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Le competenze del consiglio di sorveglianza. Tra funzioni di controllo e funzione di indirizzo sulla gestione

By FRANCESCO BORDIGA

Abstract

La tesi ricostruisce la funzione del consiglio di sorveglianza, giungendo al risultato – in contrasto con l’opinione dominante secondo la quale a detto organo è assegnato solamente un ruolo di controllo – di assegnare allo stesso competenze “originarie” di indirizzo strategico sulla gestione, anche in assenza di una clausola statutaria ai sensi dell’art. 2409-terdecies, lett. f-bis, c.c.. Nel primo capitolo, si evidenzia che – diversamente dal collegio sindacale, che non ha poteri di incidere direttamente sui componenti dell'organo gestorio – il consiglio di sorveglianza esercita l’attività di controllo al fine di incidere direttamente sulla gestione attraverso il potere-dovere di nomina e revoca esercitato per conto dei soci. Nel secondo capitolo, argomentando dalla qualificazione della funzione di nomina-revoca in termini di potere-dovere, che implica l’obbligo di “garantire” l'idoneità dei gestori di attuare con diligenza professionale l'oggetto sociale, si fa derivare la conclusione che l’esercizio del detto potere-dovere impone che l’organo di controllo sia necessariamente coinvolto nella programmazione strategica della gestione e nell’assunzione delle scelte strategiche a quest’ultima connesse. Nel terzo capitolo, si conclude che la competenza deliberativa statutaria ai sensi dell’art. 2409-terdecies, lett. f-bis, c.c., rappresenta la razionalizzazione/rafforzamento statutario del potere-dovere originario di indirizzo sull’alta gestione implicato dalla funzione di nomina e revoca dei gestori.The thesis reconstructs the function of the supervisory board, reaching the result – contrary to the leading opinion according to which to the said board is assigned a mere supervisory role – of granting "native" competences of strategic direction of the management, even in the absence of a clause in the by-laws as provided by article 2409-terdecies, lett. f-bis of the Italian Civil Code. The first chapter highlights that - unlike the board of statutory auditors, which has no authority to directly affect the components of the board of directors - the supervisory board exercises the control activity in order to directly influence the management through the power-duty to appoint and dismiss exercised on behalf of the shareholders. In the second chapter, starting from the qualification of the appointing-dismissal function in terms of power-duty, which implies an obligation to "guaranty" the ability of the managers to implement the company’s purpose with professional diligence, derives the conclusion that the exercise of the aforementioned power-duty requires that the supervisory body necessarily has to be involved in the strategic planning and management and in the acquisition of strategic choices related to it. The third chapter concludes that the statutory deliberative power provided by article. 2409-terdecies, lett. f-bis, of the Italian Civil Code represents the statutory rationalization/strengthening of the native power-duty to guide the high management implied by the function of appointing and dismissing the manager

Topics: IUS/04: DIRITTO COMMERCIALE, consiglio di sorveglianza, supervisory board
Publisher: 'Universita degli Studi di Milano-Bicocca Symphonya Emerging Issues in Management'
Year: 2010
OAI identifier: oai:tesionline.unicatt.it:10280/805
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