92 research outputs found

    The water system of Pinerolo: reading an industrial landscape through unpublished documents

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    The town of Pinerolo, ideally located close to the Alps and on the outskirts of Turin, in the millennium of its history underwent expansions and contractions, transformations, but above all demolitions, which have substantially modified its appearance. Like many urban medieval centers, the water has strongly oriented the development of the settlement: this element has been the sign that mainly characterizes its landscape, both suburban, and urban. A peculiar component of the water system is the Rio Moirano, a renowned canal since the first two decades of the Thirteenth Century. Rio Moirano was the driving force to a series of activities that made the city a popular industrial center. These architectural and water systems have lost much of their peculiarities. Today, this heritage requires prompt protective actions, since the speculation is slowly but surely destroying or hiding it, element by element. To preserve this system it is important to rethink this canal and all the components of the water system of the town, made by the Chisone and Lemina rivers and other flumes (like Beale della Motta Grossa and Bealera di Bisognette), as an engine for conservation. The aim of the paper is to highlight the important changes of this landscape between mid-nineteenth and early twentieth century, through the reading of several unpublished documents concerning the reorganization of the waters, kept in the Historical archive of the city. From this starting point, the study wants to propose an enhancing strategy that focuses on preservation actions for this industrial system, made by factories and water supplies. In order to make this happen it is necessary, in addition to an organic project, to include adequate information campaigns and popular involvement, to ensure that this heritage can be recognized, appreciated, and consequently safeguarded

    Ruins and urban context: analysis towards conservation and enhancement

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    The paper presents the results of a study of classics theatres and amphitheatres in Europe and in the Mediterranean basin. The analysis started from the mapping of the Greek and Roman cities and has been focused in particular to the study of the transformations of these cities from the Middle Age to today, carried out through cartographic surveys, archival investigations and direct analysis. This process has led to understanding the different kinds of reuse that the theaters and amphitheatres have undergone throughout the centuries. Then, by comparing the historical city maps to the current ones (e.g. the maps of urban land registers), the archaeological traces of theatres and amphitheatres still incorporated in the current urban buildings have been located. Finally, a survey of the current situation has allowed identifying the material consistency and morphological characterization of these ancient artifacts. The process led to the proposal of strategies for the conservation and enhancement of ancient entertainment buildings, that respect both the archeological elements and the successive stratification that characterize today our historical citie

    Divulgare il cantiere: una sperimentazione di live restoration a Bagni di Petriolo

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    La live restoration può essere considerata un sistema multidisciplinare di documentazione, progettazione e comunicazione volto a rendere evidenti non solo gli effetti del restauro, ma l’intera processualità tecnica di esecuzione e le istanze teoriche che sottendono l’intervento. Essa trae spunto dalla live excavation, usata in diversi cantieri archeologici condotti dal LIAAM dell’Università degli Studi di Siena, la quale sfrutta la possibilità offerta dal web (social media e siti internet) di generare piattaforme di discussione che producano dati verificabili già nella fase di raccolta e progressivamente partecipati nella loro interpretazione. In entrambi i casi, la finalità disseminativa va di pari passo con quella documentale. Per ciò che concerne la live excavation, essa fa perno su un sistema di georeferenziazione (GIS), all’interno del quale trovano spazio tutti i dati di scavo. Allo stesso modo, la live restoration potrebbe av-valersi del medesimo strumento, oppure della modellazione digitale informativa per il patri-monio storico (HBIM), divenendo quindi un database di documenti inediti sulla processualità di cantiere, utili per valutare la durabilità nel tempo dei restauri o per programmare la manu-tenzione. Il presente contributo mira a esaminare le potenzialità offerte dalla live restoration nel caso specifico del cantiere di restauro di Bagni di Petriolo (SI), all’interno del quale si sta attuando un progetto di videodiari che documentano e descrivono ogni tipo di lavorazione eseguita durante processo conservativo

    Il Follone di Pinerolo (TO), da rinomata manifattura a rudere urbano: prospettive di salvaguardia della memoria

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    The city of Pinerolo was being an important production center thanks to the presence of the Rio Moirano, a flume already documented in the 13th century. Alongside its banks, most of the city's manufactories have been installed, which have been gradually abandoned due to the sector's crisis in the 20th century. Among them, the lace-factory TĂĽrk is of particular importance. It settled into the 18th-century Follone, considered among the first modern woolen processing centers. Unfortunate-ly, this building is now in precarious conditions because of the lack of care and protection. Moreover, a part of it has been devastated by a fire and so it is a ruin. Therefore, both materia-lity and memory of this production complex are precarious, due to different conversion hy-potheses which have foreseen the abatement of the building. The article aims to outline the history of this factory-flume system through edited and archi-ved documents, re-examining the instruments used to pursue its protection

    Comunicare la conoscenza, partecipare alla conservazione: la valorizzazione in progress di Santa Giulitta

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    L’Alta Val Tanaro, e in particolare il sito di Santa Giulitta nel comune di Bagnasco (CN), iniziano a disvelarsi nella loro multiforme complessità. Infatti, da un lato il fulcro dell’indagine è costituito dall’insieme di edifici e ruderi che testimoniano il susseguirsi di un elemento fortificato di origine altomedievale, forse bizantino, e di un complesso religioso che, a partire da un momento che si colloca tra fine dell’XI e l’inizio del XII secolo fino a oggi, è stato importante luogo di devozione per la comunità che si riuniva, e ancora si riunisce, intorno al culto dei Santi Giulitta e Quirico. Ma dall’altro lo studio a cura della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Torino – che con questo volume rinnova la sua collana – ha analizzato vari aspetti della valle nella sua interezza con ottica multidisciplinare e in una dinamica di lungo periodo, tra l’età romana e l’epoca contemporanea: dai dati archeologici alle emergenze architettoniche e artistiche, dal tessuto insediativo ai centri produttivi, dalle caratteristiche geomorfologiche al patrimonio arboreo, dai siti industriali dismessi alle ipotesi di valorizzazione del territori

    Il Pays Cathare tra politiche di valorizzazione locali e internazionali

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    Il movimento cataro si diffuse nel corso del secolo XII in alcune delle regioni culturalmente più vivaci dell'Europa occidentale, radicandosi nel sud della Francia. Dopo essere stati dichiarati eretici, i catari furono ripetutamente perseguitati, fino alla loro totale scomparsa nel secolo XIV. Tornata in auge alla fine del XVIII secolo con finalità politiche indipendentiste e anticlericali, l'eredità di questa eresia è diventata progressivamente un'importante risorsa turistica per diversi territori della regione francese dell’Occitanie, soprattutto dalla metà del secolo scorso. In particolare, dal 1992 il dipartimento dell'Aude ha denominato istituzionalmente il suo territorio “Pays Cathare”, e sistematizzato più di venti siti nel circuito “Les Sites du Pays Cathare”, tra cui castelli, fortezze, musei e abbazie. Tra questi, diverse rocche che furono teatro di scontri tra catari e cattolici vennero trasformate in fortificazioni di stile moderno, utilizzate come presidio militare al confine tra Francia e Aragona fino al 1659, anno che sancì il loro progressivo abbandono. A fronte di questa premessa, il contributo intende mettere in luce i meccanismi tipici del processo di patrimonializzazione dei cosiddetti “Chateaux cathares”, nome comunemente utilizzato per pubblicizzare queste località, e che ha reso alcune delle fortezze dell’Occitanie rinomate presso il grande pubblico. Questa connotazione può tuttavia rappresentare una forzatura, come si può dedurre dal fatto che diversi di essi – tra cui Termes, Puilaurens e Montségur – sono attualmente nella lista provvisoria dei siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO come estensione della cittadella di Carcassonne sotto il titolo di “Châteaux Sentinelles de Montagne”. Oppure, che tendenzialmente i singoli siti del circuito siano presentati nella loro complessità, e non ne venga enfatizzata la matrice eretica. Ed è proprio la discrasia tra politiche dipartimentali, locali e internazionali a voler essere analizzata

    Accidental Destruction & Intentional Destruction. Considerations for archaeological sites and monuments

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    The research intends to investigate the link between accidental destruction due to natural disasters, such as earthquakes or spontaneous collapses, and intentional destruction operated by unfortunate conservation and restoration strategies. In order to conceptually embrace the buildings’ decay as inalienable, the essay aims at establishing a parallelism between what the nature has destroyed and the strategies to fix to such damage, and what has been modified or destructed, instead, by human work, often scarcely aware of the historical, value-driven and technological properties of the asset. The article will examine many archeological realities present in Asia Minor and attributable to the Roman or late Roman age, with the purpose to provide for operational examples of intervention and modification of the archeological context and to fulfill a parallelism that proposes itself as interesting critical reading of the intervention strategies

    La communauté patrimoniale vaudoise, entre phénomènes de vivacité culturelle et dépeuplement

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    Piedmonts’ valleys of Chisone, Pellice and Germanasca (TO) are known as the Waldensian Valleys, due to the presence of this Christian minority in the area. The forced settling of the Waldenses in these territories (XVI-XIX centuries) has historically allowed – and still allows today – to read the area’s landscape and cultural heritage symbolically. At least since the end of the XIX century, this aspect has led to conservation policies aimed at safeguarding this community’s identity, largely implemented by Waldensian cultural institutions. This contribution intends to shed light on some characteristic aspects of the Waldensian community which influence the conservation of cultural heritage. These elements constitute the foundation of a sharing framework between safeguard organizations and citizen, which often become a veritable “heritage community”, in which conservation is not seen as just a per-need action or approach but becomes part of everyday life

    La centrale idroelettrica del cotonificio Widemann (San Germano Chisone, Torino): prospettive di conoscenza, conservazione e valorizzazione.

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    Le valli alpine del Pellice, Chisone e Germanasca, ai cui piedi sorge la cittĂ  di Pinerolo (TO), furono tra le prime aree industrializzate dello stato sabaudo, vocazione che si riscontra ancora in un'ampia rete di testimonianze materiali: dai complessi produttivi alle opere sociali per la classe operaia; dalle infrastrutture di sfruttamento delle acque al sistema di elettrificazione. Riguardo quest'ultimo, sono ancora numerose le strutture atte alla generazione di energia elettrica, talune dismesse, altre in funzione, altre ancora in corso di trasformazione. Il presente contributo si soffermerĂ  sul caso della centrale idroelettrica del Cotonificio Widemann di San Germano Chisone (TO), dove l'analisi dell'esistente e una lettura diacronica dei documenti d'archivio hanno permesso di ricostruirne la storia e hanno fornito la base per alcune suggestioni legate alla sua conservazione e valorizzazione

    Industrial Heritage: reflections on the use compatibility of cultural sustainability and energy efficiency

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    AbstractToday the industrial heritage represents a great functional and cultural resource. In fact, analyzing the international situation about it, it's possible to identify features that meet the increasing demand for architectural and urban spaces intended to cultural and social needs.However the type of industrial complexes discharged suggests solutions regarding heir sustainability for what concerns the energy standards. At the same time the cultural sustainability demands the utmost respect to the architectural elements, the space, the materials and to the structures that have historically characterized the proto-industry. The contribution, through a specific set of examples, analyzes projects and proposes actions in which the intervention achieves both the respect to the compatibility of use and the requirements of cultural and energy sustainability
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