76 research outputs found

    On a bone breccia near uliveto terme (Monte Pisano, Italy)

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    On a bone breccia near Uliveto Terme (Monte Pisano,Italy). The study of the macromammal remains of a bone breccia from the Uliveto quarry (Monte Pisano, Pisa) is here presented. The fossil material is scanty and very fragmented and consists mainly of Dama dama remains. The presence of Dama dama has been recognized also in another fossil site of the Monte Pisano (Grotta Cucigliana) referred to the late Aurelian

    Un approccio paesaggistico nelle politiche di tutela della natura: verso il Piano di Azione per la tutela della biodiversitĂ  della Regione Toscana

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    In 2011 Tuscany will be the first Region in Italy to complete a building process of a Biodiversity Action Plan. We have been designing that plan thanks to the contribution of a great number of person from Tuscan universities and research centres, technicians from public administrations, practitioners and also with the participation of civil society groups such as environmentalists and stakeholders influenced by the plan. The Biodiversity Action Plan selects biodiversity targets, identifies human threats to those values, establishing goals and actions. The plan's main subjects are high natural value and traditional agricultural landscapes, sustainable forest management, changes in land use and land consumption. The qualifying aspects of the process are the engagement and the contribution of policy makers of key areas for biodiversity (such as agriculture, forestry, land use planning, protected areas) and landscape and wide-area approaches

    Studio cristallochimico di alcuni solfati di ferro della mineralizzazione a pirite tallifera di Fornovolasco (Alpi Apuane)

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    I solfati studiati in questo lavoro di tesi sono legati all’alterazione dei depositi a pirite ricca in Tl presenti nell’area mineraria abbandonata della Cava del Ferro, presso Fornovolasco (Fabbriche di Vergemoli, Alpi Apuane, Lucca). La mineralogia dei depositi a pirite è stata studiata tramite microscopia a luce riflessa, microscopia elettronica a scansione e spettrometria micro-Raman. La pirite è accompagnata da arsenopirite, mackinawite e da tracce di sfalerite ferrifera, stibnite e solfosali di Pb non identificati. I minerali di ganga sono rappresentati da siderite, quarzo, stilpnomelano e piccole quantità di barite. I solfati analizzati sono stati campionati in alcuni cumuli di pirite presenti nelle gallerie della Cava del Ferro rispettivamente nel livello 720 (cumulo I) e 740 (cumulo II e III). Le analisi diffrattometriche da polveri e, ove possibile, da cristallo singolo, accoppiate con analisi chimiche qualitative e semi-quantitative tramite SEM-EDS e spettroscopia micro-Raman, hanno consentito di identificare quattordici differenti solfati. Nel corso di questo studio l’attenzione è stata focalizzata verso la caratterizzazione cristallochimica di quattro di questi minerali: allume-(K), melanterite, römerite e voltaite. Di queste fasi vengono discussi i dati chimici, spettroscopici e diffrattometrici, ponendo particolare enfasi sia su alcuni aspetti strutturali (ad esempio i complessi legami a idrogeno) sia su alcune peculiarità chimiche (ad esempio il contenuto in Tl). Oltre alla raccolta di dati strutturali di alta qualità, questo studio ha consentito di mettere in luce il ruolo svolto da alcuni di questi solfati (allume-(K) e voltaite) nell’incorporare Tl quale elemento vicariante del K. Pertanto la conoscenza delle associazioni a solfati non riveste solo un puro interesse cristallochimico ma presenta anche una grande rilevanza ambientale Infatti, la corretta caratterizzazione cristallochimica di questi minerali rende possibile una più profonda comprensione dei meccanismi di rilascio, sequestro e dispersione nell’ambiente di elementi pesanti e/o tossici a seguito dell’alterazione delle mineralizzazioni a pirite ricca in tallio

    Indagine morfometrica, produttiva e sanitaria per il recupero della popolazione caprina garfagnina

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    Nell’ambito di un progetto di ricerca realizzato dall’Istituto Zooprofilattico delle Regioni Lazio e Toscana, in collaborazione con l’Università degli Studi di Pisa e finalizzato alla caratterizzazione dell’ecotipo di capra Garfagnina si è sviluppata una ricerca tesa a avere una conoscenza più ampia sui parametri relativi all’allevamento, produzione, igiene dei prodotti

    73° Congresso dell'Unione Zoologica Italiana

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    This volume collects the contributions to the 73rd Congress of the Italian Zoological Union, held in Florence in September 2012, and organised together with the “Leo Pardi” Department of Evolutionary Biology. The Congress, to which many zoologists, comparative anatomists, reproductive biologists, ethologists and ecologists participated, opened with a plenary reading by Marlene Zuk, from the University of Minnesota, entitled "Mate choice and thinkering with evolution". The Congress was then divided into four symposia: I "From sexual strategies to social behaviour (in honour of Tullia Zetto)"; II "Use of space, orientation and migration (in honour of Guido Tosi)"; III "Endocrine destroyers"; IV "Allochthonous species". The Symposia were enriched by the reports made upon request by Paolo Luschi, Gian Carlo Panzica and Piero Genovesi

    Late Pleistocene and Holocene distribution history of the Eurasian beaver in Italy

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    The genus Castor first appeared in the Palaearctic region during the Late Miocene, while the current species, Castor fiber, is widely accepted to have emerged in the Early Pleistocene. In the Last Glacial Maximum (Late Pleistocene), the beaver disappeared from most of the Western Palaearctic, only surviving in a few relic areas including the south-eastern Alpine Chain as shown by new data. After the subsequent extended repopulation in the warmer phases of the Lateglacial and in the early Holocene, the species once again disappeared locally from several countries, including Italy, between the 17th and the 20th centuries. Direct or indirect persecution by humans seems to be the main cause of beaver extinction in Europe. In Low Medieval Italy, it is more likely that the disappearance of the beaver between the 16th and 17th centuries was due to habitat alteration and human population pressure. Numerous reclamations have been carried out since the late Middle Ages, mostly in the easternmost area of the Po Valley, the last beaver refuge in Italy. Eurasian beaver was common in the northern and widespread in the central part of Italy, but always absent in southern Italy, probably due to unfavourable hydrological conditions of watercourses in the latter

    La Conservazione della biodiversità nell’ecoregione Mediterraneo Centrale: contributi al Piano Nazionale per la Biodiversità

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    La vita sulla Terra è il risultato di complessi equilibri dinamici che permettono i processi evolutivi e l’incredibile diversità biologica del pianeta. Le comunità biologiche sono oggi sottoposte a processi di erosione dovuti all’azione dell’uomo che appaiono fortemente accelerati, con effetti su scala globale e locale. Questi fattori oltre a determinare una perdita diretta di biodiversità innescano il deterioramento e l’impoverimento delle capacità di resistenza e resilienza degli ecosistemi, minacciando i processi ecologici ed evolutivi, soprattutto attraverso la frammentazione degli habitat e degli areali delle popolazioni animali e vegetali
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