amministrativa”. All’interno del procedimento amministrativo l’ambiente poi rientra fra gli interessi “sensibili”, a cui è accordata una tutela rafforzata al fine di porre un limite all’applicazione degli istituti di semplificazione. Tuttavia, la semplificazione è stata riconosciuta dalla stessa Corte Costituzionale “strumento necessario a garantire una tutela unitaria e non frazionata del bene ambiente”. Le ultime riforme, in virtù della semplificazione, hanno così esteso forme di silenzio assenso endo-procedimentali anche agli atti delle amministrazioni preposte alla tutela degli interessi sensibili, ponendosi però in contrasto con il principio per cui in capo alle pubbliche amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente sussiste l’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso che dia conto dell’istruttoria svolta. La tesi, dunque, analizza come la dottrina e la giurisprudenza hanno cercato e cercano ancora di conciliare le esigenze di semplificazione con la complessità intrinseca della materia ambientale

    Preparing the'68:Essaysts and writers in the reviews of the Italian New Left

    No full text
    Nel presente scritto si traccia una storiografia del rapporto tra partiti e intellettuali tra gli anni 1956 e 1967. Particolare rilevanza viene data ai temi filosofici (lo svecchiamento del marxismo e la polemica con il neopositivismo, la ricezione italiana di Lukács e Adorno), politici (il rapporto con la situazione sindacale e le lotte di classe, la congiuntura economica del ’63-’64, i mutamenti di strategia con le teorizzazioni della via italiana al socialismo e del controllo operaio, i problemi del centrosinistra e del riformismo, le lotte internazionali degli anni Sessanta) e letterari (il dibattito sul realismo, quello su industria e letteratura, la critica del populismo e delle istituzioni letterarie) discussi nelle riviste della sinistra intellettuale e poi Nuova Sinistra. Il lavoro delle riviste visto come laboratorio e luogo di interconnessione dei militanti e delle teorie è tenuto presente attraverso letture e analisi di «Ragionamenti», «Officina», «Il Contemporaneo», «Quaderni Rossi», «Classe Operaia», «Quaderni Piacentini». Tra le figure di intellettuali analizzate Panzieri, come dirigente di partito e come aggregatore intellettuale, Fortini, autore prolifico sulle riviste in questione e di libri come Dieci inverni e Verifica dei poteri, Solmi, introduttore della Scuola di Francoforte e come mediatore della Nuova Sinistra americana in Italia, Cases, interprete di Lukács e polemista, Asor Rosa, estensore al versante critico letterario del punto di vista operaio e critico del populismo in Scrittori e popolo, Tronti, per il suo elevato ruolo teorico in «Quaderni Rossi» e «classe operaia». Particolare spazio è dedicato alla risonanza italiana di vari eventi storico-politici: il XX congresso del PCUS e l’VIII e l’XI del PCI, l’insurrezione Ungherese del 1956, le guerre d’Algeria e del Vietnam, La Rivoluzione Culturale cinese, La contestazione americana degli anni Sessanta, la lotta sindacale in Italia tra 1959 e 1967, La crisi economica del 1963-1964, il Ventennale della Liberazione.This research provides a history of the relationship between political parties, trade unions and intellectuals from mid Fifties to late Sixties (1956-1967) that focuses on the making of intellectual connections that gave birth to some of the most important reviews of the Italian New Left: «Ragionamenti», «Officina», «Quaderni Rossi», «Classe operaia», «Quaderni Piacentini. Special relevance is accorded to philosophical issues as the renewing of a Marxist perspective and the Italian reception of Lukács and of the Frankfurt School as well as to the major topic of the debate on literature: the question of neo-realism, the new links between industry and literature, populism in contemporary Italian literature, and criticism of cultural industry. Great part of the work consists in an analytical account of Italian political and social history. Some chapters focuses on political matters as the growing of class-struggle and strikes in early Sixites, the economical crisis of ’63-’64, the strategies and the alliances made respectively by the Communists and the Socialists, from the soviet invasion of Hungary to the international struggles of late Sixties (In Vietnam, in Latin America, Africa and with the widespreading of civil rights movements in the West). Some chapters are dedicated to a specific intellectual personality or to a particular book. Raniero Panzieri, socialist leader and founder of «Quaderni Rossi», Franco Fortini, who wrote two deeply influencing books: Dieci Inverni and Verifica dei poteri, Renato Solmi and Cesare Cases of whom is studied the work of diffusion of German philosophy, Asor Rosa and Mario Tronti that are at the origin of Italian workerism with their works Scrittori e popolo and Operai e Capitale. The questions of the political limits and conditions of the intellectual intervention in class-struggle and the role of culture in a neo-capitalist society can be considered the general frame of the entire work

    L’INTERVENTO DI TERZI DI FRONTE ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO Genesi ed evoluzione del contraddittorio convenzionale e fattori di “permeabilità” del processo costituzionale

    No full text
    L’indagine si propone di studiare l’intervento di terzi di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo, con l’obiettivo, in primo luogo, di evidenziare come l’istituto processuale in parola sia correlato, in direzione biunivoca, alle profonde trasformazioni che hanno interessato il processo convenzionale e, altresì, di valutare il contributo che tali interlocutori apportano ad una corte “materialmente” costituzionale in termini di legittimazione e nel dialogo con le altre Corti supreme e costituzionali, nazionali e sovranazionali. Lo studio è stato condotto attraverso le chiavi di lettura esplicitate all’inizio della trattazione (capitolo I); senza voler semplificare l’ampio dibattito dottrinale che si è sviluppato sul tema, è possibile, infatti, affermare che la Corte EDU viva con due “anime”, una internazionalista, originaria, e una costituzionalista, che si è accentuata, in particolar modo, con il graduale riassestamento procedurale resosi necessario a causa della congestione del processo dovuta al “sovraffollamento” dei ricorsi individuali. Lo strumento processuale in esame può, pertanto, essere analizzato da entrambe queste angolazioni, come testimoniano i numerosi studi di diritto internazionale sull’argomento che, spesso, assumono come prospettiva privilegiata di osservazione la crescente rilevanza della partecipazione della società civile al «processo giuridico globale». Nel capitolo II, si è poi proceduto ad un’analisi diacronica del processo convenzionale, dando conto dell’evoluzione normativa che, a partire dalla fine degli anni ’70, sulla scia dei leading cases Winterwerp c. Paesi Bassi (1979), Tyrer (1978) e Young James e Webster (1981) c. Regno Unito, ha consentito l’ampliamento del contraddittorio di fronte alla Corte EDU, prima, attraverso l'approvazione del nuovo Regolamento di procedura del 1982, poi, nel 1998 – con l’entrata in vigore del Protocollo n. 11 e l’inaugurazione, secondo molti, di una “nuova Corte”, attraverso la consacrazione del ricorso individuale diretto e l’obbligatorietà della sua giurisdizione – con la modifica dell’art. 36 della Convenzione, che, congiuntamente all’art. 44 del Regolamento di procedura, disciplina attualmente «l’intervento dei terzi». Nello specifico, la disposizione in parola attribuisce allo Stato diverso da quello convenuto, di cui sia cittadino il ricorrente (par. 1) e, in seguito ad un’ulteriore modifica introdotta con il Protocollo n. 14, al Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa (par. 3), un vero e proprio diritto ad intervenire nel processo, presentando osservazioni scritte e partecipando alle udienze, mentre, per le altre “Alte Parti contraenti” che non siano parte in causa e per ogni «altra persona interessata diversa dal ricorrente» (par. 2), tale possibilità è rimessa alla valutazione discrezionale del Presidente della Camera, che può invitarli o autorizzarli a partecipare, nelle forme sopra indicate, «nell’interesse della corretta amministrazione della giustizia». Tale norma, corredata dalle indicazioni contenute nel già citato art. 44 Reg., costituisce la comune base giuridica per l’intervento di soggetti ulteriori rispetto alle parti lato sensu necessarie e, tuttavia, tra di loro profondamente eterogenei. Oltre a figure processuali che, anche da un punto di vista sostanziale, sono più marcatamente riconducibili all’istituto dell’amicus curiae (prevalentemente ONG, ma anche, ad esempio, organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani, nonché lo stesso Commissario per i diritti dell’uomo), la medesima disposizione consente l’ingresso nel processo convenzionale agli Stati diversi da quello convenuto, così come a soggetti privati direttamente coinvolti nei fatti di causa, quali, ad esempio, la controparte del procedimento interno da cui ha avuto origine il ricorso e nei cui confronti il seguito nazionale della pronuncia europea (soprattutto, in caso di un eventuale superamento del giudicato interno) potrebbe dispiegare effetti pregiudizievoli diretti e concreti. I differenti profili di interesse, nonché gli aspetti problematici relativi a ciascuna delle figure menzionate, sono oggetto di specifica trattazione nel capitolo III che si concentra, poi, sull’esame delle regole che ne caratterizzano l’ingresso e la partecipazione al processo convenzionale. Infine, nel capitolo IV, si è cercato di stabilire un confronto tra il contraddittorio “aperto” che si svolge di fronte alla Corte EDU e quello tendenzialmente “chiuso” della nostra Corte costituzionale, al fine di cogliere gli indici di una possibile futura estensione della platea di interlocutori nel giudizio (in via incidentale) delle leggi. Alla luce di una sintetica analisi dell’itinerario giurisprudenziale che ha visto consolidarsi una posizione di temperata chiusura del contraddittorio costituzionale – la conclusione dell’elaborato, preme specificarlo, è stata praticamente contestuale alle modifiche apportate alle Norme integrative nel gennaio 2020 – l’analisi condotta nel capitolo IV si appunta, da un lato, su alcuni indici di «irrequietudine» emergenti dal «diritto di origine giudiziaria» della Corte costituzionale, tra cui, in particolare, il “provvedimento Lattanzi” del 2018, che ha rimodulato le regole di accesso agli atti processuali per coloro che fanno richiesta d’intervento. Dall’altro, sui possibili “impulsi” provenienti dal continuo misurarsi della stessa con modelli processuali diversi, segnatamente con quello sovranazionale del giudice di Strasburgo, caratterizzato, come si è detto, da un contraddittorio “aperto”. In questa prospettiva, le riflessioni conclusive prendono spunto dalle intersezioni esemplificative che hanno caratterizzato, anche dal punto di vista del contraddittorio, la vicenda processuale del regime ostativo, ovvero quella “presunzione irrefragabile di pericolosità sociale” derivante dall’assenza di collaborazione con la giustizia che, a distanza di pochi mesi, ha visto pronunciarsi prima la Corte di Strasburgo (Corte EDU, Sez. I, Viola c. Italia, ric. n. 7763/2016, 13 giugno 2019), sulla preclusione alla concessione della liberazione condizionale – dunque, sul così detto ergastolo ostativo – e, più recentemente, la Corte costituzionale, che ha invece sottratto alla generale applicazione di tale meccanismo la sola concessione dei permessi premio (Corte cost., sent. n. 253 del 2019). Dopo aver tratteggiato i rapporti di reciproca “collisione” tra i due giudizi, l’analisi si focalizza sulle richieste di intervento di terzi depositate in occasione del giudizio di costituzionalità, in modo particolare su quello del Garante nazionale delle persone detenute o private della libertà personale, per evidenziare come le argomentazioni talora inedite proposte da tali soggetti e i richiami, in punto di ammissibilità, alle regole del processo convenzionale, possano costituire, nel lungo termine, un non trascurabile fattore di sollecitazione verso una maggiore apertura del giudizio

    Dati, modelli e soluzioni

    Get PDF
    Il prodotto di tesi consiste in un podcast, il primo episodio di una serie che ha per argomento il progetto di ricerca iHeart. Questo progetto di ricerca ha sviluppato - e sta continuando a sviluppare - una simulazione, basata su modelli matematici, del cuore e delle funzioni cardiache. La serie è stata realizzata per la rivista online di matematica MaddMaths! e sarà distribuita attraverso i loro canali

    Variazioni di diatesi: uno studio su latino e greco antico.

    No full text
    My master thesis focuses on a group of latin deponent verbs (III-I sec. b.C.) selecting both active and middle endings without functional opposition. I argue that arguments’ semantic properties (degree of animacy, agentivity and affectedness of the arguments; number of partecipants to the event; type of thematic role assigned to the syntactic subject) and formal features of the predicates involved (presence of -sk- suffix and derivation from nouns) represent the main causes of the oscillation in voice selection. Evidence from Ancient Greek confirms the hypothesis. La tesi analizza il fenomeno di variazione di diatesi priva di valore funzionale che affligge un gruppo di verbi deponenti latini del periodo pre-classico. Si è inteso mostrare che alla base del fenomeno stanno le proprietà inerenti e relazioni degli argomenti del verbo - i.e. il grado di animatezza, agentività e affectedness degli argomenti, il numero di partecipanti all’evento, il ruolo tematico assegnato al soggeSo sintaSico dal verbo - interagenti con alcuni aspeSi formali dei predicati coinvolti - la selezione di particolari morfemi derivativi e la derivazione verbale da nomi. Una conferma dell’ipotesi avanzata deriva dal greco antico, i cui dati confermano la rilevanza dei faSori semantici e formali sopra elencati nei fenomeni di variazione di diatesi priva di valore funzionale

    La rilevanza dei fattori ESG nelle valutazioni finanziarie. Aspetti teorici ed evidenze empiriche.

    No full text
    Le attività immateriali tra gli anni ’90 e i 2000 hanno iniziato ad assumere un’importanza sempre maggiore nei bilanci delle imprese, ciò in conseguenza dell’avvento delle società tecnologiche, di servizi, le internet companies e i social media, che si contraddistinguono per i modelli di business capital “light”. In un contesto del genere, nel quale si evidenzia la limitatezza dell’analisi di bilancio tradizionale, emerge il bisogno crescente di effettuare nuovi investimenti per valutare nel miglior modo possibile la sostenibilità nel lungo termine delle aziende. Inoltre, negli ultimi anni, un numero crescente di società sta avviando iniziative di Corporate Social Responsibility, cioè volte all’integrazione di questioni sociali ed ambientali nel modello di business e nelle attività operative aziendali. L’integrazione dei dati non finanziari relativi ai criteri ambientali, sociali e di governance (criteri ESG) all’interno dell’analisi finanziaria tradizionale costituisce una valida modalità per andare incontro a questa sfida. I fattori ESG sono essenziali alla valutazione delle aziende, in quanto sono collegati direttamente ai fondamentali delle società, inoltre, permettono di migliorare l’individuazione dei rischi poiché contribuiscono ad individuare gran parte delle esternalità negative aziendali. Un’ottima performance relativa ai fattori ESG significa una migliore efficienza nell’utilizzo delle risorse e una maggior coerenza tra gli interessi del management e gli obbiettivi generali aziendali. Va detto però che tradizionalmente le analisi finanziarie non tenevano conto dei criteri ambientali e sociali. La nascita di questa necessità sottolinea come tali questioni sono sempre più incorporate nell’attività delle aziende, inserendosi persino nelle loro strategie e dando prova che, rivolgere l’attenzione ai bisogni dei vari stakeholder e alla tutela dell’ambiente, può produrre opportunità di crescita e di profitto, tematiche inevitabilmente considerate dagli analisti. L’interrogativo a cui si è cercato di rispondere nel presente elaborato è se esiste una relazione tra i parametri ESG e i metodi valutativi applicati dagli analisti finanziari nell’elaborazione degli studi societari. A tale scopo, volendo esaminare il rapporto tra gli analisti finanziari, i loro metodi valutativi e la sostenibilità ambientale, è stato elaborato un apposito questionario di rilevazione ESG che si pone un duplice obbiettivo. Da un lato, risulta utile a capire come gli analisti tengano conto dei fattori ESG nel processo valutativo negli Equity Research, quindi in che modo si passi dal dato qualitativo ESG a quello quantitativo rilevante, valorizzando i loro punti di forza in termini di integrazione dei dati ESG. Dall’altro, costituisce uno strumento di rilevazione idoneo al fine di comprendere, qualora fosse disponibile un sistema di rating ESG dell’azienda oggetto di valutazione, l’impatto dei vari parametri quantitativi utilizzati dagli analisti nell’applicazione dei metodi valutativi all’interno del processo di stima. La presente tesi è strutturata in due parti: nella prima teorica viene presentata una panoramica sulle caratteristiche ed il ruolo degli analisti finanziari, l’integrazione delle questioni ESG con il mercato finanziario e la “relazione” teorica tra gli analisti e la sostenibilità; in aggiunta a ciò, viene indicato il contenuto e i limiti degli Studi Societari, i principali metodi di valutazione adottati dagli analisti negli studi societari. Successivamente viene presentata una panoramica generale in merito alla valutazione d’azienda nel mondo ESG, all’evoluzione normativa in materia ESG e allo sviluppo della finanza sostenibile. Nella seconda parte si procederà ad una analisi empirica volta a rispondere agli interrogativi sopracitati tramite un’indagine sulla rilevanza dei fattori ESG e sulla loro integrazione all’interno dei metodi valutativi adottati dagli analisti, che avverrà tramite la creazione di un questionario d’indagine somministrato a tutti gli analisti finanziari che elaborano i report estrapolati dalla Borsa Italiana. Il primo capitolo pone l’attenzione, per quanto riguarda gli analisti, sul ruolo degli analisti sell-side e sulle prospettive di osservazione relativamente all’integrazione dell'ESG; mentre relativamente agli studi societari, si pone l’attenzione sulla loro definizione, provvedendo poi ad una rassegna dei principali articoli in letteratura. E’ da evidenziare come gli Studi Societari nascano dalla prassi e per, tale ragione, manca ancora un valida base teorica per l’analisi e la stesura di tali Report. Il secondo capitolo si incentra sui principali metodi di valutazione utilizzati negli studi societari e sulle problematiche sottolineate in letteratura riconducibili prevalentemente ad un uso opportunistico delle metodologie, nel caso dei multipli, e di una metodologia semi-sofisticata nel caso dei finanziari; con un breve focus nella parte finale sulla finanza comportamentale e l’effetto gregge. Il terzo capitolo si incentra sul ruolo della performance e dell’integrazione ESG nella crescita del valore aziendale e sulla diffusione delle pratiche ESG e l’azione dell’Unione europea in materia. Data la crescente importanza e attualità relativa alla tutela dell’ambiente, i governi adottano misure dirette a contrastare tale problematica in modo tale da soddisfare i bisogni e le aspettative di un vasto gruppo di portatori di interesse. Perciò si è provveduto alla descrizione dell’evoluzione normativa in ambito ESG effettuando un’analisi delle principali normative e accordi che caratterizzano il mercato finanziario sia a livello europeo sia nazionale, evidenziando inoltre il ruolo dell’informativa societaria e gli standard di riferimento per la comunicazione delle non-financial information, che attualmente giocano un ruolo fondamentale. L’analisi prosegue nel quarto capitolo tramite la descrizione dello sviluppo nel tempo della Finanza Sostenibile e delle Strategie condivise “ESG” con focus sull’investimento sostenibile e responsabile e sul mercato e la crescita degli investimenti sostenibili. L’ultima parte di questo quarto capitolo passa in rassegna gli aspetti teorici attraverso una revisione della letteratura in ambito ESG. La seconda parte è introdotta dal capitolo 5, che approfondisce i vari aspetti inerenti la misurazione dei fattori ESG in ambito finanziario, quindi in primis si dedica agli indici di sostenibilità, al ruolo delle agenzie di rating, evidenziandone i limiti. Successivamente viene descritta l’evoluzione della filosofia d’investimento del Value Investing basata sulla selezione di quei titoli sottovalutati dal mercato così da poter sviluppare rendimenti maggiori nel tempo, con specifico focus sul principio di materialità e l’evidenza empirica Europea sull’ Integrazione variabili ESG nel value investing L’ultimo capitolo descrive l’analisi empirica svolta sulla borsa italiana. In primis si incentra sul metodo di selezione del campione e sulla composizione degli analisti finanziari dello stesso, per proseguire con l’indicazione dell’impostazione teorica atta a verificare il grado di sostenibilità dei metodi valutativi negli studi societari e la descrizione del questionario, evidenziandone i punti di forza e di debolezza. In ultima analisi verranno esposti i risultati di tale questionario uniti ad un esame dettagliato sui comportamenti valutativi in prevalenza riscontrati dalle risposte degli analisti, traendo le conclusioni in merito. Infine, si evidenziano i possibili sviluppi della presente ricerca ed i limiti nella costruzione del questionario di rilevazione ESG

    Pensare l’agone: Foucault, Cassin e la storia dell’esclusione della sofistica

    Get PDF
    Sia Michel Foucault sia Barbara Cassin guardano in particolare al pensiero aristotelico e alle fonti, risalenti al V secolo a. C., attribuite al retore Gorgia per ricostruire la storia della strategica esclusione della sofistica dalla tradizione filosofica occidentale. Entrambi risalgono alla scena dell’agone retorico che Aristotele ingaggia con Gorgia e provano che il sofista ha prodotto un’analisi originale della teatralità del politico parlando di scene del logos
    • …
    corecore