28 research outputs found

    SPATIAL IDENTITY IN VIRTUAL LEARNING ENVIRONMENTS

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    The mediation framework between aspects that are structured and continually mediated by evolutionary responses of a cultural type and characteristics proper to the bios find the reason for convergence and mutual coexistence in action, which is the functioning that subjects exercise within the environment they ‘exist.’ The relationship between subjective biological instances and cultural paradigms within which the ways of being and acting of trans-forming issues are expressed are constituted as perennial dynamic parameters that characterize the unstable and restless na- ture of formative processes. The better the implementation formula between the technological operation and society, the greater the possibility that the technology represents and supports the subjects in their human expression. The more the evolutionary processes will create beneficial osmosis for the overall development of humanity itself. The advantage of VLEs (Virtual Learning Environments) lies in their possibility of strong subjective declination and the possibility of mediation with one’s learning community. For these environments to carry out their function effec- tively, it is necessary that the subject involved in the training experiences a sense of self-efficacy, that he/she is not frustrated by the executive and interactive difficulty with the environment, that he/she is adequately involved and that he/she can autonomously manage some elements contained in that environment

    Brain Education Cognition. Il “ponte” tra educazione e neuroscienze

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    Una delle caratteristiche evidenziate dalla ricerca educativa attuale è costituito dalla crescente esigenza di legare i fenomeni educativi a rappresentazioni quantificate della realtà formativa; vi è una crescente esigenza di spingere la sperimentazione educativa verso i parametri misurabili connotati dalle evidenze. La progettazione intelligente, adattiva, personalizzata e universale dei contesti educativi è una strada possibile entro cui orientare la ricerca educativa dei prossimi anni

    Può la ricerca pedagogica ridare credibilità alle istituzioni educative e offrire senso agli uomini di domani?

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    In un suo articolo del 2016 Flavia Santoianni si chiedeva se la scuola insegnasse la felicità, in un’analisi entro cui andava sviluppandosi una doppia dimensione dell’istituzione che la vedeva – e continua a vederla – da una parte ancorata all’idea che la sua funzione sia principalmente quella di istruire e educare i soggetti in formazione, dall’altra la possibilità che rappresenti sistematicamente e razionalmente una prospettiva per il buon vivere, una speranza ragionata di educazione alla felicità

    Forme sonore in movimento

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    Muovere forme sonore consente al soggetto di realizzare un processo originale di significazione dinamica attraverso il quale il corpo diventa un “biologically designed mediator” in grado di trasferire l’energia fisica del suono a un livello mentale e di restituire la rappresentazione mentale in una forma materiale (Leman, 2008). Nell’ottica della embodied music cognition il concetto di percezione appare recepire la riflessione scientifica più recente che ruota intorno all’assunto per cui “what happens in perception can be understood in terms of action” (Jeannerod, 1994; Berthoz, 1997; Prinz and Hommel, 2002; Decety and Jackson, 2004). Il framework concettuale del lavoro recepisce, in tal senso, la prospettiva della semplessità (Berthoz, 2011) in campo didattico, ovvero la possibile fruizione di principi capaci di semplificare l’azione didattica, utilizzando complessità accessorie (Berthoz, 2011) che siano in grado di fronteggiare la complessità dell’esperienza formativa (Sibilio, 2013). Questo approccio che si fonda sulla visione bioeducativa della didattica (Frauenfelder& Santoianni, 2002), riconoscendo nell’esperienza formativa il significato delle corporeità didattiche (Sibilio, 2011), tenta di capitalizzare la dimensione dinamica del suono musicale, disegnando immagini fisse di un flusso in continuo movimento (Godøy, 2003). Sul piano didattico, infatti, l’accoppiamento di azioni, forme e sonorità, sollecita i processi di significazione attraverso l’ampliamento dello spazio della conoscenza. La proposta progettuale intende realizzare una versione fruibile didatticamente di NodeBeat, uno strumento interattivo di creazione musicale basato su forme e suoni da costruire e manipolare, prevedendo la LIM come strumento di supporto alla realizzazione dell’esperienzaformativa nelle prime classi della scuola primaria

    A bioeducational approach to virtual learning environments

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    Knowledge carries some general characteristics related to the socio-environmental, cultural and bio-physiological context. These three coordinates help us to understand under which condition knowledge is achieved/gained and they do it. Along the same line, the real or virtual learning contexts being essential and unique; the possibilities offered by the VLE which give the opportunity of programming environmental challenges, complexity and support for subjects open up a series of educational perspectives that support individual differences even when they reproduce social platforms as virtual worlds. Programming that through adequate representations of environments, situations, problems and specific actions are able to work on more complex neuronal patterns usually activated in the presence of real objects, especially in light of the current structures present in formal contexts of education

    Scuola e tempo con La pedagogia del disaccordo di Agostino Giordano

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    Può la pedagogia nel suo essere scienza dell’educazione e più in generale disciplina che si occupa di formazione evitare di dedicare spazi profondi di riflessione e di prospettive alla scuola? Può la scuola essere uno spazio atomizzato e localizzato, le cui scelte pedagogico-didattiche siano affidate al buon senso dei docenti, lontane dalle riflessioni accademiche e dal contributo che una prospettiva dinamica e scientifica le possono offrire? Le didattiche disciplinari possono pensare a sé stesse come a semplici decaloghi codificati e tassonomici di saperi la cui esclusiva aspirazione sia l’apprendimento del proprio ambito disciplinare senza ripensare a sé stesse sulla base di più organiche riflessioni e azioni metodologiche, volte a coniugare in una più ampia dimensione trasformativa gli esiti della propria disciplina

    Pentagramas de aprendizaje y sinfonias pedagogicas.

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    La música, en su doble dimensión, sea biofísica o cultural, se pone como efecto de la combinación de elementos sonoros, que en el curso de la filogénesis se estructuraron en elementos siempre más complejos. Esta capacidad de transformar productos de elaboraciones sonoras cada vez más sofisticadas, ha determinado una transformación del elemento musical, que de elemento ‘ingenuo’ (tradicional, ritual, popular) – hecho prevalentemente para comunicar o para crear elementos de coexistencia social – se transforma en resultado y promotor de fenómenos articulados educativos o sea en potentes productos culturales
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