55 research outputs found

    Epistole e prosimetri inediti del Feliciano. Fonti delle Porretane

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    La maggior parte dei contributi dedicati a Sabadino degli Arienti e più in particolare alla sua sfaccettata raccolta di novelle intitolata le Porretane, non dimentica di citare le novelle iii e xivche ritraggono in toni vivaci e sottilmente parodici l’eccentrica figura di Felice Feliciano, fornendone una delle immagini piùvive e gustose. In genere la saggistica limita a questo i rapporti fra i due personaggi, ma forse, sfogliando le ricche carte che il Feliciano ci ha lasciato e che finora so..

    Сборници с новели през епохата на Хуманизма в Италия.

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    Студията очертава, като анализира три представителни за периода сборника с новели, тенденциите в развитието на италианската ренесансова новела

    Nympha super ripam Danubii

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    La prosa narrativa italiana dalle Origini al Settecento

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    L'articolo ripercorre la storia della lingua impiegata nella prosa narrativa di finzione dalle Origini alla fine del Settecento, mettendone in luce le peculiarità morfosintattiche e lessicali e mostrandone le differenze rispetto alla lingua impiegata negli altri generi letterari

    Les problemes du couple:Une Réalité voilée

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    Paratesti e cornici nelle raccolte di novelle italiane e inglesi dal Trecento al primo Seicento

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    Questa tesi di dottorato analizza, contestualizza e propone un\u2019interpretazione dell\u2019impiego di paratesti e cornici nelle raccolte di novelle italiane e inglesi scritte tra la met\ue0 del Trecento e il primo Seicento. Gli autori di opere novellistiche hanno utilizzato paratesti e cornici in modi diversi, dando prova delle numerose funzioni rivestite da questi testi liminari: alcune raccolte presentano soltanto paratesti di varia tipologia (lettere di dedica, conclusioni d\u2019autore, prologhi), mentre altre sfruttano, oltre ai paratesti, anche una cornice o storia portante, incentrata sulle vicende di un gruppo di personaggi che si raccontano le novelle di cui \ue8 formata l\u2019opera. Molti studiosi si sono dedicati allo studio della cornice in contesto italiano; poco, tuttavia, \ue8 stato scritto in prospettiva comparata, guardando ad uno tra i Paesi europei maggiormente influenzati dalla novella italiana: l\u2019Inghilterra. Le indagini dedicate alla diffusione della novellistica italiana nel mondo inglese, infatti, si sono spesso focalizzate sulla ripresa di trame e motivi narrativi, mentre il ruolo dei testi liminari \ue8 stato sottovalutato o trascurato. Va aggiunto, inoltre, che le stesse raccolte di racconti di et\ue0 elisabettiana e giacomiana sono state spesso percepite come semplici bacini di raccolta di storie riadattate dal teatro dell\u2019epoca. Eppure esse dimostrano un uso consapevole e ben calibrato di cornici e paratesti, che svelano a loro volta sia significativi punti di contatto sia innovative divergenze rispetto ai modelli italiani. Paratesti e cornici, infatti, sono elementi tutt\u2019altro che accessori nell\u2019economia delle opere di appartenenza, tanto italiane quanto inglesi: i primi, in particolare, costituiscono il luogo privilegiato in cui vengono illustrati i progetti dell\u2019autore e il suo rapporto con il pubblico e veicolano informazioni di carattere ideologico e culturale in merito alla composizione delle novelle. Le seconde suggeriscono specifiche visioni del mondo, che rivelano quali posizioni autoriali soggiacciano alla costruzione della finzione narrativa. Una prima parte della tesi \ue8 costituita dall\u2019analisi dei paratesti attraverso motivi ricorrenti, ossia l\u2019illustrazione di fonti e modelli, l\u2019esposizione dello scopo dell\u2019opera, la determinazione del pubblico. Segue una sezione espressamente dedicata allo studio delle cornici: essa ha lo scopo di verificare il ruolo che gli autori italiani e quelli inglesi hanno attribuito alla brigata dei novellatori. Da un lato, quest\u2019analisi di paratesti e cornici permette di valutare l\u2019evoluzione della tradizione novellistica nei due diversi Paesi, svelando la consapevolezza dei diversi scrittori in merito al loro rapporto con i predecessori e alle specifiche caratteristiche del genere impiegato. Dall\u2019altro, la prospettiva comparata adottata in questa ricerca consente di gettare luce sulle specifiche relazioni esistenti tra il genere novellistico italiano e la raccolta di racconti inglese. Vengono, infatti, contestualizzate e motivate affinit\ue0 e divergenze nel rapporto tra gli autori-modello e i loro epigoni, mettendo in risalto le peculiarit\ue0 dovute a specifici contesti storico-culturali: il vivace mercato editoriale inglese di et\ue0 elisabettiana e giacomiana ha, infatti, condizionato in maniera considerevole la ricezione della novella italiana e il suo specifico riadattamento.This PhD thesis analyses, contextualises, and offers an interpretation of the employment of paratexts and frame tales in Italian and English collections of novellas written between the mid-fourteenth and early-seventeenth centuries. Writers of novellas used paratexts and frame tales in different ways, displaying the multifarious functions of these liminal texts: some collections of novellas employed only paratexts (letters of dedication, authorial conclusions, prologues), while others exploited both paratexts and a frame tale. The latter is the story of a group of characters who tell each other the novellas making up the collection. Italian frame tales have received much critical attention, and yet no substantial combined inquiry of Italian and English examples has been carried out to date, even though England has been deeply influenced by the Italian novella tradition. Academic studies on the reception of Italian novellas in England are often exclusively focused on the way English imitators appropriated and recast Italian plots, while the framing devices are usually overlooked, or even neglected. Moreover, Elizabethan and Jacobean collections of tales have often been considered only as plot sources for contemporary playwrights. Nevertheless, they reveal a conscious use of paratexts and frame tales, which show both similarities and innovative differences compared with their Italian antecedents. Indeed, paratexts and frame tales play a seminal role in the Italian and English collections of tales: the former foreground the pragmatic context of the author-reader communication, suggesting the cultural, ideological, and circumstantial factors affecting the composition of the novellas. The latter convey specific worldviews drawing the boundaries of the ideological perspective behind the construction of their narrative world. The first part of the thesis is centred on the analysis of recurring topics in the paratexts: from the definition of sources and models, to the explanation of the aims of the novellas collections, to the choice of the reading public. The following section is specifically devoted to a discussion of the frame tales, aiming to illustrate which role the groups of narrators were given by their Italian or English authors. On the one hand, this research on paratexts and frame tales assesses the evolution of the novella tradition in Italy and England, revealing the authors\u2019 awareness of both the authority of their predecessors and the specific characteristics of the genre they employed. On the other hand, thanks to its comparative approach, this thesis provides an insight into the peculiar relations between the Italian novella tradition and English collections of tales. It identifies and explains affinities and differences between Italian models and English imitators, highlighting the peculiarities connected to specific cultural and historical backgrounds. Indeed, the dynamic Elizabethan and Jacobean publishing industry deeply influenced the reception of Italian novellas in England and their reshaping

    Per un ritratto del buon ambasciatore. Regole di comportamento e profilo dell\u2019inviato negli scritti di Diomede Carafa, Nicol\uf2 Machiavelli e Francesco Guicciardini

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    Memoriali e ricordi nella tradizione italiana (F.S.) Nelle cancellerie italiane del tardo medioevo e della prima età moderna circolavano molti testi a corredo dell’attività diplomatica : avvisi, avvertimenti, diari, estratti, exempla, informazioni, istruzioni, memoriali, note, notule, ordini, rapporti, relazioni, ricordi, riporti, risposte, ritratti, sommari, un complesso di scritture destinate agli addetti ai lavori, cancellieri e ambasciatori. Tipologie testuali e definizioni sono fluide, a..

    “Come Volumnio e Lucullo”. Scorci sull’amicizia nel secolo della rinascita classica

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    The 1441 Certame coronario, sponsored by Leon Battista Alberti, traced the attention of the literati of that time back to the classic theme of friendship, as exemplarily explained in the Ciceronian Laelius de amicitia. This article intends to investigate the repercussions of the Alberti’s competition on the literary production of the umanist Felice Feliciano from Verona (1433-1479?), since in his vulgar epistles the friendship subject took on a central role; moreover, it aims to inspect the classic sources from which Feliciano drew inspiration to write about this topic, and to refl ect on the “liminal” nature of friendship in the fifteenth century, halfway between authentic feeling and instrumental relations

    La vittoria del «Novellino» nella tradizione delle forme narrative brevi

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    Utilizzando le risorse dell’opac SBN e di altre banche dati bibliografiche disponibili in rete, e piú ancora le preziose bibliografie ottocentesche della novella in prosa, il saggio analizza la lunga durata della grande tradizione della narrativa breve dal Novellino alla reinvenzione del genere che si compie tra Otto e Novecento. Con questa impostazione documentaria descrive la fluidità di forme e funzioni della novella nel corso dei secoli, riconoscendovi il pervasivo e perdurante primato del modello del Novellino, cioè di narrazioni esemplari con prioritaria funzione morale ed edificante (il piacevole che insegna e ammonisce: per classicistiche tipologie) e con una costante presenza sul mercato (molto marcata nel Seicento) di raccolte allestite da autori o compilatori di status ecclesiastico. Di contro a questa imponente tradizione la presenza delle novelle di consapevole imitazione boccacciana, indipendentemente dal loro costituirsi in “libro” organico o di restare spicciolate, risulta invece un’esperienza di nicchia, seppure di medio e altro profilo letterario, che però stenta a imporsi sul mercato del libro di lettura (sono tanti i narratori di questo tipo che restano inediti fino al Sette-Ottocento), dominato sia dalle narrazioni lunghe (romanzi e poemi) sia dalle narrazioni brevi, ma del tipo del Novellino.Using several bibliographic databases and the print bibliographies of the short tale, the essay analyzes the long success of this narrative form, from the Novellino to the reinvention of the genre that takes place among the nineteenth and the twentieth century. With this documentary approach he describes the fluidity of the novella’s forms and functions over the centuries, tracing the pervasive and enduring primacy of the Novellino model, that is, of exemplary narratives with a moral and edifying function, and the constant presence of collections prepared by authors or compilers of ecclesiastical status. In contrast to this imposing tradition, the presence of novellas of Boccaccio’s conscious imitation, regardless of their being constituted in an organic “book” or not, turns out to be a niche experience, which established itself with difficulty on the book market, dominated both by long narratives and by short narratives of the Novellino type
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