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SEPSI MICOBATTERICA CON COINVOLGIMENTO CARDIACO DA TB POLMONARE RIATTIVATA, IN PAZIENTE CON VASCULITE.

By Fabbri Gabriele, Grilli Anastasio, Guardigni Viola, Cultrera Rosario, Maritati Martina, Picchi Giovanna and Contini Carlo

Abstract

Premessa. La tubercolosi rappresenta un problema emergente e sottostimato di salute pubblica. Alterazioni della risposta immune cellulo-mediata, presenti in molte condizioni cliniche (HIV, neoplasie, terapie immunosoppressive), portano a riattivazione dell’infezione da M. tuberculosis e ad una malattia tubercolare spesso “subdola”, difficilmente diagnosticabile precocemente. Obiettivo. Riportiamo il caso di un paziente (anti-HCV+ e BPCO) affetto da sepsi tubercolare associata ad endocardite. Un uomo di 68 anni giungeva alla nostra osservazione per persistenza di iperpiressia e tosse, dopo dimissione da altro reparto, con diagnosi di polmonite necrotizzante apicale da K. pneumoniae multiresistente e riacutizzazione di vasculite crioglobulinemica già nota. Risultati. Il paziente veniva trattato con meropenem, colimicina, amikacina e rifampicina associata a terapia steroidea a dosi elevate. Il QuantiFERON era positivo per Infezione Tubercolare Latente (ITL), mentre l’ecocardiografia (EC) mostrava dubbia formazione aortica, come da slaminamento endocardico post-chirurgico. Per persistenza del quadro febbrile, veniva effettuata TC torace che mostrava peggioramento del quadro Rx, mentre gli esami colturali rilevavano positività per C. glabrata (100.000 CFU) fluconazolo-resistente, trattata con caspofungina per 21 giorni, con evidente miglioramento clinico. Sul BAL si documentava anche PCR-positività per BK rifampicina-sensibile, non confermata però da ulteriore broncoscopia con BAL. La ricerca diretta di BK risultava negativa. Per recidiva di iperpiressia, riacutizzazione della vasculite e comparsa di diarrea, veniva ripresa terapia steroidea a dosi elevate, a cui seguiva, dopo iniziale risposta, un peggioramento degli esami ematochimici e dei parametri emogasanalitici. La biopsia osteomidollare rilevava numerosi granulomi non necrotizzanti, istiociti epitelioidi e cellule giganti plurinucleate, in assenza di BK. Una nuova TC toracica mostrava un marcato peggioramento; l’EC evidenziava “materiale vegetante” al tratto di efflusso ventricolare sinistro. Veniva quindi intrapresa terapia antitubercolare standard. Le colture da sangue midollare e periferico, urine, feci e BAL risultavano in seguito positive per M. tuberculosis isoniazide-resistente. Attualmente, il paziente è stabilmente apiretico e prosegue RIF, PZA ed ETB. Conclusione. Dal caso descritto si evince la necessità di testare per ITL ed eventualmente sottoporre a trattamento tutti i pazienti affetti da severi disordini reumatologici in terapia steroidea cronica al fine di evitare riattivazioni TB con quadri clinici sfumati e conseguente ritardo diagnostico, condizionato anche da farmaci ad attività antimicobatterica (rifampicina, aminoglicosidi, fluorochinoloni), sugli esami colturali. Il coinvolgimento delle strutture valvolari cardiache in corso di TB è di raro riscontro (2). In assenza del criterio anatomo-patologico, le emocolture specifiche associate all’EC rappresentano un criterio fondamentale per la diagnosi

Topics: Tubercolosi, risposta immune cellulo-mediata, Infezione Tubercolare Latente (ITL)
Publisher: SIMIT
Year: 2013
OAI identifier: oai:iris.unife.it:11392/1964419
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