675 research outputs found

    La Sardegna dalle origini all'età vandalica nell'opera di Giuseppe Manno

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    I primi due volumi della Storia di Sardegna di Giuseppe Manno comparvero in prima edizione tra il 1825 ed il 1826, in un periodo che precede non solo la falsificazione delle Carte di Arborea ma anche le grandi scoperte archeologiche ed epigrafiche del canonico Giovanni Spano, padre dell'archeologia della Sardegna. Da un lato dunque l’opera costituisce un’eccezione nel panorama della produzione dell’Ottocento, per non essere ancora inquinata dal mito delle Pergamene d’Arborea; d’altro lato però si colloca in un periodo in cui non erano stati ancora acquisiti i risultati degli scavi archeologici promossi nell’isola, il che spiega i molti limiti dell’opera, soprattutto per l'età imperiale romana, che non può giovarsi delle indagini topografiche e archeologiche e dell'apporto delle numerose iscrizioni latine anche di carattere pubblico e con riflessi sull'amministrazione provinciale e cittadina, venute alla luce e comunque studiate a partire dalla metà dell'Ottocento ed inserire nel 1883 nel X volume del Corpus Inscriptionum Latinarum . Quella del Manno fu una ricerca affrettata, svolta in pochi mesi, senza adeguati strumenti dell'analisi filologica e la profondità dell'indagine storica, anche se non manca una riflessione pacata, non priva di acume e di ironia, che si differenzia nettamente dalla posizione di tutti gli studiosi precedenti. In particolare il Manno supera senz’altro l’impostazione annalistica dell’opera del Fara e dei suoi epigoni e si confronta in modo nuovo con le fonti letterarie, utilizzate con disinvoltura e con ampiezza. Egli del resto ammira l’opera del Fara, il De rebus Sardois, che gli appare però inquinata dall'utilizzo di Annio di Viterbo «impostore troppo noto per la pubblicazione da lui fatta delle supposte scritture di Beroso»

    Intervento [in occasione della] Inaugurazione della scalinata “Luisa Monti, pediatra” [organizzata dal Comune di Bosa]

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    Si rende omaggio alla memoria di Luisa Monti, pediatra e volontaria della Croce Rossa Italiana, scomparsa nel 2004

    L'Identità storica nel Monte Acuto: prefazione

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    Un libro e una mostra itinerante attraverso le strade del Monteacuto sono la decisa testimonianza dell'interazione tra enti territoriali (nel nostro caso i Comuni della Comunità Montana del Monte Acuto), gli uffici periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'Ateneo Turritano: un insieme di sinergie che in queste pagine ed in queste immagini documentano un modo nuovo di confrontarsi con il territorio, una crescita culturale ed un arricchimento delle conoscenze, che è la premessa per una politica di valorizzazione e di qualità, per un processo di modernizzazione e per una fase di sviluppo nella quale si parta finalmente dalla capacità di cogliere la complessità del passato di questa terra. Nel tempo attuale in cui si confrontano e si scontrano disegni di rinnovamento politico, giuridico e sociale degli assetti dell'autonomia speciale della Sardegna, la presentazione di un itinerario naturalistico, storico ed economico attraverso la composita struttura di una porzione ben definita dell'isola diviene un'occasione di conoscenza e di autocoscienza delle popolazioni, di una maturità nuova e di una consapevole convinzione della ricchezza e del valore di un patrimonio

    L'Iscrizione monumentale del foro severiano di <i>Uchi Maius</i> (<i>CIL</i>, VIII, 26258)

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    Lo studio analizza alcuni frammenti dell'iscrizione monumentale che correva sul fregio porticato del foro costruito in età severiana (CIL, VIII, 26258, cf. 15449): si tratta di una lughissima epigrafe con lettere alte cm 18, dedicata (in dativo) a Settimio Severo, Caracalla, Geta, Giulia Domna nella seconda metà dell'anno 207, con una titolatura relativamente comune

    La Sardegna romana

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    Prospettiva sulla storia della Sardegna e della Corsica: i rapporti delle due isole con Roma risalgono ad alcuni secoli prima della nascita della provincia romana e sono legati ai tentativi di colonizzazione lungo la costa orientale della Corsica e anche della Sardegna

    La Risurrezione della carne nelle iscrizioni latine del primo cristianesimo

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    Il tema della risurrezione della carne viene affrontato, con riferimento alla cultura cristiana, nelle iscrizioni latine specie di età paleocristiana e di carattere funerario; il tema appare relativamente poco studiato sotto questo profilo con un diretto accesso alle fonti, anche se l’analisi di un’articolata documentazione consente di seguire le origini del lento processo di definizione del dogma, localizzando le attestazioni nel tempo e nello spazio ed accertando tradizioni e particolari sensibilità locali. Viene studiata una serie omogenea di un centinaio di iscrizioni, con testi prevalentemente di carattere poetico (solo un quarto in prosa): una visione di sintesi conferma la complessità della tematica cristiana della risurrezione, capace di affrontare congiuntamente il destino ultraterreno del corpo e dell’anima e dunque di superare il dualismo immortalità dell’anima/immediata ascesa al cielo e risurrezione corporale/discesa interinale agli inferi

    Ricordo di Lidio Gasperini

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    Omaggio a Lidio Gasperini, eminente studioso di epigrafia greca

    Cronologia della Sardegna romana

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    La cronologia della Sardegna romana può essere sostanzialmente fissata sulla base delle fonti letterarie e soprattutto della documentazione epigrafica, numismatica, archeologica oltre che, per il tardo impero e sui testi giuridici

    Un decurione dell'ala III Asturum praepositus castelli Tamudensis, in una nuova dedica a Giove nel dies natalis di Settimio Severo

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    Ho già avuto modo di segnalare nel 1986, scrivendo una breve sintesi sulla ricerca epigrafica in Marocco, come dopo la pubblicazione del fondamentale volume di Jacques Gascou, dedicate alle Inscriptions antiques du Maroc (Inscriptions latines) restavano inedite alcune iscrizioni della Mauretania Tingitana romana, in particolare rinvenute a Sala-Rabat (scavi di Jean Boube), a Zilil-Dchar Jdid (epigrafi funerarie, studiate ora da N. El Khatib Boujibar), a Volubilis-Ksar Pharaoun (in via di pubblicazione a cura di A. Akerraz) ed infine a Tamuda. Da quest'ultimo sito, collocato a breve distanza dall'attuale Tetuan, ho l'onore di presentare oggi in questa sede una nuova iscrizione, rinvenuta recentemente in località Suiar, e conservata fin dal 1985 nel giardino del locale museo archeologico

    Il Nord-Africa e la Sardegna in età tardo-antica: introduzione

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    Sulla fase tardo-antica, che fu insieme il momento più maturo della classicità e la vigilia di tempi nuovi, su questo momento cruciale della storia del Nord Africa e della storia umana in generale abbiamo voluto che si focalizzasse il confronto in questo sesto convegno, di studi su "L'Africa Romana", dedicato ai luoghi, ai siti, agli ambienti nei quali Agostino visse la propria esperienza di vescovo e di polemista
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