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    «Italiano a scuola». Un luogo di dialogo, un fervido cantiere

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    This contribution reproduces the speech held during the presentation of the Journal «Italiano a scuola» reviewing its first three years of existence, which took place before the annual assembly of the ASLI Scuola (Roma, Università di Roma Tre, 9th November 2021).Il testo riproduce l’intervento tenuto in occasione della presentazione della rivista, con il bilancio delle sue prime tre annate, che si è svolta preliminarmente all’assemblea annuale dell’ASLI Scuola (Roma, Università di Roma Tre, 9 novembre 2021)

    Editorial

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    I nuovi spazi del museo urbano: il museo come operatore dinamico nei processi di trasformazione della città

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    L'abstract è presente nell'allegato / the abstract is in the attachmen

    La presenza dell’ordine Camilliano in Piemonte e Liguria: trasformazioni, demolizioni e perdita della memoria di un patrimonio architettonico di età moderna

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    L’ordine dei Chierici regolari Ministri degli Infermi, detti Camilliani dal nome del fondatore San Camillo de Lellis, trae la sua origine dalla compagnia dei servi degli infermi fondata nel 1582 per l’assistenza agli ammalati nell’ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma. La compagnia riceve lo statuto di ordine da papa Gregorio XIV con la bolla del 21 settembre 1591 che ne definisce il fine speciale, la formula di vita e le norme. I componenti sono tenuti al rispetto dei voti di castità, povertà e obbedienza, cui si aggiunge l’assistenza agli infermi. La presenza dei Camilliani nel territorio piemontese e ligure si attesta a partire dalla fine del XVI secolo con la fondazione delle case di Genova (Santa Croce e San Camillo, 1594, e Santa Maria dello Zerbino, 1618), Mondovì (1626), Occimiano (1628) e Torino (1678). Carattere distintivo degli insediamenti è l’inserimento all’interno di complessi architettonici preesistenti, con successivi ampliamenti e riplasmazioni degli spazi, ed una stretta connessione con le strutture ospedaliere cittadine in relazione alla spiritualità dell’ordine. Le vicende conseguenti alle soppressioni napoleoniche incidono in modo determinante sulla conservazione di tali beni, sottoponendoli a distruzioni, cambi di proprietà e destinazioni d’uso talora improprie: a fronte della demolizione della casa di Mondovì, si registrano oggi profonde trasformazioni che hanno coinvolto le case di Occimiano e dello Zerbino a Genova. La sede di Santa Croce rappresenta tuttora una presenza fisica nel contesto urbano genovese pur a fronte della demolizione del convento annesso alla chiesa e della successiva riedificazione della casa dell’ordine nella seconda metà del XX secolo. Il presente contributo intende illustrare gli esiti di una ricerca che ha indagato l’attuale consistenza del patrimonio architettonico dell’ordine Camilliano in area piemontese e ligure, focalizzando l’attenzione sui casi in cui gli interventi attuati a partire dal XIX secolo ne hanno determinato modifiche e cancellazioni. Attraverso l’apporto di fonti documentali ed iconografiche inedite e la ricognizione delle testimonianze materiali ancora riconoscibili, si procederà ad indagare la perdita dell’eredità tangibile ed intangibile che ha contraddistinto la storia di tali complessi a seguito delle trasformazioni subite

    Patrimonio architettonico religioso di ordini e congregazioni in Valle di Susa nel XXI secolo: uso sociale e ruolo delle committenze nei processi di trasformazione, restauro e valorizzazione

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    The historical importance of the Valsusina area derives from the constant confrontation between the settlements and the crossings; in fact, the Valley has always been one of the main routes across the Alps, starting from prehistoric times, and its history continues with the remains of the Roman era and with the medieval Via Francigena. The widespread presence in the territory of abbeys, the Prevostura of Oulx, the Cathedral in Susa, and the Carthusian monasteries, is the direct consequence of the frequentation of the pilgrims on the roads that led to the passes. Medieval churches are the most significant presence of the anthropization of the territory after the year 1000 and, together with a capillary monastic presence, characterize the religious settlements of the Valley. The Susa Valley has been affected in the last 40 years by significant transformations that have changed its environment and heritage, particularly the religious one. Orders and congregations have often shown themselves to be prudent commissions capable of interpreting and managing changes in the governance of their properties about a growing and widespread decline in vocations, the cause of undoubted difficulties in guaranteeing proper maintenance and conservation of assets entrusted to them. The proposed contribution intends to reflect on the modalities of transformation and compatibility of use of this heritage through the case study of the Abbey of Novalesa, highlighting the role of the religious commission and underlining how the activation of best practices in the conservation and enhancement processes, also with an objective aimed at social inclusion, is the result of a shared and synergistic action between the main stakeholders operating in the territory, the local authorities, and the clients

    La funzione politico-pedagogica degli intellettuali in Gramsci

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    Tra le ricerche che riguardano il pensiero di Antonio Gramsci, molte hanno avuto a tema l’approfondimento del ruolo degli intellettuali, producendo sovente fraintendimenti circa la funzione e il ruolo di questi ultimi nella società contemporanea. Scopo dell’articolo è cercare di vedere, attraverso un metodo filologico, la funzione pedagogico-politica degli intellettuali nel pensiero di Gramsci. Per fare ciò, si è cercato di approfondire il passaggio che va dallo scritto sulla questione meridionale ai Quaderni, al fine di sottolineare come, dal momento che tutti gli uomini sono intellettuali per Gramsci, essi non hanno immediatamente una funzione progressiva. In tal senso, si cercherà di vedere la differenza tra le funzioni politico-pedagogiche progressiva e regressiva attraverso l’interrelazione di questi termini con il concetto di autonomia

    Assessing the speed of an electric multiple-unit freight train on high-speed lines/Analisi della velocità di un elettrotreno merci a potenza distribuita su linee ad alta velocità

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    This paper aims at establishing the most appropriate maximum cruising speed for a freight electric multiple unit (F-EMU), i.e., a concept of a new-generation freight train with distributed power, diagnosable and suitable to run also on high-speed lines. Different scenarios were simulated on the Turin-Verona (I) line, trying to achieve a service with five subsequent F-EMUs departing after the end of the passenger service and arriving before the scheduled night-time maintenance operations on the infrastructure. The scenarios considered the current signalling systems (SCMT and ERTMS level 2) and ETCS level 3 with train-platooning. It has been shown that, because of the limitations due to the tarpaulin guaranteed resistance of swap bodies loaded on the flat wagons, the most convenient speed for the design of these trains is 160 km/h, being the best compromise for line capacity and the efficiency of the service. Moreover, given the homotachic nature of the foreseen scenarios, train-platooning would be a viable solution for avoiding delays and pursuing a more reliable service

    Al-Bustān. Las fincas aristocráticas y la construcción de los paisajes periurbanos de al-Ándalus y Sicilia

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    Navarro Palazón, Julio, editorLa presente publicación se enmarca en el Proyecto I+D+i «Almunias medievales en el Mediterráneo: Historia y conservación de los paisajes culturales periurbanos» (PID2019-111508GB-I00, dirigido por Julio Navarro Palazón), del Ministerio de Ciencia e Innovación. Agencia Estatal de Investigación. Proyectos de I+D+i, de los Programas Estatales de Generación de Conocimiento y fortalecimiento Científico y Tecnológico del Sistema de I+D+i y de I+D+i Orientada a los Retos de la Sociedad, del Plan Estatal de Investigación Científica y Técnica y de Innovación 2017-2020. Esta obra es también un fruto destacado del trabajo realizado en el marco de la Unidad Asociada de I+D+i Patrimonio Cultural Árabe e Islámico, Consejo Superior de Investigaciones Científicas-Universidad de Granada, a través de la Escuela de Estudios Árabes de Granad

    Media, linguaggi, comunicazione: scenari del presente e del futuro

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    Il volume rappresenta un resoconto della conferenza “Media, linguaggi, comunicazio- ne: scenari del presente e del futuro”, che si è svolta a Cagliari il 13 e 14 Ottobre 2022. La conferenza è stata organizzata in collabora- zione dall’Università di Cagliari, dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, e dalla Università di Roma “Tor Vergata”, con l’in- tento di mettere a confronto su alcuni temi fondamentali del panorama sugli scenari della comunicazione accademici e profes- sionisti, filosofi, sociologi, linguisti, ma an- che giornalisti, grafici, game designer. Cia- scun capitolo del testo si focalizza su una delle tematiche affrontate nei panel, con al- cune integrazioni necessarie a rendere frui- bile il volume. Nel complesso viene mostra- ta l’importanza della relazione, dei linguaggi e dei media rispetto agli effetti della comu- nicazione in ambito sociale, educativo, della comunicazione pubblica e culturale
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