33 research outputs found

    SPATIAL IDENTITY IN VIRTUAL LEARNING ENVIRONMENTS

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    The mediation framework between aspects that are structured and continually mediated by evolutionary responses of a cultural type and characteristics proper to the bios find the reason for convergence and mutual coexistence in action, which is the functioning that subjects exercise within the environment they ‘exist.’ The relationship between subjective biological instances and cultural paradigms within which the ways of being and acting of trans-forming issues are expressed are constituted as perennial dynamic parameters that characterize the unstable and restless na- ture of formative processes. The better the implementation formula between the technological operation and society, the greater the possibility that the technology represents and supports the subjects in their human expression. The more the evolutionary processes will create beneficial osmosis for the overall development of humanity itself. The advantage of VLEs (Virtual Learning Environments) lies in their possibility of strong subjective declination and the possibility of mediation with one’s learning community. For these environments to carry out their function effec- tively, it is necessary that the subject involved in the training experiences a sense of self-efficacy, that he/she is not frustrated by the executive and interactive difficulty with the environment, that he/she is adequately involved and that he/she can autonomously manage some elements contained in that environment

    Brain Education Cognition. Il “ponte” tra educazione e neuroscienze

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    Una delle caratteristiche evidenziate dalla ricerca educativa attuale è costituito dalla crescente esigenza di legare i fenomeni educativi a rappresentazioni quantificate della realtà formativa; vi è una crescente esigenza di spingere la sperimentazione educativa verso i parametri misurabili connotati dalle evidenze. La progettazione intelligente, adattiva, personalizzata e universale dei contesti educativi è una strada possibile entro cui orientare la ricerca educativa dei prossimi anni

    Per una prospettiva epigenetica nel virtuale

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    La coniugazione tra sistema adattivo, sollecitazioni ambientali e processi epigenetici può trovare nella competenza spaziale e nei suoi vari gradi di realizzazione come l’immersività tridimensionale adeguati spazi di agibilità educativa e formativa

    Può la ricerca pedagogica ridare credibilità alle istituzioni educative e offrire senso agli uomini di domani?

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    In un suo articolo del 2016 Flavia Santoianni si chiedeva se la scuola insegnasse la felicità, in un’analisi entro cui andava sviluppandosi una doppia dimensione dell’istituzione che la vedeva – e continua a vederla – da una parte ancorata all’idea che la sua funzione sia principalmente quella di istruire e educare i soggetti in formazione, dall’altra la possibilità che rappresenti sistematicamente e razionalmente una prospettiva per il buon vivere, una speranza ragionata di educazione alla felicità

    Implicito bioeducativo. Emozioni e cognizione.

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    L’evoluzione culturale e l’evoluzione biologica cor- rono, sia pure contrapposte, lungo una via parallela. Sono i processi apprenditivi – potenzialità genetica e plasticità biologica – propri della specie umana ciò su cui agiscono le situazioni ambientali, modificando e stimolando attraverso l’educazione. Le possibilità di elaborare informazioni nell’interazione con l’ambiente derivano agli individui da potenzialità adattive sviluppatesi a livello filogenetico che coinvolgono processi espliciti e impliciti in ambiti sia cognitivi sia emotivi. La conoscenza esplicita e implicita riconosce strutture concettuali centrali di natura dominio generale eppure correlate all’esperienza individuale. Insegnare con l’implicito come struttura concettuale implica adottare modelli di insegnamento che mirano a rinforzare le conoscenze primarie. La teoria didattica bioeducativa si orienta verso l’attivazione di strutture concettuali di base. L’organizzazione cerebrale è regolata da variabili neuro-evolutive e forme socio-culturali. Il rapporto aperto tra le basi biologiche dell’apprendimento e lo sviluppo culturale si realizza in prospettiva bioeducativa in modo olistico. Il ruolo delle emozioni, in particolare, viene interpre- tato in modi sempre più organici e pluridisciplinari. La gestione delle emozioni va messa in relazione con un efficace sviluppo di competenze socio-cognitive, influenzando così la vita sociale e culturale degli individui. L’educazione alla gestione delle emozioni coniuga in sé il ruolo delle funzioni biologiche, culturali e psico-sociali, mostrando in questa sintesi sia la dimensione dell’individuo soggettiva e sociale, sia l’ambito esplicito e implicito

    Forme sonore in movimento

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    Muovere forme sonore consente al soggetto di realizzare un processo originale di significazione dinamica attraverso il quale il corpo diventa un “biologically designed mediator” in grado di trasferire l’energia fisica del suono a un livello mentale e di restituire la rappresentazione mentale in una forma materiale (Leman, 2008). Nell’ottica della embodied music cognition il concetto di percezione appare recepire la riflessione scientifica più recente che ruota intorno all’assunto per cui “what happens in perception can be understood in terms of action” (Jeannerod, 1994; Berthoz, 1997; Prinz and Hommel, 2002; Decety and Jackson, 2004). Il framework concettuale del lavoro recepisce, in tal senso, la prospettiva della semplessità (Berthoz, 2011) in campo didattico, ovvero la possibile fruizione di principi capaci di semplificare l’azione didattica, utilizzando complessità accessorie (Berthoz, 2011) che siano in grado di fronteggiare la complessità dell’esperienza formativa (Sibilio, 2013). Questo approccio che si fonda sulla visione bioeducativa della didattica (Frauenfelder& Santoianni, 2002), riconoscendo nell’esperienza formativa il significato delle corporeità didattiche (Sibilio, 2011), tenta di capitalizzare la dimensione dinamica del suono musicale, disegnando immagini fisse di un flusso in continuo movimento (Godøy, 2003). Sul piano didattico, infatti, l’accoppiamento di azioni, forme e sonorità, sollecita i processi di significazione attraverso l’ampliamento dello spazio della conoscenza. La proposta progettuale intende realizzare una versione fruibile didatticamente di NodeBeat, uno strumento interattivo di creazione musicale basato su forme e suoni da costruire e manipolare, prevedendo la LIM come strumento di supporto alla realizzazione dell’esperienzaformativa nelle prime classi della scuola primaria

    Opportunità degli ambienti virtuali tra sonorità, simbolizzazione e spazialità

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    B.E.C. (Brain Education Cognition). Gli aspetti empatici si contraddistinguono per una continua possibilità d’intermediazione tra capacità associativa, imitativa ed emotiva. In questa peculiarità umana filogeneticamente strutturata si condensa la caratteristica relazionale del soggetto che trae quindi dai comportamenti, dagli atteggiamenti, dalle azioni intraspecie un vantaggio apprenditivo capace di garantirgli una quantità di conoscenze implicite tali da ridurre lo sforzo elaborativo ed esecutivo che potrebbe derivare da processi espliciti e codificati dell’apprendimento

    A bioeducational approach to virtual learning environments

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    Knowledge carries some general characteristics related to the socio-environmental, cultural and bio-physiological context. These three coordinates help us to understand under which condition knowledge is achieved/gained and they do it. Along the same line, the real or virtual learning contexts being essential and unique; the possibilities offered by the VLE which give the opportunity of programming environmental challenges, complexity and support for subjects open up a series of educational perspectives that support individual differences even when they reproduce social platforms as virtual worlds. Programming that through adequate representations of environments, situations, problems and specific actions are able to work on more complex neuronal patterns usually activated in the presence of real objects, especially in light of the current structures present in formal contexts of education
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