73 research outputs found

    D'Annunzio e il «volontario esilio»

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    Si interviene sulla vita e alcune opere di d'Annunzio movendo dal «volontario esilio» francese all’avventura del Poeta-soldato e poi del Comandante di Fiume, pronto a battersi soprattutto per altri «esuli in patria» (gli irredenti trentini, giuliani e dalmati), prima di ritirarsi nella gabbia dorata del Vittoriale, un luogo di esilio dal mondo

    D’Annunzio e Petrarca

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    Esame sistematico dei riferimenti a Petrarca negli scritti di d'Annunzio e censimento degli echi petrarcheschi nei versi dannunziani: nonostante d'Annunzio si proclami più prossimo a Dante, l'autore mostra che egli è più vicino alla egolatria di Petrarca

    Tradurre l’intraducibile Campo

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    Caro Nicola, le avevo fatto una mezza promessa di mandarle uno scritto sulla nostra Cristina Campo per il fascicolo da lei ideato. Dico nostra, perché tanti anni fa tra i soggetti per la tesi di laurea che le proposi, lei scelse, con mio piacere, proprio l’opera di quella scrittrice, così delicata ed esigente, originale e controcorrente. Pensavo di mettere a confronto le versioni che vari poeti e poetesse italiane avevano proposto dei vertiginosi sonetti di John Donne, ma poi ho pensato che f..

    Dal Mito alla Bibbia. Un’esperienza di lavoro

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    Viene ricapitolata, con considerazioni di ordine metodologico e riferimenti al clima storico-culturale degli ultimi anni, l’esperienza di lavoro avviata negli anni Novanta e sfociata nell’opera "Il mito nella letteratura italiana" edita dalla Morcelliana in sei grossi tomi e quella intrapresa come ideale complemento sulla "Bibbia nella letteratura italiana", prevista in sei volumi che alternano, come nell'altra, sondaggi che fanno centro su scrittori o generi letterari in determinate epoche e su figure o personaggi mitici o biblici seguiti attraverso le reinterpretazioni letterarie

    Belli e la Svizzera.

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    Vengono minutamente indagati i rapporti che Belli ebbe con il paese elvetico, di cui visitò il Canton Ticino e che pensò come luogo ideale per l’educazione del figlio, o rapporti con letterati legati alla Svizzera e soprattutto la presenza delle guardie svizzere nei sonetti romaneschi

    Bibbia, cristianesimo e letteratura italiana: uno sguardo d'assieme.

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    L'A. ripercorre la presenza della Bibbia nella letteratura italiana dalle origini ai giorni nostri, sottolineando la persistenza della ripresa del Sacro testo sia nella poesia che nella prosa

    Il grande assente: il dialetto nella "Stori" di De Sanctis

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    Italian literature includes a large number of dialect writers. Their number is particularly high in Quadrio’s History of Italian Literature, but was reduced in the works written in the Romantic Age (i.e. those by Ginguené, Corniani, Ugoni and Emiliani). The elimination of dialect writers was most drastic in the masterly History of Italian Literature by Francesco De Sanctis published in 1870 for use in schools. He ignored them basically for political reasons, being an ardent supporter of the unity of Italy. Thus he considered dialects an obstacle to this unity. For this reason he backdated the existence of a common Italian language to as early as the 13th century, using the term ‘dialect’ only for writings by Tuscan authors who made use of the spoken language of their region, which could easily be understood by all other Italians

    Introduzione a Angelo Canossi

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    Nell’ampia introduzione all’edizione critica e commentata del più popolare poeta in dialetto bresciano, vengono messe a fuoco la fortuna del poeta di Melodia (1915, 1920, 1930) e di Congedo (1943), la sua cultura, le sue relazioni con altri scrittori italiani e stranieri, la sua opera di traduttore. Vengono poi esaminati i nuclei tematici e i registri espressivi della sua produzione dal bozzettismo comico e realistico allo sperimentalismo linguistico all’estensione dei vari registri

    Sinigaglia e la «carne senza carne». Tradizione e novità di «Bordellesca»

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    Il tema degli «amori non belli» caratterizza la sezione Bordellesca della Camena gurgadina di Sandro Sinigaglia. L’Autore esamina la figura della prostituta nella tradizione letteraria, privilegiando autori noti e cari a Sinigaglia nel solco dell’ammirato Contini (Porta, Belli, D’Annunzio, Campana); una tradizione da cui in buona parte il poeta novecentesco si distacca, nonostante la franchezza e audacia della materia, in virtù di un legame personale e individuale fra l’uomo e la partner, la velatura di un linguaggio ricercato fino alla criticità che nasce non solo dal gusto dell’espressivismo linguistico ma anche da una controspinta alla verecondia: soprattutto la fiducia nell’aspetto affettuoso e conoscitivo del rapporto carnale teorizza il ricorso all’espressione agostiniana e dannunziana di «carne senza carne» e l’iscrizione di Sinigaglia al novero non già dei poeti libertini ma dei poeti maledetti, nel senso dell’ammirato Baudelaire, incluso lo slancio per salire dallo spleen all’idéal
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