1,744 research outputs found

    Il Ruolo della Regione nella riforma dello Statuto

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    Sommario: 1. Premessa. – 2. Il principio partecipativo. – 3. Il principio partecipativo e la specialità. – 4. L’esclusione del referendum nazionale

    Lo Stato d'eccezione e il Decreto Legge

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    L'étude soutient l'idée que le pouvoir d'exception ne peut pas changer de façon permanente le droit existant et montre que le décret du gouvernement prévu à l'article 77 de la Constitution italienne a la force mais pas la valeur de la loi. Tire la conclusion que le gouvernement peut suspendre les lois avec le décret-loi, mais pas avec les actes administratifs et que le Président de la République n'a pas de pouvoirs extraordinaires

    Crisi dello Stato liberale e teoria della costituzione in Italia

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    "Il problema decisivo del nostro contesto storico attuale riguarda il rapporto fra Stato e politica. Una dottrina formatasi nel XVI e XVII secolo, inaugurata da Nicolò Machiavelli, Jean Bodin e Thomas Hobbes, attribuiva allo Stato un importante monopolio: lo Stato classico europeo divenne l'unico soggetto della politica. Stato e politica furono indissolubilmente rapportati l'uno all'altra, allo stesso modo come, in Aristotele, «polis» e politica sono inseparabili. Il profilo classico dello Stato svanì quando venne meno il suo monopolio della politica e si insediarono nuovi, diversi soggetti della lotta politica, con o senza Stato, con o senza contenuto statale (Staatsgehahe)" E’ difficile trovare parole più chiare di queste scritte da Carl Schmitt per esprimere il punto di partenza del ragionamento sulla crisi dello stato liberale e sulla teoria della costituzione in senso materiale che sto per svolgere

    Il Principio di sussidiarietà e il sistema delle fonti

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    Il principio di sussidiarietà è espressamente menzionato dalla Costituzione in riferimento alle funzioni amministrative (art. 118) e all’esercizio del potere sostitutivo statale (art. 120). Ha però una portata molto più ampia di quanto appaia dalla lettera di tali disposizioni costituzionali: riguarda, infatti, non solo la funzione amministrativa, ma anche quella ‘normativa’, di carattere amministrativo e legislativo. Quindi incide anche sul sistema delle fonti, più precisamente, sulla ripartizione della potestà normativa tra le molteplici istituzioni che costituiscono la Repubblica ai sensi dell’art. 114 della Costituzione

    La colonna della discordia. Il Balbo Monument di Chicago tra propaganda e memoria

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    La colonna donata da Mussolini alla città di Chicago in ricordo della trasvolata atlantica di Italo Balbo rappresentò il tentativo fascista di penetrare nella società statunitense. Il monumento è divenuto, nel corso degli anni, un simbolo identitario per la comunità italo-americana cittadina. L’articolo ripercorre la storia del Balbo Monument dalle origini sino alle recenti manifestazioni che ne richiedono la rimozione, interrogandosi sul significato della sua permanenza sino ad oggi.The column offered by Mussolini to the city of Chicago in memory of Italo Balbo’s trans­oceanic flight symbolized the Fascist attempt to penetrate American society. Over the years, the monument has become a symbol of identity for the Italian-American community of the city. The article traces the history of the Balbo Monument from its origins to the recent protest for its removal, questioning the significance of its conservation to date

    La Funzione giurisdizionale della giustizia costituzionale

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    L’essai veut montrer que le contrôle centralisé de constitutionnalité est une fonction judiciaire. Il est donc incompatible avec la théorie de Kelsen que la justice constitutionnelle abroge les lois inconstitutionnelles et protège la constitution en préservant le compromis entre la majorité et la minorité du Parlement qui assure la paix sociale

    Il Premio di maggioranza alla prova dell’uguaglianza del voto

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    Qui di seguito sviluppo l’idea che l’uguaglianza regola la manifestazione del voto e l’esito della votazione, il diritto al voto e all’elezione. Non riguarda invece la rappresentatività dell’elezione. Questa è un fondamento del governo rappresentativo, ma non è tutto. Il governo deve essere democratico, oltre che rappresentativo; e la democrazia è molto esigente nei confronti dell’elezione: pretende l’uguaglianza degli elettori, intesa nel senso che il voto da essi espresso deve avere lo stesso peso, cosicché ciascun cittadino nella scelta dei governanti conti quanto l’altro, senza alcuna discriminazione. Il governo democratico-rappresentativo richiede allora la rappresentatività degli eletti e l’uguale valore dei voti. E’ un’interpretazione del diritto costituzionale, la quale ha molto a che vedere con la democrazia. Tuttavia non tratto della teoria democratica. Questa dottrina politica sta sullo sfondo del discorso. La evoco preliminarmente e conclusivamente per indicare il punto di connessione tra essa e il diritto positivo come io lo intendo, quindi per mostrare la portata e non il fondamento della ricostruzione. Insomma, qui espongo un’interpretazione del diritto costituzionale e non una teoria della democrazia. Il sistema elettorale, dunque, deve superare due test di legittimità: la rappresentatività dell’elezione e l’uguaglianza del voto. Qui mi occupo principalmente di quest’ultimo tema, perché considerato sotto il profilo che qui suggerisco è inesplorato e promettente. Lo studio dell’uguaglianza del sistema elettorale presuppone l’accettazione dell’interpretazione secondo cui l’uguaglianza incide non solo sulla modalità di espressione del voto da parte dell’elettore, ma anche sulla regola che determina i seggi corrispondenti ai voti dati, quindi stabilisce l’elezione del candidato. Perciò, prima, argomento questa interpretazione e, poi, discuto della legittimità dei sistemi elettorali utilizzati in Italia

    Telemedicine: Issues in the Analysis of Its Use in Elderly People and in People with Disabilities, According to the Perspective of the Clinical Psychology of Disability

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    The recent COVID-19 pandemic has led to a sudden increase in the speed of the digitization process, which has affected several areas of life (public administration, schools, universities, and healthcare, and extending to so-called "digital citizenship") [...]

    Long-term motor deficit in brain tumour surgery with preserved intra-operative motor-evoked potentials

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    Muscle motor-evoked potentials are commonly monitored during brain tumour surgery in motor areas, as these are assumed to reflect the integrity of descending motor pathways, including the corticospinal tract. However, while the loss of muscle motor-evoked potentials at the end of surgery is associated with long-term motor deficits (muscle motor-evoked potential-related deficits), there is increasing evidence that motor deficit can occur despite no change in muscle motor-evoked potentials (muscle motor-evoked potential-unrelated deficits), particularly after surgery of non-primary regions involved in motor control. In this study, we aimed to investigate the incidence of muscle motor-evoked potential-unrelated deficits and to identify the associated brain regions. We retrospectively reviewed 125 consecutive patients who underwent surgery for peri-Rolandic lesions using intra-operative neurophysiological monitoring. Intraoperative changes in muscle motor-evoked potentials were correlated with motor outcome, assessed by the Medical Research Council scale. We performed voxel-lesion-symptom mapping to identify which resected regions were associated with short- and long-term muscle motor-evoked potential-associated motor deficits. Muscle motor-evoked potentials reductions significantly predicted long-term motor deficits. However, in more than half of the patients who experienced long-term deficits (12/22 patients), no muscle motor-evoked potential reduction was reported during surgery. Lesion analysis showed that muscle motor-evoked potential-related long-term motor deficits were associated with direct or ischaemic damage to the corticospinal tract, whereas muscle motor-evoked potential-unrelated deficits occurred when supplementary motor areas were resected in conjunction with dorsal premotor regions and the anterior cingulate. Our results indicate that long-term motor deficits unrelated to the corticospinal tract can occur more often than currently reported. As these deficits cannot be predicted by muscle motor-evoked potentials, a combination of awake and/or novel asleep techniques other than muscle motor-evoked potentials monitoring should be implemented
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