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    Archeologia dell'area della corte regia a Lucca: rilettura critica della sequenza stratigrafica e studio dei reperti ceramici dello scavo di Piazza San Giusto (XI-XVI secolo)

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    Il lavoro si basa sullo studio della documentazione dello scavo effettuato nel 2009 in piazza San Giusto a Lucca a cura della Sprintendenza dei beni Archeologici e dei materiali ceramici ivi ritrovati, con l’obiettivo di ricostruire la successione stratigrafica del sito e riconoscere nello stesso l’eventuale presenza di lavorazione metallica riconducibile all’attività della zecca comitale. The work is based on the study of the documentation of the excavation carried out in 2009 in Piazza San Giusto in Lucca by the Sprintendenza of Archaeological Heritage and ceramic materials found there, with the aim of reconstructing the stratigraphic succession of the site and recognizing the possible presence of metal processing attributable to the activity of the count's mint

    I nuovi spazi del museo urbano: il museo come operatore dinamico nei processi di trasformazione della città

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    L'abstract è presente nell'allegato / the abstract is in the attachmen

    Paleoseismic evidence of five magnitude 7 earthquakes on the Norcia fault system in the past 8,000 years (Central Italy)

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    Many large-magnitude faults (6.5≤ Mw ≤7.2) of the Italian Apennines are characterized by multi-century return times, so historical sources may have missed their last earthquake or other predecessors. Hence, even in Italy, where seismic catalogs are among the most comprehensive and time-extensive worldwide, there is a need for complementary studies that might fill the lack of historical information and enhance the knowledge concerning the recurrence times of destructive earthquakes. As paleoseismology is the discipline that can do this, in this study, we present results collected in five new trenches opened along the 33-km-long Norcia fault system (central Apennines) where, in addition to the historically known 1703 earthquake (Mw 6.9), we uncovered indications of four Holocene predecessor, with a recurrence time of 1,825 ± 420 years. Considering also the paleoseismic results already published on the nearby Mt Vettore fault system (2016 earthquake of Mw 6.6), we guess that now the seismic hazard of this region could be assessed more robustly

    Lateres signati graeci. Per un corpus dei bolli su opus doliare del Peloponneso dall'età arcaica all'età tardoantica.

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    Lateres Signati Graeci è un progetto editoriale di carattere archeologico, topografico ed epigrafico che ha come obiettivo la realizzazione di un corpus di tutte le iscrizioni (impressioni, graffiti, dipinti) in greco e latino su materiale laterizio o opus doliare (mattoni, tegole, coppi, terrecotte architettoniche – antefisse, cornici, lastre campana –, tubi fittili, grandi contenitori – pithoi/dolia, pelves, mortaria – e sarcofagi) raccolte nella Grecia insulare e peninsulare, in un arco temporale compreso tra l’età tardo-arcaica e la tarda antichità. I bolli laterizi costituiscono un importante indicatore cronologico e topografico soprattutto se considerati nel loro contesto di rinvenimento. Possono fornire informazioni sulla natura pubblica e/o privata degli edifici in cui erano posti in opera, sullo status dei proprietari/produttori dei quali riportano il nome, sul processo produttivo dei laterizi in fabbrica e sulla loro distribuzione nei mercati. In linea generale, tra i risultati raggiunti attraverso lo studio sistematico dei bolli laterizi del Peloponneso, si distinguono: 1) una ricostruzione storica per fasi della pratica della bollatura dalla sua introduzione nelle officine del Peloponneso alla diffusione nello spazio e nel tempo; 2) il riconoscimento di funzioni e significati dei timbri del mondo greco continentale, ad oggi ancora poco chiari; 3) la realizzazione di una prosopografia degli agenti economici – proprietari, gestori delle fabbriche, imprenditori, operai e committenti – operanti nel Peloponneso, in particolare a Corinto e a Sparta in età ellenistica e romana, che erano coinvolti nel processo di produzione, vendita e distribuzione dei laterizi, attraverso la ricostruzione del loro status giuridico, degli investimenti, e dei loro contatti commerciali; 4) una maggiore comprensione delle relazioni economico-giuridiche che intercorrevano tra lo Stato e il produttore, e tra il produttore e la committenza, espresse dalle possibili formule contrattuali indicate sui bolli (ad es. locatio-conductio operis); 5) una ricostruzione delle reti commerciali, nelle quali erano inseriti i prodotti laterizi, della destinazione di questi ultimi nei cantieri edilizi, con particolare attenzione ai centri urbani di Sparta per l’età classica ed ellenistica e di Corinto per l’età imperiale e tardoantica; 6) un’analisi dei singoli complessi edilizi, attraverso la lettura delle diverse fasi costruttive – dalla realizzazione ex novo agli interventi di consolidamento/restauro sistematici o occasionali di strutture già esistenti –, capace di integrare la documentazione archeologica nota; 7) un accrescimento conoscitivo sulla fisionomia architettonica e monumentale delle poleis peloponnesiache, derivante dalla menzione sui bolli di edifici non noti dalle fonti letterarie o archeologiche. 8) più in generale, la ricostruzione della filiera economica dei cantieri legata ai laterizi e documentabile attraverso i bolli. Il presente lavoro viene proposto come nuovo strumento di ricerca destinato agli studiosi di antichità, di archeologia e topografia, di storia ed epigrafia, realizzato secondo un’aggiornata metodologia di catalogazione, di analisi e presentazione dei dati. Il corpus dei bolli del Peloponneso viene sotto forma di un indice ragionato delle attestazioni, raccolte secondo un criterio regionale e distribuite in ordine alfabetico: Acaia, Arcadia, Argolide, Corinzia, Elide, Laconia e Messenia. A ognuna delle serie documentate corrisponde lo scioglimento delle attestazioni, il contesto di rinvenimento e, ove possibile, la cronologia. Questo lavoro presenta, in particolare, lo studio analitico e comparativo di due grandi contesti del Peloponneso, Corinto e Sparta, dei quali sono analizzati tutti i bolli disponibili, editi e inediti. Le sezioni dedicate allo studio delle due poleis, Corinto prima, Sparta poi, sono speculari e si possono distinguere in quattro parti. 1) Il Catalogo dei bolli raccoglie sotto forma di corpus i dati relativi alle attestazioni, sia dal punto di vista archeologico del supporto sia da quello epigrafico e paleografico del bollo. 2) La Prosopografia dei bolli è una sezione in cui vengono presi in esame le serie, i tipi e le varianti documentate dallo spoglio o dallo studio di archivio e/o magazzino, e nella quale viene analizzate la natura pubblica e/o privata delle matrici, dal punto di vista epigrafico e prosopografico. 3) Nella Distribuzione dei bolli laterizi viene presentata dal punto di vista archeologico e topografico la disposizione dei laterizi nello spazio urbano ed extraurbano di Corinto e Sparta. I bolli sono discussi per contesto di rinvenimento, e le serie individuate sono messe in relazione con le fasi costruttive degli edifici di provenienza, e nel tentativo di attribuire la destinazione delle produzioni che essi contrassegnavano a determinati complessi edilizi. 4) L’Analisi delle produzioni si configura come una sezione di sintesi, nella quale vengono raccolte alcune considerazioni sulle categorie individuate. Si fornisce, dunque, un quadro generale del sistema di produzione, vendita, distribuzione e posa in opera a Corinto e Sparta, tra età classica ellenistica e romana. Seguono a conclusione di ognuna delle sezioni urbane esaminate un Indice generale delle attestazioni, che sintetizza i dati raccolti in catalogo, un Indice delle parole greche, latine e degli emblemi e delle Tavole sinottiche con lo spolvero vettoriale delle serie, dei tipi e delle varianti documentate. Infine, viene dedicato spazio al corpus completo dei bolli laterizi del Peloponneso, cui seguono delle note conclusive, nelle quali viene fornita una panoramica completa delle attestazioni

    Grazia, «tremore d’aria» e chiaroscuro. Correggio Barockmaler nella critica di Max Dvořák

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    A peculiar case in point is that of the art of the painter Antonio Allegri da Correggio, who assumes within several Viennese writings a role of equal standing with Michelangelo and Titian in initiating a temperament that was to all intents and purposes baroque. The opportunity to assess a vocabulary of terms and concepts common to the most prominent members of the Wiener Schule is provided by reading unpublished notes from the lectures of the most «metaphysical» of them: Max Dvořák

    Cupra Marittima : guida al parco archeologico

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    [Italiano]: La prima guida archeologica dedicata all’area archeologica dell’antico municipium/colonia romana di Cupra Maritima; in essa sono descritti tutti i monumenti attualmente visibili, scoperti a partire dal Settecento e resi definitivamente visibili al pubblico nel 2020./[English]: The first guide dedicated to the archaeological area of ​​the ancient Roman city of Cupra Maritima; the booklet describes all the monuments discovered since the 18th century and made definitively visible to the public in 2020

    Kim Ryholt et Gojko Barjamovic (éds.), Libraries before Alexandria: ancient Near Eastern traditions

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    Ce volume peut être perçu à la fois comme un aboutissement et une introduction. Aboutissement éditorial d’un programme d’envergure mis en place à Copenhague entre 2008 et 2013 et introduction comparée au dossier si complexe du concept de bibliothèque dans le monde antique pré-alexandrin. Formellement, il s’agit d’un très bel ouvrage, richement produit et illustré (de photographies, de tableaux, de plans, de dessins et même d’une belle carte [p. XVIII-XIX]). Un très riche index (p. 473-491, su..

    Digitale d'autore. Macchine, archivi, letterature

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    Il volume parte da una ricognizione introduttiva sul rapporto tra scrittori e computer; dà una definizione degli archivi letterari nati digitalmente, fornisce alcuni esempi nel panorama internazionale e delinea una prima mappatura delle esperienze italiane, soffermandosi in particolare sul caso dell’archivio di Franco Fortini conservato all’Università degli Studi di Siena. Offre una sintesi del primo progetto italiano dedicato al born-digital letterario, PAD – Pavia Archivi Digitali, analizzando i processi di acquisizione e gestione dei fondi, oggi conservati presso il Centro Manoscritti di Pavia. Propone infine un’analisi critica delle prime tre opere di Francesco Pecoraro alla luce dell’archivio digitale conservato a Pavia

    The Archaeology of Peasant Protagonism: New Directions in the Early Medieval Iberian Countryside

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    The inherent complexity of early medieval rural society is now widely recognised by scholars; this is in no small part thanks to the transformative effect that archaeology has had on our understanding of many aspects of peasant life. Yet it is only in the last twenty years that an archaeology of peasant society of early medieval Christian Iberia has emerged to challenge the supremacy of deeply-entrenched historiographical motifs, explored in detail herein, which underplay peasant agency, confine peasants to familiar contextual paradigms (poverty, risk-aversion, resistance), and treat the peasantry as an undifferentiated mass of largely passive ‘recipients’ of History. This article focuses upon a case-study – early medieval northern Iberia – to show that, far from an auxiliary discipline used to bolster or reject interpretations founded upon documentary analysis, archaeology now underpins our efforts to understand complex aspects of the society and economy of the early medieval countryside
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