85 research outputs found

    Sheltering the undocumented in Amsterdam: inclusive housing rights or policing urban informality

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    The Netherlands has recently launched a project to provide shelters for undocumented migrants. How can state authorities provide housing for the invisible population of those who are simply not supposed to be there? Belloni and Aru answered this question by interviewing local authorities, government officials and civil society and by spending time with undocumented migrants who are included and excluded by the programme. In spite of the clear positive implications of this programme, the post sheds light on its less progressive aspects. In particular, the criteria used to screen eligible migrants introduce new distinctions between “deserving” and “undeserving” irregular migrants. If this distinction enables some to access assistance, it also justifies a no tolerance policy towards squatting, the practice through which undocumented migrants have usually gained a home, even if a temporary and precarious one

    Nick Gill, Anthony Good, eds, Asylum determination in Europe: Ethnographic perspectives, London, Palgrave Macmillan, 2019, pp. XVII + 335

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    Book review of Nick Gill, Anthony Good, eds, Asylum determination in Europe: Ethnographic perspectives, London, Palgrave Macmillan, 2019, pp. XVII + 335.Recensione di Nick Gill, Anthony Good, eds, Asylum determination in Europe: Ethnographic perspectives, London, Palgrave Macmillan, 2019, pp. XVII + 335

    Introduzione

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    Frontiere identitarie : la diaspora italiana a Vancouver tra appartenenze multiple in divenire

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    2007/2008Il presente studio ruota attorno al nesso che lega fra loro i “processi diasporici” e le costruzioni identitarie italiane all’estero e cerca di cogliere il ruolo giocato dal territorio e dalla lingua all’interno di questa trama concettuale. Tale tematica è stata analizzata a partire da una ricerca empirica da me condotta nella città di Vancouver presso le associazioni facenti capo all’Italian Cultural Centre, alla Famee Furlane e all’ex circolo sardo. Il lavoro, che da un punto di vista metodologico si è avvalso di strumenti di tipo qualitativo e quantitativo (interviste e questionari semi-strutturati), coglie l’invito del costruttivismo sociale a ritenere le identità come dei processi piuttosto che come dati di fatto; tale impostazione è quella ormai accettata dalla maggior parte degli studiosi che si occupano della tematica ed è stata ribadita recentemente anche in ambito geografico nazionale. Le identità italiane a Vancouver sono il luogo di una continua ridefinizione; prendono corpo nei discorsi di appartenenza, all’interno delle trame quotidiane che si strutturano tra il “qui e il lì”, tra Italia e Canada, mutano ad una lettura generazionale, o semplicemente in base al profilo culturale del migrante. Da qui l’accenno, interno allo stesso titolo del lavoro, al divenire, ad un qualcosa che non è statico e definito, non è un “confine”, ma una “frontiera” di significati e di relazioni che vengono tessute quotidianamente tra luoghi e persone più o meno distanti.XXI Cicl

    Spazi d’asilo. Il sistema di accoglienza in Italia tra norme, politiche e impatti territoriali

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    La gestione dei flussi migratori irregolari e l’applicazione del diritto d’asilo sono questioni politiche fondamentali a livello internazionale. L’Italia gioca un ruolo cardine all’interno del sistema d’asilo della UE perché uno dei principali Paesi d’arrivo dei flussi provenienti dalla rotta del Mediterraneo centrale. L’articolo ripercorre le principali norme che hanno dato corpo al diritto d’asilo in Italia e la strutturazione del sistema di accoglienza a esso legato fin dal secondo dopoguerra. A partire dalla lettura diacronica, si sottolineerà  il coinvolgimento di diverse scale geografiche (nazionale ed europea) nella definizione delle norme e del sistema annesso. La tesi di fondo dell’articolo – che da un punto di vista teorico guarda ai border studies –   che nel tempo gli  spazi di asilo  per i migranti si siano ridotti, in particolare a partire dall’ultima crisi migratoria del 2015. Quest’ultima, pi  che crisi data dall’aumento dei flussi,   crisi politica legata alla loro gestione su scala nazionale e comunitaria

    OBIETTIVO 11: Rendere le cittĂ  e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. CittĂ  e sostenibilitĂ : dai target del SDG n. 11 alle policy

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    L’ambito urbano è un teatro privilegiato per esplorare le sfide che lo sviluppo sostenibile impone sia dal punto di vista ambientale che socio-economico. Le città  sono state da sempre la culla della cultura e delle innovazioni, il fulcro delle attività economiche e politiche, svolgendo un ruolo attrattivo per la popolazione che vi si stabilisce in modo pi  o meno permanente. Proprio per la loro portata demografica, le città sono tuttavia anche il teatro di gravi processi non sostenibili come l’imponente domanda di risorse e di energia, la congestione e l’inquinamento, la produzione di rifiuti; non ultime le diseguaglianze socio-economiche che anche su scala urbana si manifestano in modo chiaro, talvolta violento. Il capitolo parte dagli spunti offerti dai target del SDG 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” per analizzare, in primo luogo, le principali problematiche che caratterizzano gli insediamenti e lo sviluppo urbano contemporaneo: la crescente popolazione urbana a livello mondiale, le disparità economiche e insediative, l’accessibilità  ai servizi di base, la qualità  della vita, lo smaltimento dei rifiuti, il patrimonio culturale e naturale e la governance urbana. Il capitolo offre infine, senza pretese di esaustività, un panorama di alcune possibili risposte alle problematiche esposte facendo riferimento sia ad esperienze specifiche in contesti urbani diversi (dalla megalopoli alla piccola città), sia al concetto di smartness e alla pianificazione partecipata

    Graphic-Novel “Diario dal confine. Ventimiglia/Diary from the border. Ventimiglia”

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    Questo fumetto è tratto dall’esperienza di ricerca dell’autrice nel campo delle politiche migratorie dell’Unione europea. Il breve racconto si focalizza, in particolar modo, sul diario di ricerca scritto durante l’etnografia svolta al confine italo-francese di Ventimiglia tra settembre e dicembre 2018. Il lavoro desidera documentare alcuni esiti dei controlli francesi alla frontiera – nuovamente in atto dal 2015 – e delle politiche italiane volte a gestire il conseguente aumento dei migranti in transito in città. Il lavoro si focalizza su questi ultimi e sull’impatto negativo che un certo modo di intendere e gestire il confine ha sulle loro vite
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